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Area di crisi, Grandi Molini, fumata nera in regione. L’azienda conferma i licenziamenti

27febbraio 2017 redazione

Ancora fumata nera per la questione della Grandi Molini Italiani, nel corso della riunione che si è tenuta questa mattina in Regione alla presenza del Consigliere per il lavoro del Governatore Gianfranco Simoncini, dell’assessore comunale alle Attività produttive, Francesca Martini, del Segretario generale dell’Autorità portuale, Massimo Provinciali, e delle rappresentanze sindacali, i vertici dell’azienda hanno ribadito la loro intenzione di proseguire con il piano dei licenziamenti e di non ricorrere agli ammortizzatori sociali.

Una chiusura totale da parte dell’azienda, nonostante il tentativo di mediazione compiuto dalle istituzioni, che hanno chiesto all’Autorità portuale di Livorno di attivare immediatamente le procedure per la progettazione dei lavori di ristrutturazione della banchina utilizzata da Grandi Molini.

Preliminarmente si è preso atto che, a seguito delle integrazioni fornite da Grandi Molini Italiani sulle prospettive di utilizzo della banchina e dello stabilimento dopo il 2020, ci sono le condizioni affinché l’Autorità portuale di Livorno possa immediatamente attivare le procedure per l’assegnazione della progettazione sulla ristrutturazione della banchina utilizzata da GMI. L’azienda ha ribadito la propria posizione, con la decisione di proseguire all’attuazione dei licenziamenti, pur dichiarandosi disponibile a un confronto con i sindacati sul numero degli esuberi. Ma ha ripetuto di non essere disponibile a utilizzare gli ammortizzatori sociali, e ha fatto presente che a seguito della ripresa dell’attività vi potrebbe essere la possibilità di riassumere parte dei lavoratori.

“Un atteggiamento incomprensibile da parte della proprietà, che va contro gli accordi precedenti – ha sottolineato Simoncini – ed è ingiustificato, vista la possibilità di ricorrere a ben due anni di ammortizzatori sociali. Non si comprende perchè si vogliano licenziare trenta lavoratori, che peraltro si vorrebbe successivamente, in gran parte, riassumere quando vi è la possibilità di utilizzare la cassa integrazione senza far pesare su di essi un così pesante costo sociale”.

“Siamo di fronte a una presa di posizione grave e irragionevole, commenta l’assessore comunale Francesca Martini. Qui c’è un’azienda, che occupa una posizione strategica sul canale e ha un uso esclusivo della banchina, che decide unilateralmente di chiudere lo stabilimento di Livorno senza tenere conto delle ripercussioni sula vita di 30 lavoratori e delle loro famiglie. Grandi Molini non ha nemmeno preso in considerazione l’ipotesi di ricorrere alla cassa integrazione speciale prevista per le aree di crisi perché, con la nuova disciplina introdotta dal Jobs act, potrebbe diventare più conveniente assumere nuovo personale nel momento stesso in cui lo stabilimento riprenderà l’attività, piuttosto che tutelare gli attuali dipendenti. Siamo di fronte a un’assurdità normativa”.

Istituzioni e sindacati hanno rinnovato l’appello a Grandi Molini a fare un passo indietro su questa scelta, attivare gli ammortizzatori sociali e ritirare la procedura di mobilità.

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