09262017Headline:

Restituire sovranità agli elettori. I Comitati del No, in una nuova campagna finalizzate alla attuazione della Carta Costituzionale

A cominciare da una nuova legge elettorale che restituisca la piena sovranità ai cittadini, e appoggio ai referendum della CGIL, su voucher e subappalti

23febbraio 2017 di Beatrice Bardelli

Petizione ai Presidenti di Camera e Senato da firmare su change.org

I Comitati che hanno sostenuto il NO al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre non si sono fermati. Anzi, caricati dalla splendida vittoria referendaria, hanno deciso di continuare a vigilare per la difesa della Costituzione per evitare l’errore del 2006 quando, dopo aver vinto il tentativo di Berlusconi di stravolgere la Carta costituzionale, i comitati abbassarono la guardia ed in pratica si sciolsero credendo di poter stare tranquilli.

La storia ha insegnato che non è stato così. In un mondo in cui lo strapotere economico-finanziario delle multinazionali sta tentando di trasformare i nostri diritti (dal lavoro alla salute) in merce, ci saranno sempre i tentativi di attaccare la nostra Costituzione repubblicana del ‘48, accusata di essere una Costituzione socialista perché difende i diritti dei lavoratori e perché fonda le proprie radici sul principio della sovranità popolare. L’art. 1, infatti, recita:

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Da quel primo Principio fondamentale derivano tutti gli altri articoli della Carta Costituzionale compresa l’architettura dello Stato e le garanzie di partecipazione dei cittadini attraverso il voto (“dovere civico”) che deve essere “personale ed eguale, libero e segreto” (art.48).

Lo scorso sabato, a Bologna, si sono incontrati i comitati locali appartenenti alla Rete per la Costituzione per confermare la volontà unanime di mantenere e rivitalizzare i rapporti fra i vari componenti della Rete, continuare a partecipare al Comitato per il No nel referendum costituzionale e al Comitato contro l’Italicum e per discutere e definire un programma operativo a breve e medio termine. 

  1. 1) Costituzione: per la salvaguardia dei suoi fondamenti democratici e rappresentativi e la piena attuazione dei suoi principi;
  2. Legge elettorale proporzionale: diritto degli elettori di eleggere tutti i loro rappresentanti e modifiche per il voto all’estero;
  3. modifica delle leggi che regolano le raccolte delle firme per i referendum e per le leggi di iniziativa popolare, al fine di renderle più semplici e meno costose;
  4. sostegno alle iniziative referendarie per i diritti di chi lavora e al mondo della scuola per modificare i provvedimenti del governo Renzi;
  5. lavoro di approfondimento per la piena attuazione della Costituzione;
  6. impegno per la modifica dell’articolo 81 sul pareggio di bilancio in presenza di un nuovo parlamento.
  • In terzo luogo, si è deciso di sollecitare i dirigenti nazionali dei due comitati (No al referendum costituzionale e No all’Italicum, n.d.r.) affinché decidano in tempi stretti una nuova denominazione che sostituisca ogni riferimento al No, anche nella prospettiva dell’impegno in favore del SI nei referendum indetti dalla CGIL su voucher e subappalti. Il suggerimento dei comitati nazionali è stato quello di recuperare la denominazione ‘Coordinamento per la Democrazia Costituzionale’ già utilizzato da alcune realtà locali, di prevedere un ruolo maggiore delle realtà territoriali e di migliorare i rapporti interni ed esterni per una migliore comunicazione tra i soggetti.
  • L’assemblea di Bologna ha ribadito, inoltre, la natura pluralistica ed aperta dei comitati, l’autonomia dei comitati locali ed il rifiuto di strutture rigide e di forme di ‘disciplina di organizzazione’ (iscrizione, tesseramento ecc.).

Sul piano delle attività concrete i comitati presenti hanno esaminato e concordato alcune proposte di iniziative da condividere all’interno della Rete e da proporre agli organismi dei Comitati nazionali. Nell’ordine:

  1. la ripresa della proposta di inserire nei programmi scolastici lo studio della Carta Costituzionale e un impegno per essere presenti nel mondo della scuola con iniziative informative sui temi istituzionali;
  2. la Costituzione di un osservatorio per esaminare preventivamente possibili elementi di incostituzionalità presenti nelle norme all’approvazione degli organismi legislativi. Questo perché la procedura di accesso alla valutazione della Consulta è notoriamente complessa e costosa e non sempre praticabile. L’osservatorio, che dovrebbe avvalersi della consulenza dei numerosi costituzionalisti che collaborano con i nostri comitati, potrebbe essere costituito da gruppi ‘tematici’ operanti in rete e puntare alla migliore informazione della opinione pubblica;
  3. l’opportunità di aprire un tavolo di confronto che analizzi gli elementi di contraddizione fra i Principi costituzionali e le strategie dell’economia neo-liberista, in previsione della possibile organizzazione di un convegno su questo tema da svolgersi in contemporanea con il G7, possibilmente in Sicilia (escludendo per ovvii motivi Taormina).

Si è infine confermato l’impegno di partecipazione alla associazione Salviamo la Costituzione, di cui si auspica il rilancio, per il suo ruolo per la difesa e l’attuazione della Carta costituzionale e come punto di incontro dei maggiori costituzionalisti italiani che potrebbero costituire una specie di ‘comitato scientifico’ dello stesso CDC.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +8 (from 8 votes)