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Caetano, Moreno, Tom e Zeca Veloso al MusArt – Report e photogallery

La magia del sound brasiliano di Caetano Veloso e dei suoi figli strega Firenze

25 Luglio 2019, di Michele Faliani

Aspettavo questo concerto da un anno, praticamente da quando il cd e il dvd di Ofertorio, lo show di Caetano Veloso e dei suoi tre figli Moreno, Zeca e Tom, arrivarono nella mia cassetta della posta dopo una serie di peripezie e di giri per il mondo. Sì, perché a differenza di quanto succedesse fino alla fine dei ’90, mettere le mani sui dischi brasiliani è diventato sempre più difficile, in alcuni casi quasi impossibile. Per fortuna, però, esiste ancora qualche promoter che riesce a portare qualcuno dei più grandi artisti della Música Popular Brasileira in Italia, e riesce anche ad ottenere il sold-out. Il concerto comincia con Baby, una canzone che Caetano scrisse per Gal Costa nel 1972, ed è subito roba da pelle accapponata. Figuriamoci cosa succede dopo, con la dolcissima “O seu amor” e con l’irresistibile samba di “Boas vindas”. Caetano e i tre ragazzi sono seduti, il pubblico anche, ma riuscire a stare incollati alla poltroncina è davvero arduo. Si prosegue con un bellissimo pezzo di Tom Veloso (“Todo homem”, cantato con un falsetto che rasenta la perfezione), e con “Genipapo absoluto” che è uno dei miei episodi preferiti del capolavoro “Estrangeiro”. Non c’è spazio per i grandi classici del repertorio di Caetanone (assenti “Sampa”, “Qualquer coisa”, “Você è linda”…) tranne che per “O leãozinho”, suonata e cantata con Moreno. Che si dimostra un cantante e un musicista stratosferico, riuscendo perfino a suonare un piatto percuotendolo con un coltello e a creare ritmi irresistibili sfregando due fogli di carta vetrata. E poi “Trem das cores”, “Reconvexo”, una spettacolare versione fra l’avanguardia e il noise di “Alexandrino”, per arrivare alla recente “Não me arrependo” (scritta da Caetano per la madre di Zeca e Tom quando il loro matrimonio giunse alla fine” e alla fantastica “Força estranha”, resa famosa da Roberto Carlos. Il finale è dedicato a “How beautiful could a being be?”, canzone scritta da Moreno quando aveva solo 9 anni e già inserita in “Livro” e in “Prenda minha”. Ma ovviamente il pubblico non ci sta, e il quartetto è costretto a tornare sul palco per “Um Tom” (un altro capolavoro) e per una serie di cover: “Deusa do amor” degli Olodum, “Estate” di Bruno Martino (eseguita da Caetano come omaggio a João Gilberto, scomparso pochi giorni fa, che la rese un classico della MPB: “Senza di lui niente di tutto questo sarebbe mai accaduto…”), “Luna caprese” che conferma l’amore di Moreno per i classici napoletani, e lo scatenato samba di “Tá escrito” del Grupo Revelação. Il vero, grande finale, è con il manifesto “A luz da tieta”, con tutto il pubblico corso sottopalco a ballare e a cantare.
Un concerto indimenticabile, in una piazza bellissima e gremita di gente, un Caetano felice e sorridente che speriamo di rivedere così in forma quanto prima.

Grazie al MusArt Festival e a bitconcerti per l’ospitalità.

La setlist del concerto:

  • Baby
  • O seu amor
  • Boas vindas
  • Todo homem
  • Genipapo absoluto
  • Um passo a frente (Moreno + 2 song)
  • Clarão
  • De tentar voltar (Moreno + 2 song)
  • A tua presença morena
  • Trem das cores
  • Alexandrino
  • Oração ao Tempo
  • Alguém cantando
  • Ofertório
  • Reconvexo
  • Um só lugar
  • O leãozinho
  • Ela e eu
  • Não me arrependo
  • Um canto de Afoxé para o Bloco do Ilê
  • Força estranha
  • How Beautiful Could a Being Be
    Encore:
  • Um Tom
  • Deusa do amor (Olodum cover)
  • Estate (Bruno Martino cover)
  • Luna caprese (Nilla Pizzi cover)
  • Tá escrito (Grupo Revelação cover)
    Encore 2:
  • A luz de Tieta

La photogallery del concerto:

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