11192017Headline:

Proposta di mozione, presa di distanza dal programma Navi da Livorno per la guerra. Livorno porto di pace

2maggio da Medicina democratica (Movimento di lotta per la salute), Livorno

Lettera inviata a tutti i gruppi consiliari del Comune di Livorno

Il 24 marzo us ha preso avvio un programma del Pentagono, che farebbe del porto di Livorno un bersaglio privilegiato per azioni di rappresaglia.

Una modernissima, enorme nave statunitense di tipo Ro/Ro (progettata per trasportare veicoli e carichi su ruote), lunga 200 metri, con 12 ponti per una superficie totale di oltre 50.000 m2, sufficienti al trasporto di un carico equivalente a 6500 automobili ha compiuto il viaggio inaugurale, partendo da Livorno e trasportando 250 veicoli militari.

La nave, dal nome “Liberty Passion” (Passione per la Libertà). appartenente alla compagnia statunitense «Liberty Global Logistics», inaugura un collegamento regolare tra Livorno e i porti di Aqaba in Giordania e Gedda in Arabia Saudita, effettuato mensilmente dalla «Liberty Passion» e dalle sue consorelle «Liberty Pride» (Orgoglio di Libertà) e «Liberty Promise» (Promessa di Libertà). L’apertura di tale servizio è stata celebrata incautamente come «una festa per il porto di Livorno».

Nessuno dice, però, perché la compagnia statunitense abbia scelto proprio lo scalo toscano. Lo spiega un comunicato dell’Amministrazione marittima Usa (4 marzo 2017): la «Liberty Passion» e le altre due navi, che effettuano il collegamento Livorno-Aqaba-Gedda, fanno parte del «Programma di sicurezza marittima» che, attraverso una partnership tra pubblico e privato, «fornisce al Dipartimento della difesa una potente, mobile flotta di proprietà privata, con bandiera ed equipaggio statunitensi». Le tre navi hanno ciascuna «la capacità di trasportare centinaia di veicoli da combattimento e da appoggio, tra cui carrarmati, veicoli per il trasporto truppe, elicotteri ed equipaggiamenti per le unità militari».

In altre parole, migliaia di tonnellate di armamenti saranno imbarcati a Livorno dalla base USA di Camp Darby per la guerra in Siria e Yemen. La novità è che questa pratica, sempre avvenuta saltuariamente, ora diviene regolare, addirittura mensile.

Camp Darby  rifornisce le forze terrestri e aeree Usa nell’area mediterranea, mediorientale, africana e oltre. E’ l’unico sito dell’esercito Usa in cui il materiale preposizionato (carrarmati, ecc.) è collocato insieme alle munizioni: nei suoi 125 bunker vi è l’intero equipaggiamento di due battaglioni corazzati e due di fanteria meccanizzata. Vi sono stoccate anche enormi quantità di bombe e missili per aerei, insieme ai «kit di montaggio» per costruire rapidamente aeroporti in zone di guerra. Questi e altri materiali bellici possono essere rapidamente inviati in zona di operazione attraverso il porto di Livorno, collegato alla base dal Canale dei Navicelli recentemente allargato, e attraverso l’aeroporto militare di Pisa. Da qui sono partite le bombe usate nelle guerre contro l’Iraq, la Jugoslavia e la Libia.

Nel suo viaggio inaugurale – riportano documentate fonti (AsiaNews e altre) – la «Liberty Passion» ha trasportato 250 veicoli militari da Livorno al porto giordano di Aqaba dove, attraversato il Canale di Suez, è arrivata il 7 aprile. Due giorni prima, a Washington, il presidente Trump riceveva re Abdullah, per la seconda volta da febbraio, ribadendo l’appoggio statunitense alla Giordania di fronte alla minaccia terroristica proveniente dalla Siria. Mentre proprio in Giordania sono stati addestrati per anni – da istruttori statunitensi, britannici e francesi – militanti dell’«Esercito libero siriano»  per attacchi terroristici in Siria. A questa e altre operazioni belliche, tra cui la guerra saudita che fa strage di civili nello Yemen, servono le armi Usa che partono da Livorno.

Visto tutto quanto sopra, e visto che “l’Italia ripudia la guerra” ai sensi dell’inviolabile art. 11 della Costituzione, il Consiglio comunale di Livorno prende le distanze da tale operazione, ne chiede la verificabile interruzione, invita lavoratori portuali ed Autorità portuali a vigilare affinchè l’operazione sia interrotta. 25 aprile 2017.

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