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Anche se tra polemiche e scarico di responsabilità, Livorno si avvia alla normalità. Parita la ricostruzione, molti i cantieri aperti

14 settembre 2017 fonte Regione Toscana e Comune di Livorno (pagina in aggiornamento)

  • La ricostruzione dei ponti crollati

Grazie alle tecnologie messe a disposizione della Regione Toscana e da RFI, saranno ripristinati i ponti crollati su rio Maggiore e rio Ardenza, che hanno lasciato isolate le frazioni collinari di Limoncino e Via Remota. I lavori di consolidamento del terreno e di scavo per le fondazioni sono già iniziati. Nelle prossime ore arriveranno i trasporti eccezionali che porteranno a Livorno le lunghe travi in acciaio che RFI di solito usa per realizzare passaggi per i convogli in situazioni analoghe. I nuovi ponti, di 15 metri quello sul rio Maggiore e di 25 metri l’altro, sul rio Ardenza, saranno uno dei primi esempi in Toscana in cui vengono applicate tecnologie ferroviarie per attraversamenti civili.

  • I primi 3 milioni di euro, che serviranno per gli investimenti più urgenti

Ieri la giunta regionale toscana ha approvato la delibera con la quale si stanziano i primi 3 milioni di euro che serviranno per gli investimenti più urgenti a Livorno e nel pisano. Nel frattempo sempre ieri il presidente Rossi ha trasmesso al Dipartimento di Protezione civile nazionale la richiesta di stato d’emergenza nazionale con allegata la richiesta di 180 milioni di euro, la cifra della prima stima dei danni.

  • Scuole Bartolena, si lavora per la riconsegna in sicurezza prima dell’avvio delle lezioni. Trasferite tre aule, primi interventi all’ascensore

 

In vista della riapertura di venerdì 15, quando il suono della campanella darà avvio al nuovo anno scolastico, procedono a ritmo serrato i lavori alla scuola media Marconi Bartolena di Piazza San Simone. La struttura, infatti, risulta quella ad aver subito il maggior numero di danni nel violento nubifragio dello scorso sabato notte.
Dei complessivi 135 mila euro stimati per i lavori di messa in sicurezza delle infrastrutture e strutture comunali dopo il nubifragio (si tratta di una primissima valutazione, esclusi naturalmente i costi degli interventi di pronto intervento effettuati dalla Protezione civile comunale), 90 mila riguardano infatti solo le Bartolena.
I danni solo legati principalmente all’allagamento della struttura, all’impianto elettrico e all’ascensore.
A rimuovere il fango, fin dalla giornata di domenica, sono stati i volontari della Protezione Civile di Firenze e Treviso, inviati dalla Protezione civile regionale, la quale è stata immediatamente chiamata dal Comune durante il primo sopralluogo alla scuola.
Da questa mattina sono ripartite intanto le pompe per la funzionalità dei servizi igienici al piano terreno. Delle tre classi presenti, una è stata dislocata nell’aula professori, mentre le altre due sono state spostate provvisoriamente ai piani superiori. Si lavora nel frattempo a delimitare l’area inagibile con pannelli e un’apposita recinzione, che sarà installata da ASA spa, impegnata sul posto in queste ore per interventi sui suoi impianti.
Per quanto riguarda l’ascensore, risulta invece ancora momentaneamente fuori uso, dato che è stato totalmente invaso dall’acqua, arrivata ad un’altezza di circa un metro e mezzo. Stamani sono stati effettuati i primi interventi, anche se per il suo completo ripristino occorrerà attendere ancora qualche tempo.
L’Amministrazione ha già predisposto dei pronti interventi per i lavori già effettuati agli infissi e al sistema idraulico, ai quali seguirà anche uno storno dal fondo di riserva del bilancio comunale di circa 22 mila euro, finalizzato al ripristino dell’ascensore.
Stante la situazione attuale delle varie strutture scolastiche che viene costantemente monitorata, l’Amministrazione comunale ritiene che ci siano le condizioni per iniziare regolarmente l’anno scolastico venerdì 15 settembre, come da calendario regionale, salvo eventuali stati d’allerta meteo che potrebbero essere comunicati dalla Regione nelle prossime ore

