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Asia-Usb contro la cementificazione dell’area verde di Via Goito a Livorno

26agosto 2017 da Asia-Usb, Livorno

In occasione della 4 giorni di iniziative per la difesa dell’area verde di 6 ettari in Via Goito, Asia-USB esprime la sua posizione in merito al progetto di cementificazione:

In perfetta continuità con le giunte che hanno governato la nostra città negli anni passati, l’amministrazione 5 Stelle, con un vero e proprio colpo di mano durante l’ultimo consiglio comunale estivo, ha dato il via libera alla cementificazione di  una delle ultime aree verdi rimaste intatte nel centro cittadino. Per concludere l’iter servirà ancora una “semplice” delibera di giunta e poi gli uffici tecnici potranno rilasciare le concessioni edilizie alla famosa CLC, ovvero cooperativa Lavoratori delle Costruzioni, consorzio legato alla lega delle cooperative molto conosciuta in città  in quanto presente, a vario titolo, in tutti i grandi progetti di speculazione edilizia negli ultimi anni.

Il dibattito sull’emergenza abitativa, oggi sempre più attuale, vede diversi soggetti come partiti, singoli e associazioni, discutere di mirabolanti soluzioni e improbabili espedienti per cercare di affrontare una situazione ormai drammatica. Ognuno vuole dire la sua ma nessuno si interroga sulle cause, neanche tanto profonde che hanno generato il contesto in cui viviamo. Fermo restando che il problema principale resta la mancanza di un reddito dignitoso per una fetta sempre più larga della popolazione residente (nella sola provincia sono stati censiti 28mila disoccupati) la verità è che negli ultimi trent’anni, nella “dialettica” tra interessi privati legati alla rendita immobiliare e la salvaguardia del diritto inalienabile alla casa il baricentro si è totalmente spostato verso il primo e cioè verso l’interesse privato. 

Cerchiamo di essere chiari. I due interessi non sono conciliabili. Il tornaconto economico legato alla rendita si nutre del bisogno primario dei lavoratori di avere un tetto sulla testa. Oggi la CLC, grazie ad una serie di fallimenti di altre cooperative, si ritrova con un terreno edificabile in pieno centro. Dopo aver ottenuto le concessioni edilizie, utilizzando la scusa del ricatto occupazionale, con tutta probabilità appalterà ad altri soggetti i lavori di costruzione generando così un profitto senza di fatto aver costruito direttamente nulla.

Sulla carta il valore della casa sarà quindi: Il costo delle materie prime e del lavoro (quest’ultimo già ridotto grazie al sistema delle cooperative in appalto e subappalto) l’utile delle varie società di costruzione + il profitto della CLC. Lo stesso meccanismo utilizzato nella mega operazione di riqualificazione del Cantiere Navale Fratelli Orlando e in tutti i grandi progetti immobiliari.  Oggi il mercato è in crisi quindi nel complesso marchingegno della speculazione edilizia è entrata un’altra variabile. Le ultime ditte o cooperative rimangono spesso con il cerino in mano e falliscono.  I cantieri si fermano per anni e agli acquirenti vengono chiesti ancora soldi per ultimare i lavori. 

Ecco quindi cosa sta succedendo. 

Alle società di costruzioni la strada è sempre spianata e il profitto comunque garantito mentre invece qualsiasi progetto pubblico per affrontare l’emergenza casa viene puntualmente seppellito sotto i colpi della burocrazia, della legalità e della collusione di interessi tra il privato e chi ci dovrebbe governare.  Ci sarebbe piaciuto vedere durante l’ultimo consiglio comunale estivo un colpo di mano della maggioranza per applicare concretamente la delibera sulle requisizioni di immobili privati. Ci piacerebbe vedere finalmente la Prefettura di Livorno bloccare con il sistema di graduazione i centinaia di sfratti previsti negli ultimi mesi senza subire invece le evidenti pressioni della Confedilizia. 

Niente di tutto questo. Nel caso specifico la CLC è riuscita anche ad ottenere la possibilità di eseguire i lavori accessori su tutta l’area senza dover versare un milione di euro circa per gli oneri di urbanizzazione.

Ma la partita non è ancora chiusa. Nel terreno in cui si dovrà costruire ci sono ancora centinaia di occupanti che quotidianamente vivono quello spazio.  Come sindacato inquilini resisteremo fino all’ultimo a fianco degli abitanti del quartiere e della città per impedire l’ennesima infame speculazione.  Se dovessimo perdere lo faremo a testa alta continuando a denunciare in ogni occasione tutti quei soggetti che quella speculazione l’hanno voluta e l’hanno sostenuta.  Si preparino a lavorare con pala e piccone l’assessore Aurigi e i consiglieri Marchetti, Sarais e La Fauci nel caso in cui, dopo aver distrutto l’area verde, le cooperative dovessero fallire lasciando i lavori a metà.  Siamo sicuri che saranno degli ottimi muratori. Come anche se a scadenza di mandato qualcuno dovesse “magicamente” essere assunto dalla CLC o da altre ditte collegate.  La pazienza è la virtù dei forti e noi ne abbiamo, purtroppo da vendere.

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