07202019Headline:

Comuni al voto, l’appello di Zannotti (Cgil) ai candidati

“fino a ora politica sorda: rimettere al centro il lavoro, rischio cannibalismo sociale”

27marzo 2019 da Fabrizio Zannotti, segretario generale Cgil provincia di Livorno

Sono volati via 5 anni di crisi, una crisi profonda che ha colpito duramente il territorio della provincia e che ha prodotto un lento e pesante declino industriale. Nell’ultima assemblea pubblica organizzata abbiamo fornito i dati della crisi: tra pochi mesi molti Comuni della provincia andranno a elezione ma ancora oggi notiamo l’assenza del tema del lavoro dal dibattito politico. La politica è stata sorda: ė giunto invece il momento d’invertire la rotta e di tornare a parlare di occupazione e sviluppo. In ballo c’è il futuro del nostro territorio. Le nostre proposte sono contenute nel Piano del lavoro presentato a inizio anno: ci auguriamo che siano poste al centro del dibattito.

Fare Sistema

Noi da anni chiediamo che la crisi sia affrontata in modo sistemico: in un’economia sempre più a rete e globale continuare a gestire il tutto “comune per comune” non ha senso e indebolisce le opportunità di un territorio che nulla ha da invidiare a territori più performanti. Dalle coalizioni politiche ci aspettiamo idee: soprattutto ci aspettiamo di conoscere quale sia la loro idea di provincia nel sistema globale e nell’economia moderna definita “industria 4.0”. Per entrare in questo sistema non occorre accreditarsi ai grandi soggetti imprenditoriali o peggio ancora supplicare investimenti. Una politica sistemica deve creare le condizioni per rendere il territorio competitivo e appetibile anche al fine di stimolare una sana concorrenza tra i vari soggetti imprenditoriali in campo, una concorrenza che li spinga a investire in innovazione e qualità del lavoro.

Tempi certi per le infrastrutture

La provincia di Livorno possiede tutto per essere un grande “nodo globale”. Disponiamo di due porti importanti e di un sistema produttivo che può essere sviluppato sulla costa. Siamo in grado di offrire agricoltura di qualità e turismo di alto livello. Stesso discorso per quanto riguarda il commercio. Possediamo inoltre tutte le caratteristiche per disporre di un sistema dei servizi alla persona, una sanità e un welfare pubblico di alta qualità. Per realizzare questo occorrono collegamenti viari, ferroviari e il completamento dei nodi delle reti: servono soprattutto tempi certi per la loro realizzazione che non devono esclusivamente dipendere dai soggetti privati. Deve essere il pubblico e la politica a fare ciò in tempi rapidi e certi.

Basta guardare al passato, osare di più

Se riusciremo a fare questo, la nostra provincia avrà un futuro di sviluppo. Se invece continuiamo a leccarci le ferite e a raccontarci quanto era bello il mondo passato, continueremo nell’errore di questi anni: camminare con la faccia rivolta verso il passato sbattendo contro ogni muro senza creare un futuro migliore. Noi possiamo osare, dobbiamo fare di più. Occorre serietà, idee, fare sistema. Occorre dialogare e riconoscere il ruolo di ognuno nella propria diversità. Occorre pensare al futuro e non alle proprie beghe elettorali. Occorre pensare a chi aspetta da tutti noi la capacità di creare lavoro. Occorre insomma essere quello che siamo sempre stati: una provincia in grado di creare sviluppo, lavoro e coesione sociale.

Appello alle forze antifasciste

Se non faremo questo si romperà definitivamente ogni tipo di rapporto di comunità e a prendere il sopravvento sarà il cannibalismo sociale visto purtroppo in questi ultimi anni, la xenofobia e l’attacco alle politiche di genere. La Cgil provincia di Livorno fa dunque appello a tutte le forze antifasciste, inclusive e solidali affinché le iniziative come quelle di Roma, Siena, Prato e Verona (per citarne alcune) non siano solo eventi fini a se stessi ma rappresentino il seme di un modo di fare politica che ha nella Costituzione e nella Repubblica italiana nata dalla Resistenza un valore politico anche locale.

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  • Carla Lazzeri

    tempi certi per le infrastrutture e quindi direi anche per lo spostamento del depuratore Rivellino. Un anno e tre mesi dalla firma dell’accordo per decidere la nuova ubicazione è davvero troppo.

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