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Continuità assistenziale, nuovo accordo della Regione con i medici di famiglia

A distanza di dieci anni dall’ultimo, l’accordo rinnova e valorizza la figura della Continuità assistenziale, un tempo detta Guardia medica, e rafforza la collaborazione tra i medici di famiglia e i loro colleghi della Continuità assistenziale.

16 maggio 2018 da Lucia Zambelli, Firenze

Dopo cinque anni dall’attivazione delle AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) in Toscana, la Regione e le organizzazioni sindacali hanno ritenuto che il terreno fosse maturo per fare un nuovo passo avanti nell’organizzazione dell’assistenza territoriale, in particolare nella continuità medica. Le AFT sono aggregazioni fra medici di assistenza primaria, i cosiddetti medici di famiglia, e i medici di Continuità assistenziale che operano sullo stesso territorio. Sono nate in Toscana nel 2013, con lo scopo di realizzare una maggiore integrazione fra i medici che le compongono, consentendo così una presa in carico del paziente più efficace e strutturata. 

  • Fino ad oggi, la Continuità assistenziale si è sempre occupata unicamente delle urgenze “non differibili”, cioè di quelle patologie per le quali la valutazione medica non può attendere che il medico curante rientri in servizio. Con questo nuovo accordo, nel confermare questa importante funzione, la Continuità assistenziale si apre alla condivisione della presa in carico dei pazienti complessi e con più patologie. Il medico curante, qualora riscontri la necessità di garantire interventi programmati anche nel fine settimana, potrà attivare il collega di Continuità assistenziale, che parteciperà quindi al piano di cura personalizzato del paziente. Una opportunità in più per garantire a questi pazienti un’assistenza migliore e favorire la continuità di presa in carico attraverso una modalità strutturata per i pazienti più gravi. Viene confermata l’apertura del servizio di Continuità ssistenziale per i pazienti del medici di medicina generale alle ore 8 del sabato mattina, in modo da consentire alla AFT di trovare uno spazio di lavoro comune per riunioni, audit e formazione congiunta.
  • Fra le altre novità, l’attivazione di una figura, il referente di sede di Continuità assistenziale, che collabora con il coordinatore della AFT per rendere più funzionale l’attività dei colleghi, coordinando l’organizzazione del servizio di continuità assistenziale svolto presso la sede. Nel confermare la previsione dello svolgimento di attività ambulatoriale nel corso del turno, i medici saranno maggiormente impegnati nelle visite domiciliari e per questo motivo le visite in ambulatorio saranno svolte in fasce orarie decise a livello aziendale. Il medico sarà sempre comunque contattabile telefonicamente.
  • Un ulteriore elemento importante di questo accordo è la spinta verso l’informatizzazione, che consentirà in breve una comunicazione più efficace con il medico di famiglia, che potrà così conoscere direttamente le problematiche di salute rilevate sul proprio paziente e le decisioni cliniche prese dal medico di continuità assistenziale.
  • Infine, l’accordo conferma l’attività di guardia turistica e le visite ai cittadini non residenti in Toscana, introducendo la possibilità per il cittadino di utilizzare il pagamento elettronico.

“L’accordo sancisce un passo in avanti nella integrazione tra la attività primaria e la continuità assistenziale verso il “ruolo unico”: un più stretto legame a livello territoriale nelle AFT tra le due figure professionali anche attraverso una collaborazione informatica – è il commento del dottor Alessio Nastruzzi, segretario regionale Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) – Una maggior tutela per i medici di continuità assistenziale, anche ai sensi della nuova normativa sulla responsabilità professionale. L’accordo fa propria la necessità di una maggior tutela dei colleghi in turno, in particolare per la componente femminile, facendo seguito alle purtroppo frequenti aggressioni subìte durante lo svolgimento del lavoro. Un passo in avanti verso quanto previsto per la riorganizzazione della continuità assistenziale dall’Accordo integrativo regionale 2012. Un altro punto qualificante dell’accordo – chiarisce ancora Nastruzzi – è l’accelerazione dei procedimenti di inserimento nel SST dei giovani colleghi come è del resto previsto nel recente preaccordo sull’Accordo collettivo nazionale. L’eliminazione di alcune incompatibilità per i medici tirocinanti in medicina generale che potrebbe contribuire a risolvere il problema economico spesso alla base dell’abbandono del tirocinio”.

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