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Grecia e Balcani: Migliaia di persone bloccate al gelo a causa delle politiche europee

Dopo essere stati bloccati dalle politiche europee sulla migrazione, migliaia di migranti e rifugiati si trovano costretti al gelo in Grecia e nei Balcani, in ripari per nulla adatti alle rigidi condizioni invernali

12Gennaio 2017 da Medici Senza Frontiere

La cinica noncuranza delle politiche degli Stati europei, insieme alle temperature glaciali e alla mancanza di preparazione per l’inverno, hanno aggravato una situazione già insostenibile per migliaia di uomini, donne e bambini che cercano protezione in Europa.

La situazione è particolarmente preoccupante per le persone bloccate sulle isole greche, che vivono in tende in campi sovraffollati, e per quelle costrette a vivere in edifici abbandonati a Belgrado o che stanno ancora cercando di attraversare le frontiere lungo i Balcani. Abbiamo ripetutamente chiesto alle autorità greche e dei paesi balcanici di migliorare le condizioni in tempo per l’inverno.

“Con l’accordo UE-Turchia e la chiusura ufficiale della rotta balcanica, l’Unione Europea ha deciso di trasformare l’intera regione in una barriera d’accesso, nel tentativo di bloccare l’afflusso di persone in cerca di protezione, che provengono da alcune delle zone di guerra oggi più attive” dichiara Stefano Argenziano, coordinatore dei progetti MSF per la migrazione. “In questo momento, alle persone manca del tutto un’assistenza adeguata e questo sta mettendo le loro vite in pericolo. Siamo testimoni delle più crudeli e inumane conseguenze delle politiche europee, usate come strumento per dissuadere e perseguitare persone che stanno solo cercando sicurezza e protezione in Europa”.

In Serbia,

secondo informazioni non ufficiali da parte delle autorità, potrebbero essere più di 8.500 i migranti e rifugiati presenti nel paese. Nei centri di accoglienza sono 6.000 posti disponibili ma solo 3.140 sono adatti all’inverno. Questa mattina le persone che si trovavano in insediamenti informali a Subotica, al confine con l’Ungheria, sono state trasferite dalla polizia a Presevo, nel sud del paese.

Venerdì scorso a Belgrado si contavano più di 2.000 persone nei magazzini abbandonati della città, 91 sono state trasferite in tre diversi centri del paese. MSF e Médecins du Monde hanno trattato sette casi di ipotermia. Aumentano infezioni respiratorie e malattie della pelle dovute alle temperature rigide e alle condizioni di vita. MSF non ha ancora ottenuto alcuna risposta ufficiale da parte del governo sulla proposta di fornire ripari di emergenza, dato che le temperature dovrebbero rimanere stabili per almeno un’altra settimana.

 In Grecia,

a Lesbo il tempo sta migliorando ma il campo di Moria è umido e fangoso e le persone sono al freddo. Molte tende sono distrutte dal peso della neve e della pioggia. È stata creata una nuova area per ospitare 150 persone ma solo in 50 si sono trasferiti. MSF ha donato 100 letti a castello a questa struttura.

A Samo molte persone vivono ancora nelle tende in un’area fangosa. La municipalità sta distribuendo coperte donate da MSF ad agosto 2016. MSF ha trasferito 23 persone vulnerabili dall’hotspot al proprio riparo d’emergenza, dove ospita attualmente 84 persone (famiglie, donne incinte, neonati).

A Salonicco ieri sono caduti 15 cm di neve. Le strade sono bloccate e MSF ha dovuto interrompere le proprie attività di salute mentale. Abbiamo noleggiato auto 4×4 per raggiungere i 13 campi. Le condizioni sono particolarmente dure nel campo Softex dove le tubature sono gelate, non c’è elettricità e il riscaldamento è incostante. Gran parte dell’infrastruttura è danneggiata e dovrà essere sostituita appena terminata l’ondata di gelo.

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