L’essenziale come forma: David Grubbs dal vivo al Progresso
20 Gennaio 2026, di Michele Faliani

Ci sono concerti che non si limitano a essere ascoltati: accadono.
Momenti rari in cui musica, luogo e tempo sembrano allinearsi con una precisione quasi necessaria. È quanto è successo il 16 gennaio 2026, al Circolo ARCI Il Progresso di Progresso, in occasione del concerto di David Grubbs, primo evento pubblico della neonata sinergia tra l’Associazione La Chute e il Lars Rock Festival di Chiusi, che ci auguriamo possa essere continua e duratura.
Un debutto che non poteva avere padrino più autorevole: Grubbs, figura cardine della musica sperimentale statunitense degli ultimi trent’anni, artista capace come pochi di abitare la frontiera tra scrittura, improvvisazione, ricerca timbrica e canzone, senza mai cedere a formule o manierismi.
Grubbs è uno di quei musicisti che hanno segnato in profondità una formazione sentimentale prima ancora che musicale; e il legame con i suoi Gastr del Sol resta, ancora oggi, qualcosa di viscerale. Ma è proprio questa consapevolezza, stratificata negli anni, ad aver reso l’ascolto di stasera particolarmente carico di senso.
Al Circolo Il Progresso, Grubbs si presenta solo, armato di chitarra e, a tratti, di voce. Nessun orpello, nessuna mediazione: un set in apparente sottrazione che si rivela invece densissimo, teso, lirico. La sua è una musica che non ha bisogno di alzare il volume per farsi complessa; basta un accordo lasciato sospeso, una risonanza che si dilata, un fraseggio che sembra cercare continuamente un equilibrio instabile tra grazia e attrito.
Il clima sonoro della serata è fortemente attraversato dagli umori di “Whistle from Above” (2025), ultimo lavoro in studio, che ne costituisce anche l’ossatura narrativa. Non a caso l’apertura è affidata proprio alla title track, con le sue tensioni oblique e quella malinconia mai risolta che sembra farsi materia fisica nello spazio. Seguono “The Snake On Its Tail”, “Poem Arrives Distorted”, “Queen’s Side Eye”, fino alle asperità più sperimentali di “Synchro Fade Pluck Stutter Slip”: una chitarra che racconta paesaggi, muovendosi su una linea di confine tra il folk visionario di John Fahey e il post-rock degli anni Novanta di cui Grubbs è stato, e resta, uno dei maestri più silenziosi e incisivi.
Tra brani recenti e materiale ancora in divenire, il set trova un equilibrio naturale tra presente e memoria. Lo strumentale “Creep Mission” (da Creep Mission, 2017) convive con momenti più marcatamente cantautorali, dove la voce entra in scena senza mai imporsi, come un ulteriore strumento timbrico.
Il punto di massima intensità emotiva arriva quasi in sordina, quando Grubbs attacca “The Seasons Reverse” (Camoufleur, 1998). Chitarra e voce ridotte all’osso, scheletro melodico che regge ancora tutto il peso del tempo: un brano che, spogliato di ogni contesto, dimostra quanto la scrittura dei Gastr del Sol sia rimasta intatta, resistente, necessaria.
Da lì in poi è un fluire di piccoli acquerelli sonori: “Learned Astronomer”, “Wave Generators”, “Knight Errant”, fino alla splendida “Cool Side of the Pillow”, momento di rara delicatezza, sospeso tra intimità domestica e apertura improvvisa.
Il finale è nuovamente affidato alla chitarra sola, con “How To Hear What’s Less Than Meets The Ear”, brano che sembra riassumere l’intero senso della serata: imparare ad ascoltare ciò che non è immediatamente evidente, ciò che vive negli interstizi, nelle vibrazioni residue.
A Grubbs va un ringraziamento che supera la singola serata: per ciò che ha rappresentato, per ciò che continua a essere, e per la capacità – sempre più rara – di emozionare profondamente, anche e soprattutto, con una sola chitarra tra le mani.
Grazie a La Chute e a Lars Rock per l’ospitalità.
La scaletta del concerto:
1. Whistle From Above
2. The Snake on Its Tail
3. Poem Arrives Distorted
4. Queen’s Side Eye
5. Synchro Fade Pluck Stutter Slip
6. Surefire
7. Revise and Resubmit
8. The Updraft
9. Blue Fumes
10. Creep Mission
11. The Seasons Reverse (Gastr del Sol song)
12. Learned Astronomer
13. Wave Generators
14. Knight Errant
15. Cool Side of the Pillow
Encore:
16. How To Hear What’s Less Than Meets The Ear