Occupazioni a Livorno, U.I.: “la necessità rende non punibile un atto, sia pur illegittimo”

daria faggiAbbiamo letto nella cronaca locale una notizia affatto sorprendente, una sentenza di assoluzione per occupazione in stato di necessità, sentenza che ne segue tante altre dello stesso tenore, emanate  negli ultimi 40 anni, che evidentemente sono passate inosservate

6ottobre 2016 da Daria Faggi, Unione Inquilini

abitare

abitareDunque plaudiamo per una volta al fatto che si sia trovato lo spazio per parlare di cause e sentenze in merito a occupazioni abusive, dopo tanti anni di disinteresse, confermiamo che mai a Livorno, e per quel che ci risulta in Toscana, per occupazioni in stato di necessità senza dolo, come sono il 90% delle occupazioni, ci siano state condanne penali. Il che non significa ovviamente riconoscere il diritto a tenersi l’alloggio occupato abusivamente, ma che la necessità rende non punibile un atto sia pur illegittimo, in quanto nato dalla disperazione e da un estremo stato di bisogno.

Del resto i giudici fondano le loro decisioni sul principio costituzionale, così come le requisizioni fatte dai Sindaci si fondano sul diritto costituzionale e sul ruolo di responsabili della salute dei cittadini. Ci pare tuttavia una informazione un pò confusa e anche pericolosa, nella misura in cui può spingere degli sprovveduti a pensare che occupare abusivamente sia un diritto sancito dalla legge e che la proprietà non possa rientrare in possesso dei propri beni, ovvero buttare fuori casa l’occupante.

Ovviamente non è così, e molte negli anni sono state le giovani donne fatte uscire dai vigili dall’alloggio pubblico sfondato, con i propri figli. Spesso sono gli stessi vicini di casa ad allertare vigili e polizia.

Vogliamo anche ribadire che noi dell’Unione Inquilini non abbiamo mai appoggiato  chi si prende di nascosto, sfondando  con o senza chiavi, un appartamento di ERP togliendo al legittimo assegnatario il diritto alla casa, perché se è comprensibile e non condannabile chi si arrangia da solo per trovare una sistemazione alloggiativa, preoccupato per  l’incolumità sua e dei figli, quando le istituzioni non proteggono i soggetti deboli, non possiamo però appoggiare chi sottrae ad altri le case popolari, condannando altre persone  a finire in strada,in una assurda guerra tra poveri, sfollati e male-alloggiati.

Diversa è la lotta condivisibile e politicamente corretta, di tante famiglie che, in assenza di intervento istituzionale di soccorso, si uniscono in Comitati, per convivere dentro strutture abbandonate, non destinate ad abitazione, o comunque non assegnabili, che vengono adattate a proprio alloggio di emergenza, sottraendole a un destino di progressivo deterioramento, di fatto intervenendo su un bene comune dimenticato, con una manutenzione straordinaria gratuita, a beneficio, dell’erario pubblico, e senza rubare diritti a nessuno.

Di questo Assessori e Sindaco possono rallegrarsi, visto che gli unici edifici lasciati sfitti per anni e non occupati, come casa Firenze, sono stati vandalizzati al punto che il danno erariale ammonta complessivamente a centinaia di migliaia di euro. Ma, sarebbe tempo di discutere finalmente in modo meno frammentario e casuale, sul che fare per uscire da una crisi imprevista durissima, destinata a stabilizzarsi per lungo tempo, e che sul terreno dal 2009 al 2016 ha lasciato insieme a migliaia di posti di lavoro distrutti, centinaia di famiglie sfrattate sfollate, in parte occupanti per necessità.

Ovviamente occorre discutere nelle sedi idonee, ovvero nelle Commissioni Comunali consultive non ancora riunite anche dopo l’approvazione del regolamento del LODE che le istituisce, per tracciare insieme sindacati e forze politiche  al governo e all’opposizione, le linee di un piano casa complessivo e strutturato che permetta di governare un problema casa diventato una delle massime emergenze locali e nazionali.

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