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Porto turistico e approdo Bellana, tra difficile coabitazione con i Circoli nautici e l’esigenza di liberare i Fossi dalle barche

Mentre la perseveranza (cocciutaggine, per alcuni) può essere ritenuta una caratteristica di Livorno, sembra, invece, che si manchi della capacità di immaginare il futuro. Anzi, il futuro viene anche immaginato ma trascurando, volontariamente o involontariamente, l’interesse della città di Livorno, dell’intera città.

27febbraio 2018 da Gennaro (Roberto) Ceruso, un cittadino che ama Livorno

Da tempo, infatti, pur con alterne vicende, vengono portati avanti i due progetti che interessano il porto turistico nel Mediceo e l’approdo della Bellana. Entrambi partono, ovviamente, da esigenze concrete e condivisibili ma le soluzioni prospettate sembrano essere solo le più semplici e comode per chi le sostiene, cioè senza che ci sia stato un tentativo di immaginarsi soluzioni di largo respiro da cui la stessa città possa trarne anche beneficio, invece di esserne quasi esclusivamente penalizzata come sembra dalle informazioni fin qui divulgate.

Mi riferisco al trasferimento delle barche alla contestatissima Banchina 75 e, poi, alla realizzazione dell’approdo della Bellana (questo tipo di strutture sembrano belle nei progetti ma, non riescono mai ad esserlo una volta costruite) che ha sollevato tante perplessità sia per l’eliminazione del panorama lato nord-ovest attualmente godibile dalla Terrazza Mascagni, sia per la creazione di un notevole intralcio al traffico navale causato alle barche in entrata ed uscita dalla Bellana. Inoltre, non è da trascurare la forte penalizzazione del Viale Italia e del suo controviale a mare (ancora da pedonalizzare), un territorio a vocazione turistica che verrebbe definitivamente annullata con la realizzazione dell’approdo e per il conseguente traffico ed inquinamento degli automezzi dei frequentatori della Bellana.

Non metto in discussione gli aspetti ingegneristici che, senza dubbio, saranno stati progettati al meglio possibile, ma la difficile coabitazione, nel Mediceo, tra vecchi circoli nautici e nuovo porto turistico unita all’esigenza di liberare buona parte dei Fossi dalle barche ormeggiatevi, dovrebbe rappresentare l’occasione per guardare un po’ più in là del proprio naso, immaginando un futuro in grado di dare nuovo respiro alla nautica e nuove prospettive alla città. Lo so, gli esempi di una visione molto limitata sono sotto gli occhi di tutti (Palazzo Grande, Cavalca-ferrovia, Porta a terra, Porta a mare, Parco Levante, ecc.) ma, visti i risultati, sarebbe opportuno evitare di farla diventare una brutta ed inevitabile tradizione livornese.

Pertanto, per impedire che la costruzione della Bellana rechi l’ennesima offesa alla nostra (sempre meno) bella Livorno, si potrebbe pensare ad un’equa distribuzione delle barche lungo la costa, sia provvedendo all’ampliamento dei moletti di Ardenza e Antignano negli ampi spazi adiacenti, sia creandone altri in insenature o golfetti individuabili su Google Maps e che sembrano già naturalmente predisposti:

  1. tra il fianco sud dell’Accademia Navale ed il monumento al Marinaio,
  2. fianco nord del piazzale del circolo Il Gabbiano,
  3. a sud dello Scoglio della Tamerice,
  4. grande insenatura a nord dei Bagni Roma,
  5. tra lo scoglio della Nave ed i Bagni dell’hotel Rex.

Questa soluzione, distribuendo i vari circoli lungo la costa, consentirebbe, tra l’altro, di non destabilizzare le loro normali consuetudini formatesi negli anni relativamente ai rapporti tra circoli, soci e natanti. Inoltre, se, con adeguata lungimiranza, si volesse fare qualcosa di importante per sistemare le barche dei circoli senza danneggiare il Viale Italia ma, anzi, valorizzando contemporaneamente una zona periferica del nostro territorio con l’obiettivo di creare nuove opportunità di lavoro e di turismo, potrebbe essere preso in considerazione il golfo del Maroccone.

Solo a titolo di esempio, è stata presa da internet l’immagine di un porto turistico progettato per la costa savonese ed incollata, poi, su un’immagine del Maroccone ricavata da Google Maps.

​Già su questa ipotesi è possibile individuare alcuni evidenti vantaggi: lo specchio d’acqua compreso tra la terraferma e i due lati, nord ed est, del porticciolo verrebbe protetto dalle libecciate e, quindi, sarebbe sempre utilizzabile per i bagnanti; sulla punta di sud-ovest potrebbe trovare posto un modernissimo Aparthotel/R.T.A. (residenza turistico alberghiera) realizzabile secondo i più recenti criteri di edilizia innovativa e sostenibile; anche l’insenatura che verrebbe a formarsi sul fianco sud (lato Calafuria), essendo abbastanza protetta, potrebbe essere utilizzata per tutto l’arco dell’anno con varie attività che potrebbero spaziare dai bagni estivi, alle immersioni, al canottaggio, alla pesca, ecc. E’ facile comprendere che questa nuova soluzione, con il suo particolare posizionamento e se realizzata secondo le indicazioni sopra riportate, valorizzerebbe una zona di Livorno abbastanza trascurata e creerebbe posti di lavoro a tempo indeterminato, cioè proprio quelli che servono ai livornesi, oltre ad offrire nuove occasioni per attirare molti turisti. Sono consapevole che questo mio scritto non produrrà alcun cambiamento nelle cose già decise da anni e che l’attuale Amministrazione comunale non cambierà ma il mio profondo attaccamento a questa città mi impone di non abbandonare la speranza di vedere risorgere Livorno, fino ad ora molto sfortunata per colpa di politici ed amministratori assolutamente inadeguati ai quali dedico questa locuzione latina: errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

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