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Grandi Molini Italiani e PromoLog, Regione e Comune di Livorno ribadiscono la richiesta di revoca della mobilità

Revocare la mobilità e utilizzare gli ammortizzatori sociali

17febbraio 2017 da Chiara Bini

Rinnovata con forza la richiesta, a Grandi Molini Italiani e Promolog, dalla Regione Toscana e stavolta assieme al Comune di Livorno la revoca della procedura di mobilità, che le due società hanno attivato nei confronti di 30 su 45 dipendenti dello stabilimento.

L’istanza è stata avanzata nell’ambito dei tre incontri che si sono tenuti oggi nella sede della presidenza della Regione ai quali hanno partecipato il consigliere del presidente Gianfranco Simoncini, l’assessore Francesca Martini del Comune di Livorno e a tutti e tre i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

Al primo incontro era presente anche il segretario Massimo Provinciali dell’Autorità portuale di Livorno, interessata dalla possibile realizzazione di un lavoro di riqualificazione della banchina che, aumentando il pescaggio possa permettere l’attracco di navi di maggior dimensione. Il secondo incontro era con i rappresenti dell’azienda e Confindustria. Il terzo ha visto la presenza di tutti i soggetti interessati. In particolare nell’incontro con l’azienda, Simoncini, per conto del presidente Rossi, ha chiesto il ritiro delle procedure di mobilità e l’utilizzo di ammortizzatori sociali che nel Comune di Livorno possano servirsi delle nuove previsioni (inserite nel Job Act sulla base delle richieste della Regione Toscana), di un anno aggiuntivo di casa integrazione straordinaria valido per le aree di crisi complessa.

Una richiesta motivata anche dal fatto che nel precedente incontro con l’Autorità portuale, quest’ultima aveva informato di aver stanziato 5 milioni di euro per la realizzazione dei lavori di riqualificazione della banchina e che le opere propedeutiche ai lavori con gara d’appalto e quant’altro, sarebbero state attivate appena l’azienda avesse dato certezza sulla prosecuzione dell’attività lavorativa e in particolare sulle attività dopo il 2020.

A fronte della posizione dell’azienda che ha confermato la volontà di procedere verso la mobilità, pur dichiarandosi disponibile a un confronto sul numero degli esuberi, l’assessore Martini e il consigliere Simoncini hanno ribadito la richiesta a Grandi Molini Italiani di revocare la mobilità e utilizzare gli ammortizzatori. Hanno inoltre preso atto che l’Autorità portuale invierà una richiesta all’azienda per conoscere i lineamenti di sviluppo dopo il 2020, sottolineando l’impegno, che l’Autorità portuale ha ribadito nell’incontro con tutte le parti in causa, di attivare le procedure a fronte della volontà concreta dell’azienda di garantire continuità allo stabilimento di Livorno con livelli occupazionali adeguati.

Per una verifica delle riposte dell’Azienda è stato riconvocata una riunione di tutti i soggetti interessati per lunedì 27 febbraio. La Regione auspica che il quadro di disponibilità messa in campo dalle istituzioni pubbliche trovi una risposta positiva da parte della proprietà di Grandi Molini e PromoLog.

Sulla questione del rifacimento della banchina:

Da Comune di Livorno

Secondo quanto previsto da un accordo transattivo siglato nel 2014, l’Autorità portuale livornese avrebbe dovuto completare i lavori entro ottobre 2017, ma al momento non esiste ancora un progetto. Il segretario Massimo Provinciali ha assicurato che, a fronte della presentazione di un piano di rilancio dello stabilimento, l’Autorità è disposta a dare il via alla progettazione della nuova banchina, per cui sono già stati stanziati 5 milioni di euro.

“Al di là delle rassicurazioni, commenta l’assessore comunale alle Attività produttive Francesca Martini, quello che è emerso dall’incontro di oggi è che il porto di Livorno non si è dimostrato sufficientemente competitivo, rispetto alle altre realtà che ospitano gli impianti della Grandi Molini. La scelta dell’azienda di licenziare a Livorno e non a Venezia è dipesa proprio dal fatto che la banchina promessa a suo tempo dall’Autorità di Venezia e già pronta. Livorno deve recuperare credibilità e affidabilità per questo Credo sia molto positivo che tutte le istituzioni si siano presentate compatte sul tavolo di trattativa. La posta in gioco sono 30 posti di lavoro che la città non deve perdere”.

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