04202018Headline:

Basta morti sul lavoro, oggi 29 marzo, 8 ore di sciopero. Fiaccolata dalle ore 21.00 a Livorno, con partenza da piazza della Repubblica

29marzo 2018 da Cgil Cisl e Uil, Livorno

Le organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil,  dopo il grave incidente accaduto oggi e a pochi giorni di distanza dall’incidente accaduto ad un lavoratore dell’edilizia che ha perso la vita, dicono basta alle continue morti sul lavoro richiamando tutti alla massima attenzione sul problema della sicurezza.

Oggi siamo a piangere  la morte di due lavoratori della Labromare che stavano effettuando la manutenzione di una cisterna all’interno del Deposito Costiero Neri. Vicini alle famiglie dei lavoratori le organizzazioni esprimono le più sentite condoglianze interpretando il pensiero di tutti i lavoratori e sono a indire per la giornata di domani 29 marzo una prima azione di 8 ore di sciopero. Lo sciopero sarà articolato dalle categorie nell’arco della giornata, saranno esclusi dallo sciopero tutti i lavoratori che sono assoggettati al rispetto della legge 146  sull’autoregolamentazione al diritto di sciopero. Le organizzazioni inoltre in memoria di questi lavoratori e per rimettere al centro la sicurezza affinché questi episodi non accadono più promuovono una fiaccolata chiamando tutti i cittadini a partecipare. Il corteo partirà alle 21 da Piazza della Repubblica e terminerà davanti all’Autorità Portuale.

Da Unione Sindacale di Base federazione di Livorno

Adesione allo  sciopero indetto da Cgil, Cisl e Uil per la giornata di giovedì 29 marzo 2018 e aderisce alla fiaccolata che si terrà sempre il 29 marzo alle ore 21 per denunciare l’ennesima strage su un luogo di lavoro dopo il decesso di altri due operai che è avvenuto oggi pomeriggio nel deposito di Neri a  Livorno. 

I morti sul lavoro nel 2018 sono più di 120. Una strage continua dovuta al non rispetto delle norme di sicurezza e ad un mondo del lavoro basato su precarietà ricatto e sfruttamento. Negli ultimi 10 anni nel porto di Livorno sono stati già 5 gli incidenti mortali. È un bollettino di guerra in tendenziale aumento. Dobbiamo riuscire a ridurre il numero degli infortuni e delle morti. Chiediamo a tutti gli iscritti di partecipare allo sciopero secondo le modalità decise dalle singole categorie e dalle RSU di riferimento. E con forza chiediamo a tutte le istituzioni di fare immediatamente il punto sullo stato di sicurezza degli impianti industriali del porto.

Denunciamo anche con forza l’episodio gravissimo avvenuto su alcune banchine del porto a proposito di minacce verso gli operai che oggi avrebbero voluto immediatamente fermarsi in sciopero in solidarietà ai due colleghi deceduti. Un atto vergognoso che mette il profitto davanti alle vite di due lavoratori che stasera non torneranno dalle loro famiglie.

Da Assemblea 29 Giugno: alle ore 21.00 saremo a Livorno alla fiaccolata di per la tragedia di ieri al porto.

Questa sera, 29 marzo, appuntamento alle ore 20.00 alla Pam a Viareggio (sotto il cavalcaferrovia), per essere alle ore 21.00 a Livorno a Piazza della Repubblica per la fiaccolata di solidarietà per la tragedia di ieri al porto.

“Oggi nella tratta ferroviaria di Bologna, ha perso la vita, folgorato, dipendente di 52 di una ditta di appalto che eseguiva lavori in ferrovia… Alle 23.30, come il 29 di ogni mese, dal 29 luglio 2009, alla Casina dei ricordi per ricordare le 32 Vittime della strage ferroviaria di Viareggio.”

Da Cisl Livorno: cordoglio alle famiglie dei lavoratori scomparsi caduti sul lavoro. Serve aumentare i livelli di sicurezza

Il segretario generale della Cisl di Livorno, Giovanni Pardini, in relazione al grave incidente accaduto ieri che ha causato la morte di due lavoratori della ditta Labromare, esprime il proprio cordoglio e la propria solidarietà alle famiglie colpite da un così grave lutto.

Nell’occasione questa organizzazione dice “basta” a quanto sta avvenendo nel territorio livornese; non vogliamo addentrarci in un una mera analisi statistica, il nostro pensiero è rivolto principalmente alla perdita di vite umane, ma in questo inizio di 2018 si sono già registrate tre morti, a fronte delle due registrate nei primi cinque mesi dell’anno precedente, un trend pericoloso ed inaccettabile. Lo vogliamo respingere con tutte le nostre forze, così come l’automatismo secondo il quale ad una ripresa dell’occupazione, o delle ore lavorate, corrisponda un aumento del rischio per i lavoratori. Anche questo è inaccettabile, senza voler dare specifiche responsabilità, compito deputato agli organi competenti.

