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A Livorno, rissa all’alba tra extracomunitari, ferito un uomo. Video e commenti fanno il giro del web

Nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 in piazza Cavour una rissa tra extracomunitari ha allarmato i residenti

15agosto 2017 redazione Livorno

Quando la volante della polizia è arrivata sul posto ha trovato un uomo steso per terra e privo di sensi, i responsabili ovviamente si erano dati alla fuga. L’umo, trasportato al Pronto Soccorso, pur avendogli riscontrato diverse ferite e contusioni, fortunatamente non risulta aver riportato gravi lesioni. E’ intervenuta anche la polizia scientifica, per rilevare le tracce di sangue e reperire alcune testimonianze utili alle indagini.

Guerriglia in Piazza Cavour- Sinistra Italiana Livorno

“Sinistra Italiana di Livorno ritiene che esistano molti modi per manifestare il proprio punto di vista, guardare e riprendere da una finestra scene di guerriglia come fossimo al cinema è però il peggiore”. 

“Per gli autori del video la ripresa e la diffusione delle immagini di quel regolamento di conti doveva lanciare un messaggio chiaro: dimostrare quanto si sia innalzato il livello di criminalità e di pericolosità in questa città per poter avvallare la teoria dell’invasione e dell’emergenza. E’ sempre accaduto altrove nella città, ma fuori dal ‘salotto buono’ e nessuno è mai stato a guardare. Ci preme sottolineare che ciò accade ovunque e questo è un segnale preoccupante, non solo per l’aumento di insicurezza, ma per le risposte ad un fenomeno che invece di essere risolto produce odio, alimentando la violenza e dando spazio agli istinti peggiori”.

Sinistra Italiana di Livorno esprime il suo sdegno nei confronti di chi ha girato il video senza intervenire chiamando le forze dell’ordine e i soccorsi immediatamente. Non si può essere spettatori perché nessuno merita quella violenza doppiamente subita. Si coglie in questo atteggiamento, non l’aspirazione ad essere diversi o migliori rispetto a ciò che accade altrove, ma solo l’appiattimento ad una modalità di pensiero e atteggiamento ormai dilagante che ha sdoganato le posizioni di chi crede che nessun tipo di accoglienza ed integrazione sia possibile. Quel video è l’ennesima riprova di quanto l’intolleranza sia diventata il nostro pane quotidiano”.

Come dire: “Si ammazzino fra loro” ma senza disturbare, senza sporcare. Nessuno si è reso conto che la mano su quello sgabello di metallo, in questo modo, l’hanno messa in tanti.

“La criminalità soprattutto nelle città portuali è un male consolidato e non solo italiano, quindi a maggior ragione lo sforzo per attuare il controllo sociale e giungere ad un livello equilibrato di sicurezza e benessere per tutti i cittadini, immigrati e non, dovrebbe essere alto e continuo.

“Ma cosa fare? La criminalità va trattata come tale a prescindere da chi la commette, ma la strada è anche quella dell’impegno a capire e a costruire una relazione che si basa sulla conoscenza dell’altro perché i bambini di oggi diventeranno uomini  domani. “Dobbiamo capire che la nostra paura di contaminarci ci spegnerà e rinchiuderà in un recinto se non sapremo mescolarci e far diventare una risorsa quella diversità dalla quale oggi cerchiamo di sfuggire. Ma qui, si ragiona in un altro modo e quindi vale la pena fare una domanda che potrà apparire strumentale, e di fatto le è forse per chi ha girato quel video: arriveranno anche qui le ronde a ‘proteggerci’?”

“Questa è la strada che ci porterà alle elezioni amministrative?” Lo scoop di una rissa che serve per alzare il livello di guardia e cavalcare la paura, quanto vale in percentuale?

