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Cambio d’appalto in ASA, Cgil: “zero tutele per i lavoratori”

Da un incontro avvenuto nelle ore scorse abbiamo appreso che in una gara d’appalto lanciata da Asa non sono previste né reali clausole sociali né l’applicazione del Contratto collettivo nazionale applicato. Senza contare che la gara è stata aggiudicata con il criterio del massimo ribasso e non con quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Livorno, 31 agosto 2018 da Monica Cavallini, Cgil provincia di Livorno

 Il cambio d’appalto riguarda i “servizi afferenti la manutenzione ordinaria, straordinaria, programmata e pronto intervento negli impianti di depurazione acque reflue, centraline di sollevamento e impianto di Mortaiolo”. L’azienda che si è aggiudicata il servizio (la Titano Spurghi Srl) sta mettendo in discussione il diritto alla continuità occupazionale dei lavoratori utilizzati dall’impresa precedente. Non possiamo infatti definire clausola sociale quanto l’azienda ha tardivamente inserito nel bando, lasciando i lavoratori nell’incertezza e alla prospettiva della disoccupazione. Sembra inoltre che per risparmiare sui costi del lavoro si voglia applicare il contratto Confsal e non quello firmato a livello nazionale dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative: questo è quello che si chiama “dumping contrattuale”. La cosa che deve far riflettere è che Asa, società partecipata dal Comune di Livorno, ha dunque operato in barba a quanto previsto dal Protocollo di legalità sottoscritto nel 2017 a livello territoriale che appunto prevedeva l’inserimento della clausola sociale e l’applicazione del Ccnl. Protocollo che lo stesso Comune di Livorno aveva sottoscritto.

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