Grandi Molini, fumata nera. I lavoratori decisi a rientrare al lavoro ignorando la lettera di licenziamento

Lo stabilimento di Livorno risulterebbe in netta perdita, pertanto non più in grado di mantenere gli attuali 45 posti di lavoro

3Febbraio 2017 di S.L foto e video di Michele Faliani

Grandi Molini, fumata nera stamani (3febbraio) in Confindustria ma, i dipendenti restano decisi a rientrare al lavoro ignorando la lettera di licenziamento collettivo a 30 dipendenti. Dall’incontro, nella sede di Confindustria con le organizzazioni sindacali, non si sono registrate volontà concilianti.

  • Da una parte l’Azienda che resta intenzionata a mantenere tutto il percorso avviato, sostenendo che se salta il concordato viene a compromettersi la situazione economica del Gruppo,
  • dall’altra la ferma posizione dei dipendenti nel rifiutare tassativamente i 30esuberi. Non ci stanno a diventare capo espiatorio e a dover pagare le conseguenze della diatriba tra Azienda e Autorità Portuale.

I sindacati hanno ricordato e, chiedono che siano rispettati, gli accordi precedentemente sottoscritti con la Regione Toscana e Confindustria, dove veniva garantita la continuità produttiva dall’Azienda, oltre alle provvigioni di materia prima sia per via rotaia che su gomma, per tutto il periodo di sistemazione della banchina. Come pure l’accordo, mai ottemperato, tra Azienda e Autorità Portuale del 2014, in cui si garantiva che la banchina sarebbe terminata nel 2017, i soldi, 5milioni di euro, sono stati stanziati ma ancora deve essere istituito il bando per l’assegnazione dei lavori.

Michele Rossi, Cgil:“200milioni di debito non li hanno fatti i lavoratori, ma chi ha sbagliato le strategie aziendali, pertanto che anche i Commissari partecipino al tavolo delle trattative.

”Federico Mambrini della Uil incalza: “pronti allo scontro anchecon l’Autorità Portuale. Ora occorre ritirare i licenziamenti, rientrare al lavoro per impedire che l’Azienda vada avanti con i 15 dipendenti, in attesa di vedere finire i lavori della banchina e poi, magari possa essere venduto”

Quindi l’indicazione del sindacato resta quella di invitare i dipendenti ad ignorare i provvedimenti dell’azienda e, rientrare a lavorare.

 

In attesa della prossima riunione in agenda, per il giorno 7 febbraio con la Regione Toscana.

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