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Formalizzato in Regione Toscana il nuovo gruppo consiliare, “Articolo 1 Movimento Democratici e Progressisti”

Rossi: “C’è spazio per la Sinistra”

20marzo 2017 di S.L.

Il nuovo gruppo è stato presentato in un’affollata conferenza stampa. Questo il commento di Enrico Rossi:

“C’è spazio per una forza di sinistra e plurale in cui convergano esperienze, gruppi ed associazioni, una forza che potrebbe essere significativa dal punto di vista elettorale e che potrebbe rafforzare il Centrosinistra nel quadro di un ritorno al proporzionale, sistema che necessita di partiti con identità e programmi ben definiti. Non lo dico solo io, lo dicono i sondaggi”. E ancora: “Oggi abbiamo chiuso i rapporti con il Pd col quale tuttavia continueremo a collaborare. In Toscana siamo una maggioranza costituita da un grande gruppo, quello del Pd, e da un piccolo gruppo, il nostro, ma come presidente della Regione avrò rapporti con entrambe le componenti della coalizione. Al Pd abbiamo spedito una lettera di rinuncia e un’altra con cui si è chiesto di non rinnovare la tessera. Pagherò i 7 mila euro che servono a liquidare i conti relativi al contributo alla campagna elettorale che viene chiesto a ogni consigliere regionale. E ho anche pagato il contributo mensile al partito, mille e 200 euro, per febbraio, anche se già a metà mese avevo detto di voler lasciare il partito”.

Con queste parole il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha tenuto a battesimo il nuovo gruppo consiliare di Articolo 1 Movimento Democratici e Progressisti, che a Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio toscano, sarà guidato da Serena Spinelli, anche lei come Rossi uscita dal Partito democratico.

“Anche per me, oggi, si conclude il rapporto con il Pd”, ha detto a sua volta la Spinelli, che ha evidenziato: “Mi sono iscritta giovanissima alla Figc e poi al Pci, quindi al Pds, ai Ds e infine al Pd. Sono cresciuta ad organizzare feste dell’Unità ed a fare con passione l’attività politica. La mia storia non è diversa da quella di Rossi e di molti altri militanti od iscritti che hanno creduto e credono nell’impegno. Ma da qualche tempo la differenza con la maggioranza interna del partito era profonda, si era acuita, e le divisioni sulle questioni essenziali erano ormai diventate insanabili, così ho deciso di lasciare il Pd ed aderire all’Mdp”.

Secondo il presidente Rossi e la Spinelli la scissione, in realtà, è stata prodotta dall’ormai ex premier, Matteo Renzi, che ha portato il partito “a una serie di chiare sconfitte a livello locale” e al quale dunque va “addebitata la responsabilità”.

“Noi guardiamo alla gente delusa da una politica che da un certo momento in poi non è più stata di sinistra”, ha detto Rossi, “ma anche a pezzi importanti della società civile e ai giovani”. 

Secondo Rossi, con il passare del tempo, le adesioni al Mdp sono destinate ad aumentare, nelle istituzioni e tra i cittadini. Con tutto ciò, il presidente della Regione ha chiarito:

“Il nostro avversario non è il Pd, ne’ a livello regionale ne’ sul piano nazionale. Anzi, a livello toscano la costruzione di una forza di sinistra può dare un contributo alla tenuta del Centrosinistra”. E ancora: “L’approvazione del piano regionale di sviluppo da parte del Consiglio regionale con il voto del Pd è il segno che si può andare avanti e bene”. E sulla Giunta: “Ho una rosa di assessori di livello. Non ho nulla da dire sui componenti dell’Esecutivo regionale”.

La Spinelli ha quindi aggiunto:

“Vogliamo realizzare un movimento aperto, che consenta il massimo della partecipazione e con modalità che impediscano una calata dall’alto dei programmi. Siamo nella fase di costruzione del nostro progetto ed i segnali ci dicono che le cose si stanno muovendo”.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, poi, Rossi ha sottolineato:

“Che il Pd non fosse più il mio partito l’ho capito all’assemblea nazionale. Dissi che sarei uscito per impegnarmi a costruire nuova forza politica di sinistra. E’ ovvio che ci deve essere un’etica della responsabilità, ma per chi fa politica questa è anche collegata all’etica dei valori. Se le due cose si equilibrano va bene, se non è così bisogna prenderne atto”.

Su Renzi:

“Se perde il congresso, non credo si contenerà di fare il vicesegretario, non credo proprio, ma chiedetelo a lui”. E sul congresso del Pd: “Quella del segretario è una questione loro. Certo è che se il nuovo segretario fosse Andrea Orlando, il rapporto sarebbe facilitato”.

In ultimo, Rossi e la Spinelli hanno espresso soddisfazione per la decisione presa dal Governo di abolire i voucher, i buoni lavoro che dovevano servire a regolarizzare il lavoro occasionale ed accessorio, voluti da Renzi, per la cui abolizione la Cgil aveva ottenuto di svolgere il referendum il prossimo 28 maggio e che il Governo di Paolo Gentiloni li ha aboliti.

“Il lavoro che si compra dal tabacchino è un fatto solo italiano”, ha affermato Rossi. “Un pacchetto di sigarette come tre ore di lavoro. Nel resto d’Europa non c’è”. E ancora: “Chi sostiene che i voucher sono un freno al lavoro nero sono gli stessi che poi dicono che i voucher riguardano solo lo 0,3 per cento del mercato del lavoro. Se è così, bisogna essere conseguenti. I voucher non sono serviti neppure a combattere il lavoro nero, che invece in Italia, e anche in Toscana, c’e ed anche tanto”. Per Rossi e la Spinelli, adesso, il Governo deve fare una consultazione ad ampio raggio con i sindacati sul tema del lavoro nero e del precariato.

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  • It missed another gruop of left ….

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