12112018Headline:

Allarme Pm10 e PM 2.5. Nella Piana lucchese tira una cattiva aria

Marchetti (FI) alla Regione: «Azioni immediate per migliorare la situazione a tutela dei cittadini». 

Interrogazione del capogruppo Fi in Consiglio regionale

26maggio 2018 da D.ssa Monica Nocciolini, Lucca

Nella Piana lucchese tira una cattiva aria, gli inquinanti fanno dell’area una zona critica ormai da tempo, e a rivelarlo sono gli ultimi dati messi a disposizione dalla Regione Toscana. Su questi ha messo gli occhi il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti che, preoccupato per la salute pubblica nell’area, su questo tema ha presentato un’interrogazione.

L’elemento inquinante che desta preoccupazioni è il particolato fine, ovvero PM10 e PM 2.5 che i ‘nasi elettronici’ costituiti dalla rete di centraline, ovvero stazioni di rilevamento, gestita da Arpat, fiutano con valori oltre la soglia di superamento. Proprio a Capannori si trova una delle stazioni di rilevamento dell’area e i dati che restituisce preoccupano Forza Italia. Già perché la Regione ha strumenti di intervento. Ma li attua? E quali? E’ ciò che domanda Marchetti nel suo atto in cui invoca azioni immediate per migliorare la qualità dell’aria nella Piana lucchese a scanso di rischi per la salute della popolazione.

“Il problema evidenziato sia dalle elaborazioni del 2015 su dati 2014, sia nel Rapporto Ambientale allegato al Piano regionale sulla qualità dell’aria (Prqa) del 2017 – illustra Marchetti – la Piana di Lucca risulta tra quelle a più forte criticità, e graficamente ben lo si rileva dalle mappe”.

«Il Piano Regionale per la qualità dell’aria ambiente – scrive Marchetti – potrebbe prevedere le seguenti misure: il divieto di installare generatori di calore non aventi la certificazione di qualità sia per le nuove costruzioni, sia per le ristrutturazioni edilizie; il divieto di utilizzo di biomassa per il riscaldamento nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni nelle aree di superamento. Dalla misura sarebbero escluse le aree non metanizzate e le ristrutturazioni in cui siano presenti impianti di riscaldamento a biomassa; la necessità di ricorrere alle Ordinanze sindacali di divieto di utilizzo di biomassa per il riscaldamento domestico».

Va bene tutto, incalza Marchetti, purché qualcosa però si faccia. E presto, anche. Ecco perché il capogruppo azzurro propone alla Giunta regionale due quesiti ai quali chiede risposta in forma scritta:

“Quali azioni si intende intraprendere per il miglioramento della qualità dell’aria ambiente e quali sono state intraprese per prevenire effetti collaterali sulla popolazione? E ancora: “Quali conseguenze potrebbero avere sulla salute pubblica i valori registrati nelle aree di superamento?”

La parola ora passa alla giunta, che dovrà rispondere entro sessanta giorni.

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