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Giornata Europea contro la privatizzazione della salute. Manifestazione anche a Firenze, il report

Anche a Firenze centinaia di cittadini hanno partecipato alla bella manifestazione per la tutela della salute e contro la privatizzazione della sanità pubblica

9aprile 2017 di Beatrice Bardelli

E’ stata una piccola-grande manifestazione quella che ha visto sfilare per il centro di Firenze le rappresentanze dei comitati toscani in difesa della salute e della sanità pubblica. La seconda Giornata Europea contro la commercializzazione della salute e la privatizzazione – in corso – dei servizi sanitari nazionali ha visto un piccolo esercito di 500 cittadine e cittadini partecipare con grande vivacità e determinazione al corteo che è partito da piazza del Duomo, di fronte alla sede della Regione Toscana, per arrivare in piazza San Lorenzo, dove, sul palco naturale del sagrato della chiesa, si sono avvicendati i relatori a commento della giornata.

A fianco dei comitati, riconoscibili dai loro grandi striscioni sono sfilate le associazioni, in primis Medicina Democratica, uno degli organizzatori nazionali della Giornata europea, il cosiddetto “popolo dell’acqua”, i No TTIP, le rappresentanze sindacali di base (Cobas, USB), politiche (Rifondazione Comunista, Sì Toscana a Sinistra, PCI. Movimento 5 Stelle, Possibile, Buongiorno Livorno), gruppi di lavoratori della sanità toscana.


Ed anche “pochi ma buoni” amministratori locali:

  • In prima fila il sindaco di Suvereto, Giuliano Parodi, leader dei sindaci toscani che si sono schierati fin dal 2015 contro la privatizzazione della sanità toscana voluta fortissimamente da Rossi,
  • il sindaco di Volterra, Marco Buselli,
  • il presidente del Consiglio comunale di Sesto Fiorentino, Ivan Moscardi
  • e la consigliera comunale di San Giuliano Terme (Pisa).
  • Giuseppina Lotti, in rappresentanza del Comune, l’unico presente con il proprio labaro, ma uno dei tanti che in Toscana hanno approvato la mozione di adesione istituzionale alla Giornata Europea del 7 aprile.

Il fronte del No alla politica della Giunta Rossi si sta a poco a poco allargando, a macchia d’olio.

Un linkage lento ma inarrestabile che, alla fine, avrà la meglio sulle scelte autoritarie e monodirezionali di un presidente della Regione che proprio ieri è uscito su il manifesto con un lunghissimo articolo in cui “condanna” lo smantellamento del Servizio sanitario nazionale.

Un articolo che ha indignato profondamente i Comitati. Perché, se il testo era perfetto, stonatissima appariva la firma di Rossi, noto in Toscana per avere aperto le porte allo smantellamento ed alla privatizzazione del servizio sanitario pubblico. Una scelta astutamente tattica di Rossi, novello Giano bifronte, per presentarsi pubblicamente come leader “democratico” e “dalla parte dei cittadini” del suo nuovo movimento politico,  Articolo1 Movimento dei Democratici e Progressisti (articolo1: sovranità popolare?) di fronte a chi non conosce la tragica situazione del servizio sanitario in Toscana di cui proprio lui, le sue scelte politiche e la sua Giunta, sono responsabili.

Per questo si sono alzati, forti e chiari fischi, con cori di protesta in indirizzo a Rossi, poi contro l’assessore alla sanità toscana, Saccardi ed anche contro l’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

“Oggi ci sono manifestazioni in tutta Europa per la difesa della sanità pubblica – ha spiegato Giuseppe Ricci, del Comitato Sanità Toscana – a Firenze abbiamo cercato di mettere insieme tutte le forze che cercano di dire no alla commercializzazione della salute, e alla privatizzazione della sanità. Manifestiamo contro un Pd che sta di fatto portando ormai alla disgregazione assoluta il sistema sanitario regionale”.

Presenti alla manifestazione anche i consiglieri regionali che più si sono battuti in difesa della sanità pubblica a fianco del Comitato Sanità Toscana: Sì Toscana a Sinistra e Movimento 5 Stelle.

Il consigliere Andrea Quantini (vedi video), medico, del M5S ha fatto un intervento di fuoco. “E’ diabolico fare profitto sul dolore e sulla malattia della gente, è inaccettabile, è una mercificazione antietica, ha esordito. Dobbiamo cambiare paradigma nel modo di gestire la cosa pubblica e la sanità è un indicatore straordinario perché è un diritto fondamentale, un diritto radicale, non negoziabile e loro ce lo vogliono far negoziare. Il Servizio sanitario deve essere pubblico, solidale e pagato con la fiscalità generale. Non è vero che sia gratuito, lo paghiamo di già tutti noi, alla fonte, ma dei 113 miliardi del fondo sanitario nazionale già 20 miliardi li spendiamo per pagare i privati in convenzione ed altri 20 miliardi vanno ad un uso illecito dei privati. Oggi siamo in piazza con i comitati e contro la commercializzazione della sanità perché dobbiamo bloccare l’attacco selvaggio al servizio sanitario pubblico con tagli indiscriminati”.

C’era una volta la Toscana felix

“La sanità toscana vive di rendita. E’ stata una delle migliori al mondo ma oggi è stata fatta a pezzi, ha commentato Tommaso Fattori, di Sì Toscana a Sinistra. Rossi ha contribuito a far diventare i ticket della sanità regionale, i più alti d’Italia, ad andare verso la privatizzazione della specialistica e della diagnbostica, a varare la cosiddetta riforma che in realtà è un brutale taglio di posti letto, personale medico e infermieristico, dei piccoli ospedali e dei presidi territoriali. La sanità deve essere un servizio diffuso sul territorio, un servizio sanitario territoriale, non baricentrico. E per quanto riguarda i ticket, questi devono essere aboliti del tutto, se non subito almeno fortemente ridotti”.

Anche Paolo Sarti, medico, di Sì Toscana a Sinistra è andato giù duro. “La cosiddetta riforma di Rossi ha provocato solo caos, i servizi sono in crisi, e tutto questo lo paga la gente sulla propria pelle. Come opposizione siamo pochi ed è molto duro cercare di contrastare queste riforme perché le decisioni passano dalla Giunta Rossi che ha svilito completamente il potere decisionale del Consiglio regionale”.

Sanità pubblica, una questione di giustizia sociale

Tra gli altri interventi, applauditissimo quello del deputato Alfonso Bonafede del M5S, vicepresidente della Commissione giustizia della Camera. “Lo stato ha il dovere di garantire i diritti fondamentali dei cittadini come il diritto alla salute, ha detto, ed ha il dovere di tutelarli attraverso le strutture pubbliche. E’ noto a tutti che il servizio sanitario pubblico funziona meglio di quello privato perché il privato vuol sempre trarre profitti in quello che fa, ma dobbiamo fare due cose. La prima, far fuori i partiti dalle nomine dei dirigenti e la seconda, lottare contro la corruzione. Sappiamo che il 25% delle ASL è contaminato da corruzione e questa storia deve finire!”

 
Nel video, la protesta di alcuni lavoratori dell’ospedale di Careggi e della Asl di Firenze, contro il mancato rinnovo del contratto, facendo riferimento all’accordo di lavoro nazionale per gli infermieri.
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