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Elezioni. Il candidato Giovanni Ceraolo (Potere al Popolo) querela la candidata Paola Nucci (Fratelli d’Italia), per post su Facebook

Il candidato Giovanni Ceraolo, capolista alla Camera dei deputati per Potere al Popolo nel collegio Livorno Pisa, ha deciso di querelare Paola Nucci, candidata per Fratelli d’Italia, per un post su Facebook.

1febbraio 2018 da Potere al Popolo, Livorno

Giovanni ha spiegato che la decisione non è stata presa a cuor leggero, ma leggere su un social che nel suo curriculum ci sono “racket immigrazione e case abusive”, è inaccettabile, non solo sul piano personale ma perché va a colpire la sua attività politica e sindacale. Giovanni si è sempre battuto per aiutare e difendere i più deboli, chi con problemi sul lavoro, chi con problemi abitativi. Senza mai pretendere niente, solo per i suoi ideali di uguaglianza, così spesso traditi nella società di oggi. E’ anche per questo che è stato candidato nella lista ‘Potere al Popolo’.

Potere al Popolo; “Oltre al lavoro che Giovanni ha portato avanti prima negli spazi sociali, nel sindacato USB e in quello degli inquilini e abitanti ASIA, ricordiamo il suo percorso con il Coordinamento Lavoratori Livornesi, dove insieme abbiamo cercato di aiutare tutti i lavoratori in difficoltà, a prescindere dalle sigle e appartenenze sindacali.La sua storia politica non ha niente a che vedere con racket o altre cose infamanti. Giovanni era invece davanti al corteo in cui Asia/usb e il Comitato diritto all’abitare che denunciarono che nel Palazzo del Picchetto a Livorno, occupato, si chiedevano soldi in cambio di alloggio. In quell’occasione si chiedeva di non criminalizzare chi invece è costretto a occupare un posto perché è finito per strada. Cosa che niente ha a che fare con certi metodi mafiosi, in atto al Picchetto e dimostrati attraverso un video registrato di nascosto. Dentro a quel palazzo tutto continua indisturbato sotto gli occhi di tutti, ma chi ha girato quel video ha subito un’aggressione. Giovanni ha sempre combattuto al fianco di chi subisce le ingiustizie. I mafiosi sono altrove, non fra chi lotta per i diritti di tutti.”

Giovanni Ceraolo:

“Non avevo mai denunciato nessuno prima di questa mattina. Quando fai attività sociale/politica e in qualche maniera ti “esponi” pubblicamente è normale prendere, a volte, attestati di stima, ma anche offese e insulti. Sta nelle cose. Quello che non posso accettare però, è l’essere accusato di comportamenti che, non solo non ho mai tenuto ma che, ho/abbiamo sempre combattuto ferocemente. Se ad accusarmi fosse stata una persona qualunque  sarebbe stato anche diverso. Ma da una candidata di Fratelli d’Italia anche no.  Vorrei ricordare a questa gente che il sindacato di cui faccio parte, Asia-Usb, è stato il primo (e unico) soggetto che ha denunciato apertamente il “racket” all’interno del palazzo del picchetto, una pratica in stile mafiosa che insieme ai miei compagni abbiamo sempre voluto combattere, in qualsiasi ambito.  Abbiamo organizzato una manifestazione proprio lì davanti e prodotto un video in cui si vedeva chiaramente uno dei “responsabili” di quella struttura chiedere soldi ad una famiglia per avere un alloggio. Il ragazzo che ha girato il video dopo qualche settimana si è fatto 2 giorni di ospedale. Aggredito da chi? Non si sa, c’è un’indagine in corso.  Allora il punto è sempre il solito. A voi piace ragionare e accusarci  per screditare il nostro lavoro ma la faccia quando ce la mettete? Siete buoni solo a parlare di immigrazione e sicurezza ma quando c’è da intervenire concretamente non ci siete mai.”

Di seguito, alcuni link per contestualizzare il fatto, il testo del post Facebook di Giovannni Ceraolo in cui annuncia la querela, ed in allegato uno screenshot del post Facebook di Paola Nucci che contiene le inaccettabili e diffamatorie accuse.
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