Bilancio positivo per la festa del cinema di Roma 2016

24ottobre 2016 di Donatella Nesti

Scaptainfantastici è rivelata vincente l’idea di aprire la Festa del cinema di Roma a più luoghi della città pur rimanendo l’auditorium il centro principale di proiezioni, incontri e red carpet sul quale si sono avvicendate star internazionali.

I numeri parlano chiaro 72 film, 50 retrospettive ed omaggi, 26 paesi, 313 proiezioni tra auditorium e dieci sale in città, + 6% Accreditati, + 13% Biglietti venduti + 18% di pubblico. Molto apprezzato anche l’omaggio ai classici western con i quali si è aperta ogni proiezione, così anche i più giovani hanno potuto vedere sul grande schermo spezzoni di Sentieri selvaggi, Mezzogiorno di fuoco, Johnny Guitar, Sfida infernale.

Il successo come abbiamo detto è anche merito del ritorno a Roma di star del calibro di Meryl Streep, Viggo florence-il-film-con-meryl-streep-e-hugh-grant-arriva-in-italiaMortensen, Juliette Binoche, Ralph Fiennes, Kristin Scott Thomas ma anche di incontri ravvicinati con Tom Hanks, Oliver Stone, Paolo Conte, Roberto Benigni, Renzo Arbore. Molto apprezzato il film di Frears Florence, nelle sale il 22 dicembre distribuito da Lucky Red e presentato anteprima a Roma con decine di ragazze che fin dal mattino si sono appostate per veder passare il ‘mito’ Meryl Streep sul tappeto rosso. Racconta la vera storia di un’ereditiera americana appassionata da musica che nella società newyorkese del 1944 organizzava con l’aiuto del marito, l’inglese St. Clair Bayfield (Hugh Grant), recital e concerti in un club da lei fondato intitolato a Giuseppe Verdi e frequentato da anziani nobili decaduti. Attorniata da persone che le volevano bene (e anche qualcuno che si approfittava della sua generosità) Florence Foster Jenkins non aveva mai veramente compreso che la sua passione per il canto non corrispondeva al suo talento. “Era una storia che già conoscevo”ha detto la Streep, “perché molti studenti di cinema e di musica la conoscono. Quando Frears mi ha parlato del film mi sono messa ad ascoltare le registrazioni che aveva fatto. Il suo è un personaggio irresistibile per quanto sbagliata fosse la sua voce perché in quelle registrazioni potevi ascoltare le sue aspirazioni, la sua volontà di cantare… tutto messo nel posto sbagliato. Però bellissimo ed emozionante”. Gli organizzatori della Festa, la presidente Piera Detassis ed il direttore artistico Antonio Monda, hanno deciso di abolire i premi decisi dalle giurie, ma è rimasto quello del pubblico BNL che è andato a “Captain Fantastic” di Matt Ross. Il film è stato presentato nella Selezione Ufficiale della Festa in collaborazione con la sezione autonoma e parallela Alice nella città. E’ il secondo lungometraggio firmato da Matt Ross, già interprete per registi del calibro di Martin Scorsese, Terry Gilliam e John Woo. Il film attraversa i generi ed è in grado di alternare sequenze spassose a momenti di pura commozione, anche grazie alla straordinaria interpretazione di Viggo Mortensen: l’attore newyorkese, uno dei più applauditi del red carpet dell’undicesima edizione della Festa, è stato inoltre protagonista di un Incontro Ravvicinato con il pubblico.
Molti applausi da grandi e piccoli per il film di animazione La tortue rouge di Michael Dudok de Wit. Attraverso la storia di un naufrago su un’isola tropicale deserta, popolata da tartarughe, granchi e volatili di ogni genere, La tartaruga rossa racconta le tappe della vita di un essere umano. Attraverso la storia di una tartaruga marina, creatura dell’oceano rispettata, solitaria e tranquilla, che dà l’impressione di essere vicino all’immortalità, il film riflette sull’umana paura della morte.

Image and video hosting by TinyPic Gran finale con “Il paziente inglese” di Anthony Minghella Stati Uniti, Regno Unito , 1996,
con R. Fiennes, J. Binoche, W. Dafoe, K. Scott Thomas. Usciva venti anni fa Il paziente inglese, capolavoro di Minghella, a cui la Festa in questa occasione ha dedicato un evento speciale a cui ha partecipato il cast ed il produttore . Il film vinse ben 9 premi Oscar, fra cui quelli per il miglior film e la miglior regia: per la prima volta una produzione indipendente conquistava le prestigiose statuette hollywoodiane, aprendo la porta degli Oscar ad altri film indipendenti. Tratto dal romanzo omonimo di Ondaatje, l’adattamento di Minghella è la storia di un amore impossibile e struggente, che si consuma in Africa prima della seconda guerra mondiale. Kristin Scott Thomas, che Minghella volle con ostinazione come protagonista, convinto che solo lei potesse interpretare il ruolo di Katherine Clifton, Ralph Fiennes, Colin Firth e Juliette Binoche, vincitrice dell’Oscar come attrice non protagonista, hanno il peso specifico di uno stile che ricorda i grandi divi del passato.

 

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