Al riguardo è opportuna una approfondita opera di prevenzione per scongiurare i rischi in tal senso; oltre al cordoglio alle due famiglie, questo è lo spirito della fiaccolata organizzata dalle organizzazioni sindacali: bisogna assolutamente evitare il ritorno ai primi anni 2000, quando furono purtroppo registrate troppe morti bianche nel nostro territorio. Occorre assolutamente rivitalizzare il tavolo regionale sulla sicurezza, concentrandosi sui lavori ad alto rischio, a partire dalle lavorazioni legate ai silos, perchè in quest’ambito si stanno verificando troppi incidenti, anche a livello nazionale. Non c’è profitto che tenga a discapito della salute dei lavoratori.

Da Sinistra Italiana Livorno Collesalvetti: al fianco di CGIL CISL e UIL  di Livorno che hanno indetto 8 ore di sciopero per la giornata di oggi ad articolazione varia.

Comunichiamo la congiunta adesione con la partecipazione alla fiaccolata che avrà luogo questa sera dalle ore 21.00 a Livorno, con partenza da piazza della Repubblica e arrivo presso gli Scali Rosciano sede di Adsp di Livorno.

Crediamo convintamente che tutta la città debba essere unita in questo momento così difficile, piangere i morti e pretendere un’indagine approfondita è essenziale così come la presa di coscienza dei rischi connessi alle attività interne al Porto di Livorno. Pertanto auspichiamo che la manifestazione non resti circoscritta ad un atto di solidarietà momentaneo, ma dia corpo ad una riflessione collettiva sul destino dell’area portuale che comprenda la sicurezza come obiettivo principale da rispettare, per i lavoratori e per la città intera.

Da Rete Civica Livornese Contro la nuova normalità della guerra

La Rete Civica Livornese contro la Nuova Normalità della Guerra si unisce al cordoglio espresso dalla città di Livorno ai familiari, agli amici, ai colleghi di Lorenzo Mazzoni e Nunzio Viola per il tragico incidente in cui i due operai hanno perso la vita.

Questa organizzazione ritiene assolutamente condivisibile l’accento posto da tutte le realtà istituzionali, sindacali, partitiche e associazionistiche sulla necessità di maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro, in particolare sul porto della nostra città, dalle cui fortune direttamente o indirettamente dipende il benessere dell’intera comunità. In questo senso ci uniamo all’appello di coloro che sottolineano l’urgenza di riunire tutte le realtà interessate intorno ad un tavolo per ridisegnare i confini che, senza ostacolare le attività produttive,  delimitino i caratteri di ciò che può essere definito sicuro in ambito lavorativo. Solo attraverso un reale sforzo collaborativo di tutti i soggetti coinvolti, sarà possibile dare risposte soddisfacenti ai problemi che la morte di Mazzoni e Viola, hanno posto in modo così drammatico all’attenzione della città. Per questo siamo convinti che ogni intervento volto a illuminare a vari livelli le tante criticità del nostro sistema produttivo debba essere vagliato e discusso apertamente, non accantonato perché improbabile o semplicemente fastidioso. Un esempio ci è offerto da “Il Tirreno” – al quale va il nostro plauso – che oltre a dare giustamente spazio ai sentimenti e alle emozioni suscitate dalla tragedia, mostra come l’area interessata dall’esplosione sia costellata di “stabilimenti a rischio di incidente rilevante” in una concentrazione con pochi eguali su tutto il territorio nazionale, capace di sprigionare una sequenza di esplosioni a catena che nessun giornale locale potrebbe raccontare il giorno dopo. Sempre “Il Tirreno” ci offre inoltre una cronologia agghiacciante dei morti sul lavoro avvenuti nei pressi del porto di Livorno negli ultimi trenta anni – alla quale riteniamo doveroso aggiungere le 140 vittime del Moby Prince –  ricordandoci che l’idea di un’apocalisse di fuoco non sia così peregrina.  Già nel 1987 tre operai morirono arsi vivi durante l’esplosione dell’Italso: prima di morire riuscirono a chiudere le valvole dei depositi di esano salvando la nostra amata città.

Con l’auspicio che la morte di così tante persone non sia vana e al contrario ci spinga a migliorare concretamente le condizioni di sicurezza sul lavoro e sul porto in generale, la nostra Rete propone di allargare il quadro delle criticità ad un altro fattore che spesso non viene preso in considerazione.

Livorno si trova a pochi chilometri dal più grande deposito di armi e munizioni d’Europa sul quale nessuna istituzione locale o nazionale ha alcun controllo: Camp Darby.

Tutto questo materiale non solo è stoccato nelle vicinanze dell’area in cui è avvenuta l’esplosione del 28 Marzo, ma da circa un anno tale materiale transita da e per il porto di Livorno con una frequenza mai vista prima, come testimonia lo scalo mensile delle navi Indipendence II, Liberty Passion, Liberty Peace, Liberty Promise e Liberty Pride coinvolte dal Dipartimento della difesa Usa in un programma per il trasporto di materiale bellico sui teatri operativi delle forze armate statunitensi. Al Tavolo per la Sicurezza invocato da più parti la nostra organizzazione non mancherà di assicurare la propria partecipazione e offrire il proprio contributo, a cominciare dal condividere tutte le informazioni raccolte in più di due anni di esperienza.

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