“La risposta è nei diagrammi che misurano le percezioni umane e la traducono nelle azioni di chiusura che governano il percorso legislativo per la gestione della sicurezza nelle città di tutto il Paese. Le leggi dello Stato disposte dal Ministro Minniti rispondono a questa logica di strategia del terrore. E così la presunta Sinistra di Governo ha finito per perdere definitivamente la sua umanità. Luciano Violante ieri scriveva sulle colonne di un noto giornale romano che “ Non esiste un valore assoluto dell’accoglienza”. L’unico commento possibile per noi a questa frase è che stiamo infatti costruendo un cimitero in mare perché quella è la via più comoda per risolvere il problema. Sinistra Italiana non starà a guardare, sarebbe utile capire bene e ricordare che i flussi migratori non si possono arrestare, è la storia ad insegnarcelo.

Rissa di Piazza Cavour – profilo facebook Tiziano Antonelli, Livorno

“Per non restare vittime della versione popolaresca delle ideologie dominanti. Si stanno lentamente placando i commenti infuocati sulla rissa notturna nel centro di Livorno. Forse è il momento di dire alcune cose a mente un po’ più serena”.

“Diversi commenti, anche di “amici” livornesi sulle reti sociali, gente che conosco da anni se non da decenni, erano improntati al “buttiamoli nei fossi”, “mandiamoli a casa loro”; altri, più politici, sostenevano che se queste cose non le facciamo noi (cioè loro) le farà Salvini; altri ancora parlavano della “mutazione antropologica”, delle sostanze, ecc. La prima impressione che mi fa sentire certi commenti da certe persone, è che si è rotto un argine, o meglio c’è chi spera di cavalcare la guerra fra poveri per riconquistare posizioni di potere perdute”.

“E’ forse un caso che certe espressioni si trovino sulla bocca di elettori di sinistra, ora che il PD ha deciso di cavalcare le tematiche razziste e securitarie in modo così scoperto? E’ un caso che, mentre c’è una compagna tra la vita e la morte, mentre gli Orti Urbani sono minacciati di sgombero, mentre si attendono da mesi gli ammortizzatori sociali (soldi) per i disoccupati e i cassaintegrati, c’è chi batte la grancassa su una rissa tra balordi?”

“Certo, c’ è il degrado della città, c’è la rottura delle relazioni sociali interpersonali, la diffusione delle sostanze e l’immigrazione; resta il fatto che ci troviamo di fronte ad una grande sofferenza, di cui sono espressione anche i messaggi più violenti, ed io sono tra coloro che sono convinti che la causa della maggior parte delle sofferenze deriva dalla cattiva organizzazione sociale, e che queste sofferenze possono essere ridotte non combattendo in modo moralistico le loro manifestazioni verbali, e tanto meno assecondandole, ma comprendendone le cause sociali ed operando per rimuoverle. Questo percorso ha un senso solo se coinvolge i diretti interessati, e non viene delegato ad un’autorità, ad un governo, locale o nazionale che sia. Solo al interno di questo percorso di liberazione e di lotta per la trasformazione sociale è possibile costruire quelle relazioni sociali che espellano le espressioni violente e razziste dal senso comune dei ceti popolari. Solo all’interno di questo percorso di lotta la critica alla traduzione popolaresca dell’ideologia delle classi dominanti perde l’aspetto moralistico e paternalistico che fa infuriare alcuni.

Per fare questo è necessario riprendere a guardare ai fenomeni sociali in un’ottica di classe, slegata dal campanilismo e dal colore della pelle, altrimenti non facciamo che riproporci come stolti ripetitori dei pregiudizi borghesi. Occorre anche uscire dalla fenomenologia della società attuale, dalla descrizione delle sue sofferenze, per comprendere quali sono le forze sociali che possono operare concretamente per la trasformazione sociale. Occorre quindi, accanto alla lotta, dotarsi di quegli strumenti teorici che permettano di comprendere la profonda struttura della società, i caratteri della formazione eocnomico-sociale in cui ci troviamo ad operare, le condizioni del suo superamento.

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