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Grandi Molini, l’azienda rifiuta anche la sospensione della procedura di mobilità. La solidarietà dalle istituzioni e dalla politica

L’ennesimo rifiuto è arrivato stamattina, nel corso dell’incontro che si è tenuto presso gli uffici regionali del lavoro di Livorno al quale hanno partecipato rappresentanti dell’azienda e delle organizzazioni sindacali nel quale Simoncini ha ribadito la richiesta, proponendo altresì di riconvocare per il 21 la riunione per lo svolgimento della procedura formale.

14 aprile 2017 da Federico Taverniti (pagina in aggiornamento)

Ancora un rifiuto da parte del gruppo GMI. Stavolta circa la richiesta, formulata ieri dal consigliere del presidente Rossi per il lavoro, Gianfranco Simonicini, di sospendere la procedura di mobilità riguardante i lavoratori in esubero in vista dell’incontro previsto per il prossimo 20 aprile a Roma presso il Mise. La decisione di non voler sospendere la procedura di mobilità va a sommarsi a quella di non voler utilizzare la cassa integrazione straordinaria per 12 mesi, prevista per le aree di crisi complessa.

“Sarebbe stata una decisione opportuna, ha commentato Enrico Rossi, per far sì che la riunione in calendario possa svolgere fino in fondo un ruolo positivo rispetto ad una vicenda che sta determinando una forte tensione sociale sul territorio livornese. Giudico il comportamento dell’azienda al limite della decenza, oltre che irragionevole ed irresponsabile. La richiesta di sospensione della procedura di mobilità aveva una sua logica in vista dell’incontro del 20 aprile. Ma in questa vicenda si è perso qualsiasi barlume di logica dato che non ho memoria di una chiusura così totale da parte di un’azienda, in tutte le vertenze fin qui affrontate. Da parte della Regione ribadisco la totale disponibilità e solidarietà ai lavoratori e confermo la mia presenza ai cancelli dell’impianto, il giorno di Pasqua“.

Anche l’assessore regionale Cristina Grieco in visita ai lavoratori in lotta.

L’assessore nel tardo pomeriggio è andata davanti ai cancelli dell’azienda e si è soffermata con i lavoratori che si trovano davanti alla prospettiva del licenziamento.

“Provo un sentimento di grande delusione e rabbia per quanto vi sta accadendo, ha detto la Grieco. Facciamo tanto per mettere in atto strumenti di politica attiva, specie nelle aree di crisi come questa, al fine di prevenire il rischio di licenziamenti, e qui, invece, ci troviamo a vedere un’azienda che procede nella linea dei licenziamenti  senza accettare un confronto.
E’ una situazione di fronte alla quale non possiamo che esprimervi sentimenti di piena solidarietà riconfermando l’impegno a restare al vostro fianco e a attivare tutte le possibili iniziative che possano esservi di aiuto”.  

Da Rifondazione Comunista, Livorno

Con i lavoratori dello stabilimento livornese di Grandi Molini Italiani, ormai da settimane in presidio permanente.

Francesco Renda, segretario provinciale Rifondazione Comunista Livorno

La decisione dell’azienda di procedere ai 17 licenziamenti respingendo tutte le proposte dei sindacati e ignorando le richieste di incontro da parte delle istituzioni è per noi inaccettabile, come inaccettabile è la decisione aziendale di non ricorrere alla cassa integrazione straordinaria. Il comportamento della proprietà è vessatorio nei confronti del lavoro, dei lavoratori e della loro dignità costituzionalmente riconosciuta. Non devono esistere norme che consentono alle aziende come la GMI di ritirarsi dal confronto. Staremo a fianco del presidio finché sarà necessario, tutta la cittadinanza deve sostenere i lavoratori GMI e la loro mobilitazione: chi colpisce uno colpisce tutti quanti!

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