09202018Headline:

Approvata in Consiglio Regionale, mozione per richiedere al Governo di rispettare il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari

Missile nucleare di terra Usa

Missile nucleare di terra Usa

Approvata oggi, in Consiglio Regionale, una mozione di Sì Toscana a Sinistra per richiedere al Governo di rispettare il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari e, attenendosi a quanto esso stabilisce, far sì che gli Stati Uniti rimuovano immediatamente qualsiasi arma nucleare dal territorio italiano e rinuncino a installarvi le nuove bombe B61-12 e altre armi nucleari.

26ott0bre 2016 da “Sì Toscana a Sinistra”

aereo-guerra

Le nuove bombe nucleari Usa B61-12 Stanno per arrivare in Italia. Lo conferma da Washington, con prove documentate, la Federazione degli scienziati americani. Una foto satellitare mostra che è stato effettuato l’upgrade della base della U.S. Air Force ad Aviano e di quella di Ghedi-Torre. Analoghi lavori sono stati effettuati nella base aerea tedesca di Buchel, in altre due basi in Belgio e Olanda, e in quella turca di Incirlic dove stanno per essere installate le B61-12. Non si sa quante sarannno schierate in Europa e Turchia.

Secondo le ultime stime della Fas, gli Usa mantengono oggi 70 bombe nucleari B61 in Italia (50 ad Aviano e 20 a Ghedi), 50 in Turchia, 20 rispettivamente in Germania, Belgio e Olanda, per un totale di 180. Nessuno sa però con esattezza quante siano. Si sa però che quelle a breve installate in Italia abbassano la soglia nucleare, ossia rendono più probabile il lancio di un attacco nucleare dal nostro paese e lo espongono quindi a una rappresaglia nucleare. All’uso di tali armi nucleari vengono addestrati piloti italiani, nonostante l’Italia abbia ratificato il Trattato di non-proliferazione che la «impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari, né il controllo su tali armi, direttamente o indirettamente».

Un ultimo fatto conferma quale sia il rapporto Usa-Italia: stanno per arrivare alla base di Amendola in Puglia, probabilmente l’8 novembre, i primi due dei 90 caccia F-35 della statunitense Lockheed Martin, che l’Italia si è impegnata ad acquistare. Il costo della partecipazione dell’Italia al programma F-35, quale partner di secondo livello, è ufficialmente quantificato nella Legge di stabilità 2016: 12 miliardi 356 milioni di euro di denaro pubblico, più altre spese per le continue modifiche al caccia che ancora non è pienamente operativo e necessiterà di continui ammodernamenti. Nonostante ciò – conferma Analisi Difesa – l’Italia avrà una «sovranità limitata» sugli stessi F-35 della propria aeronautica. Una legge statunitense vieta che i «dati di missione» (i software di gestione dei sistemi di combattimento dei caccia) siano comunicati ad altri. Saranno dunque gli Usa a controllare gli F-35 italiani, predisposti per l’uso delle nuove bombe nucleari B61-12 che il Pentagono schiererà contro la Russia, al posto delle attuali B-61, sul nostro territorio «nazionale».

Oggetto: Mozione. “Per il rispetto del Trattato di non proliferazione nucleare”

 Il Consiglio regionale

  • Ricordato che – secondo i dati forniti dalla Federation of American Scientists (FAS), Federazione degli scienziati americani – l’Italia custodisce il più alto numero di armi nucleari statunitensi schierate in Europa, 70 ordigni B-61 su un totale di 180, presenti nelle basi militare di Ghedi – Torre e di Aviano;
  • Ricordato che è stata ufficialmente autorizzata dalla National Nuclear Security Administration (Nnsa) la B61-12, nuova arma con una testata nucleare dalla potenza media pari a quella di quattro bombe di Hiroshima;
  • Ricordato che foto satellitari, pubblicate dalla FAS, mostrano le modifiche già effettuate nelle basi di Aviano e Ghedi-Torre per installarvi le B61-12.
  • Ricordato che l’Italia, che fa parte del Gruppo di pianificazione nucleare della Nato, mette a disposizione non solo il suo territorio per l’installazione di armi nucleari, ma anche piloti italiani che – dimostra la FAS – sono addestrati all’attacco nucleare sotto comando Usa con i cacciabombardieri Tornado schierati a Ghedi;
  • Ricordato che anche i previsti caccia F-35 destinati all’aeronautica italiana saranno integrati, come annunciato dall’U.S. Air Force, con la B61-12;
  • Considerato che in tal modo sarebbe violato il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari, firmato nel 1969 e ratificato nel 1975, il quale all’Art. 2 stabilisce: «Ciascuno degli Stati militarmente non nucleari, che sia Parte del Trattato, s’impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, né il controllo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamente»;
  • Considerato che tali nuovi armamenti abbasseranno ulteriormente la soglia nucleare, rendendo più probabile un attacco atomico;
  • Considerato che con la presenza simultanea sul territorio di B61-12, F-35 e della stazione Muos (Mobile User Objective System, sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare degli Stati Uniti d’America), l’Italia, in un preoccupante quadro di corsa al riarmo atomico, diventa un bersaglio prioritario di un’eventuale rappresaglia nucleare.

Impegna la Giunta

A richiedere al Governo di rispettare il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari e, attenendosi a quanto esso stabilisce, far sì che gli Stati Uniti rimuovano immediatamente qualsiasi arma nucleare dal territorio italiano e rinuncino a installarvi le nuove bombe B61-12 e altre armi nucleari.

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