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Giorno della Memoria. Nelle sale, “Nebbia in agosto” di Kai Wissel

24gennaio di Donatella Nesti

Ernst Lossa   1929-1944

Nel 2008 Robert Domes pubblicò il romanzo “Nebbia in Agosto”, nel quale racconta la storia di Ernst Lossa. Il suo agente inviò il libro al produttore Ulrich Limmer.

“La storia mi scosse a tal punto che non riuscii più a togliermela dalla testa. Ogni volta che vedevo la foto di questo ragazzino, pensavo: questa storia deve essere raccontata. Era impossibile per me rinunciare a fare questo film. Lo consideravo un mio dovere verso di lui, che rappresentava così tante vittime.” Il produttore Ulrich Limmer

Limmer acquistò i diritti del libro e sviluppò una sceneggiatura basata su di esso. Le vittime del programma di eutanasia furono mandate nelle camere a gas, furono avvelenate o lasciate morire di fame. “

Volevamo dare una voce a tutti loro”, dice Limmer. “Queste persone si trovavano in strutture ideate per aiutarle; invece furono uccise.”

Il film girato da Kai Wissel racconta la storia del piccolo Ernst Lossa  ed è ambientato nella Germania del Sud, inizio anni ‘40. Ernst è un ragazzino orfano di madre, etnia nomade jenisch, molto intelligente ma disadattato. Le case e i riformatori nei quali ha vissuto l’hanno giudicato “ineducabile”, ed è stato confinato in un’unità psichiatrica a causa della sua natura ribelle. Qui però si accorge che alcuni internati vengono uccisi sotto la supervisione del dottor Veithausen. Ernst decide quindi di opporre resistenza, aiutando gli altri pazienti e pianificando una fuga insieme a Nandl, il suo primo amore. Ma Ernst è in realtà in grave pericolo, perché è la dirigenza stessa della clinica a decidere se i bambini debbano vivere o morire.

Il film richiama alla memoria lo sterminio di massa conosciuto come Aktion T4 che causò la morte di circa trecentomila esseri umani classificati come «vite indegne di essere vissute» da Hitler e dai suoi obbedienti seguaci tra i quali compiacenti medici e psichiatri. Lo scopo era creare un’organizzazione capace di eliminare tutti i malati di mente, tutti i portatori di malattie inguaribili e tutti i bambini nati con malformazioni e tare ereditarie. Il capo del governo, Adolf Hitler, fece emettere l’ordine di sterminio il 1° settembre del 1939. L’obiettivo era di rendere sempre più pura la razza ariana e di impedire contaminazioni derivate tra l’altro da malattie mentali gravi. Il programma di eutanasia condotto verso i bambini disabili fu attuato utilizzando iniezioni letali di scopolamina, morfina e barbiturici. Le enormi quantità di questi medicinali venivano fornite con tutta la discrezione necessaria dall’Ufficio Centrale di Sicurezza del Reich (RSHA) vale a dire dalle SS. “Nebbia in agosto” è un film importante  e ben girato  con i due ottimi interpreti, il giovanissimo, straordinario Ivo Pietzcker e il veterano Sebastian Kokh  premiatissimo interprete di Le vite degli altri.

E’ sperabile che questo film, insieme agli altri dedicati allo sterminio nei campi di concentramento, venga diffuso nelle scuole così come è lodevole che ogni anno vengano organizzato i treni diretti ad Auschwitz-Birkenau. Ciascuno di noi dovrebbe, almeno una volta nella vita, andare nei luoghi dell’orrore perché visti da vicino si prova un’emozione fortissima che non si cancella e che aiuta a restare vigili nei confronti di ogni possibile rinascita di ideologie totalitarie e disumane.

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