Comunità locali a rischio spopolamento, Regione Toscana Quattrocentomila euro per cooperative. Domande entro 21 agosto

Mano tesa alle cooperative di comunità

 31maggio 2018 da Walter Fortini, Firenze

Annunciato all’inizio di aprile, il bando è stato pubblicato da qualche giorno: 400 mila euro a disposizione di quelle cooperative, costituite in genere dagli abitanti di un paese o di un borgo, che si mettono insieme per produrre beni e servizi per la loro comunità. Non è importante che siano costituite o ancora da costituire. L’essenziale è che abbiano un progetto per contribuire a mantenere vive e valorizzare comunità locali a rischio di spopolamento, in particolare in territori montani e marginali, o che si occupino di tutelare il paesaggio e l’ambiente. Ogni cooperativa potrà presentare un solo progetto:

  • Il termine per farlo, on line, sono le 23.59 di giovedì 21 agosto 2018.
  • Il contributo della Regione potrà arrivare fino al 70 per cento della spesa, da un minimo di 5.000 euro ad un massimo di 50 mila. L’unico limite è che chi riceve il finanziamento non ne abbia avuti, da Enti pubblici, per più di 200 mila negli ultimi tre anni.
  • Saranno presi in considerazione i progetti che mirano ad offrire servizi alle persone o realizzare interventi per migliorare la sostenibilità ambientale, attraverso la partecipazione e il coinvolgimento di altri soggetti pubblici o privati che operano sul territorio comunale.
  • C’è anche una declinazione digitale, ai servizi offerti alla cittadinanza sarà chiesto di poter accedere anche dalla rete, con un sito web o una app.

Le cooperative di comunità possono aiutare a ridare slancio e mettere insieme attività economiche che da sole non hanno più la forza per andare avanti, oltre a sostenere lo sviluppo economico di realtà marginali. Sono lo strumento giusto, in determinati contesti, per rilanciare servizi, anche pubblici, che mancano o sono venuti meno, oltre a contrastare lo spopolamento di piccoli borghi.

“Partiamo con 400 mila euro – spiega l’assessore alla presidenza Vittorio Bugli – come sperimentazione. L’obiettivo è mantenere vive o valorizzare comunità locali sostenendo l’avvio di progetti che possano poi reggersi sulle proprie gambe. Con il Libro Verde sull’economia collaborativa presentato l’anno scorso abbiamo detto che la Toscana investe nell’intelligenza delle comunità e in collaborazione &n dash; prosegue -. Oggi facciamo un altro passo concreto in questa direzione, con un bando che sostiene chi si prende cura del territorio, produce innovazione, crea lavoro e opportunità di sviluppo, non indebolendo ma rafforzando i legami sociali. Sarà anche un bando particolare rispetto ad altri, poiché su ogni progetto apriremo un confronto con gli enti locali, per migliorarlo eventualmente e valutare quali altre risorse possono essere adatte a sostenerlo, mettendo insieme competenze e risorse”.

Il caso in Toscana che forse meglio aiuta a capire cosa sia o può essere una cooperativa di comunità è l’esperienza del “Teatro povero” di Monticchiello, paese del senese colpito dalla crisi della mezzadria all’inizio degli anni Sessanta e che allora ha scelto di aggregarsi intorno ad un’idea di teatro di piazza che costituisce oggi un’economia importante per la comunità. Oppure Succiso, sul versante emiliano dell’Appennino, che dai mille abitanti che contava negli anni Cinquanta è arrivato ad averne appena sessantacinque ed ha deciso a quel punto, nel 1991, di ricominciare tutto dall’apertura di un bar e dall’acquisto di alcune pecore, dopo di ché sono arrivati un agriturismo, una bottega di alimentari e una filiera legata alla produzione dei formaggi. Casi virtuosi in Italia non mancano.

“Le cooperative di comunità rappresentano una grande opportunità per alcuni territori della nostra regione” sottolinea Alessandro Giaconi, presidente dell’Alleanza delle Cooperative italiane della Toscana, ovvero Agci, Confcooperative e Legacoop. Sono lo strumento principale per impedire lo spopolamento di alcuni borghi, consolidare l’esistenza di comunità coese e stabili e creare opportunità di lavoro soprattutto per i giovani”.

“A marzo del 2017 – conclude Bugli – con Anci e l’Alleanza delle cooperative abbiamo firmato un’intesa per promuovere questo modello e percorso all’interno del progetto CollaboraToscana”. Un altro protocollo è stato firmato tra Legacoop Toscana e Legambiente. “Le cooperative di comunità sono un tema caro a Legambiente – ricorda il presidente toscano dell’associazione, Fausto Ferruzza – Lo stiamo approfondendo con il nostro ufficio dedicato all’economia civile. Ringraziamo dunque la Regione per la sensibilità dimostrata al riguardo”. “Le cooperative di comunità – aggiunge – sono una grande opportunità per i territori, che sulla salvaguardia e valorizzazione dei beni comuni possono così guardare al futuro con speranza”.

“Anci Toscana crede molto nelle cooperative di comunità – conclude Simone Gheri, direttore dell’associazione dei comuni toscani -. Il nostro obiettivo è quello di promuovere territori e borghi che rappresentano una ricchezza insostituibile per la nostra regione, ma che hanno bisogno di sostegno e valorizzazione, perché a rischio spopolamento e isolamento. Questo bando è molto importante, perché fornirà sia strumenti concreti ai Comuni coinvolti, sia occasioni per nuovi posti di lavoro, in particolare per i giovani, e per recuperare produzioni e mestieri tradizionali.”

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