  • Tavolo sulle criticità ambientali. Ora servono risposte da Eni. Il presidente della regione toscana Enrico Rossi:

 “E’ buono il lavoro del gruppo interistituzionale costituito a seguito della riunione di ieri. Esso ha messo in luce elementi rassicuranti e, soprattutto, ha fatto emergere che le istituzioni pubbliche monitorano appieno la situazione e le operazioni che l’azienda sta svolgendo per ritornare alla normalità”. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, commenta positivamente i primi passi del tavolo sulle criticità ambientali determinatesi con l’alluvione che ha colpito Livorno, in particolare con gli sversamenti di idrocarburi nella raffineria Eni di Stagno. Pongo ora all’Eni di Livorno tre interrogativi sull’accaduto.

  • Il primo riguarda la questione del come sia potuto accadere che un sito industriale sia diventato cassa di esondazione delle acque alluvionali, al di fuori e all’interno dello stabilimento stesso. Trattandosi di uno sito industriale ad elevato rischio ambientale, soggetto alla normativa Seveso, è evidente che per evitare ingenti disastri ambientali si debbano prendere in considerazione non solo gli eventi che possono accadere nello stabilimento, ma anche quelli che possono avvenire all’esterno di esso”.
  • “E poi, sullo sfondo, – insiste – rimangono altri due interrogativi. L’odore di carburante in questi giorni è stato particolarmente intenso. Tuttavia, anche in condizioni di normalità, quest’odore è sempre avvertito e persistente. Ci chiediamo se non esistano sistemi da adottare per evitare tali emissioni, che irritano la popolazione e producono tensioni tra la grande industria e i cittadini. Analogamente, anche le fiaccole che bruciano i gas emettono fumi che sarebbe opportuno fossero eliminati. Non sollevo problemi relativi alle normative, che, immagino, saranno sicuramente rispettate. Sollevo, però, questioni di governo del rapporto tra impresa e territorio, che una strategia rigorosa può migliorare. Nelle prossime settimane – conclude Rossi -,a emergenza superata, convocheremo un incontro per approfondire e seguire tali questioni”
  • Rossi al Governo: “un ristoro di circa 180 milioni di euro”

Numerose sono le attività commerciali che al momento sono bloccate. Numerosi sono i cittadini che si trovano con le case inagibili. Numerose le infrastrutture danneggiate, i ponti crollati, le strade impraticabili. La conta è appena iniziata. Numerose sono anche le attività produttive, comprese quelle agricole, che hanno subìto danni ragguardevoli. Molti pescatori, adesso, si trovano nell’impossibilità di lavorare perché le loro imbarcazioni sono andate distrutte nella notte tra il 9 e il 10 settembre. Tre sono le misure nel frattempo individuate dalla Giunta regionale per dare un aiuto concreto alla città di Livorno:

  • la concessione di garanzie,
  • favorire il microcredito,
  • prevedere il differimento e la rimodulazione degli aiuti rimborsabili.

I tre provvedimenti, illustrati dal consigliere del presidente per le Politiche del lavoro e produttive, Gianfranco Simoncini, sono già attivi.

“Oggi abbiamo formalizzato la richiesta dello stato di emergenza e nelle prossime ore chiederemo al Governo un ristoro di circa 180 milioni di euro. Siamo persone abituate a non chiedere se non hanno bisogno, a non pietire se non ne hanno diritto, ma questa volta crediamo che lo Stato metta in campo un intervento straordinario e cospicuo per Livorno, che ha subito danni immensi, perché questa città e la sua zona, che è forse quella più in difficoltà in Toscana, deve poter ripartire e deve per questo essere concretamente aiutata”. Lo ha affermato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, intervenendo all’incontro con le categorie economiche, commerciali e produttive, con i sindacati e gli Enti locali del territorio livornese.

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