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Governo Giallo/Verde di Salvini, Renda (Rifondazione Comunista): “Il PD abbia la decenza di tacere”

18giugno 2018 da Francesco Renda, segretario Rifondazione Comunista Livorno

Dall’insediamento del governo giallo Verde di Salvini e Di Maio, assistiamo a continue dichiarazioni scandalizzate del PD livornese che, causa ballottaggi imminenti, vanno nella direzione completamente opposta rispetto alle politiche dei governi che hanno sostenuto fino al 4 marzo.

  • Non è stato forse il Ministro PD Minniti, nel 2017, a paventare la chiusura dei porti per fare pressione sull’UE?
  • Non è stato forse Matteo Renzi il primo leader occidentale a compromettersi pubblicamente con il dittatore egiziano al-Sisi, che ricordiamo aver preso il potere con un golpe militare, vanificando fin da subito qualsiasi tentativo di raggiungere la verità sulla morte di Giulio Regeni?

Gli italiani avranno pure la memoria corta ma non sono dei fessi, se le classi popolari hanno preferito l’abbraccio velenoso della Lega di Salvini è principalmente colpa del PD.

Dopo i loro governi scopriamo un’Italia divisa, i ricchi (pochi) sempre più ricchi ed i poveri (tanti) sempre più poveri. I livelli occupazionali saranno pure tornati ai livelli pre-crisi ma il rapporto tra contratti di lavoro a tempo indeterminato, pardon, a tutele crescenti, e quelli dell’universo del precariato si sono invertiti. Sanità e Scuola sono sempre più scadenti ed i privati sono ormai già entrati a far fior fiore profitto sulla nostra pelle, non perché manchino i soldi ma perché non si ha il coraggio di andarli a prendere dove sono, nelle tasche di chi si è arricchito e che, con la Flat Tax, si arricchirà ancora di più a spese nostre! Lavorare è diventato un regalo al quale rendere grazie, i rapporti sul posto di lavoro sono tornati alla paura ed ai ricatti dell’800 ed intere fasce del ceto medio sono profondate alla soglia della povertà. Interi quartieri sono ormai aree di pieno ed allarmante disagio che, prima o poi, esploderà.

In questa situazione, il M5S incarna la voglia di colmare la distanza tra rappresentati e rappresentanti mentre la Lega, per continuare a favorire il capitale e le classi agiate, dice che la colpa è tutta dei poveracci che cercano di sfuggire a situazioni ancora peggiori della nostra. Non occorre un dottorato di studi gramsciani per capire che questo è il risultato di una mutazione genetica della socialdemocrazia e del PD, venduto completamente al neoliberismo economico che, ricordiamolo, si fonda sul principio che ognuno deve badare a sè e che, lo Stato deve restare fuori dal governo dell’economia favorendo le classi abbienti aumentando i loro tassi di profitto.

Rimprovero al mio Partito di non aver capito in tempo che i governi di centro-sinistra che ha appoggiato rappresentavano l’inizio di questa fase, tanto che, probabilmente, oggi sarebbe forse Rifondazione Comunista ad incarnare, da sinistra, la voglia di riscatto degli italiani e non il razzismo o la pressapocaggine dei cinquestelle. E’ giusto aver subito, e continuare a subire, le conseguenze di quell’errore di valutazione ma, almeno, abbia il PD la decenza di tacere.

Il pericolo dell’onda razzista della Lega esiste ed è concreto, lo contrasteremo come abbiamo sempre fatto, dentro e fuori dall’urna, ma stavolta non ci faremo sedurre, come all’epoca di Berlusconi, dalla necessità dei fronti larghi, repubblicani o come li vorranno chiamare. E’ arrivato il momento di un superamento a sinistra, la grande manifestazione di sabato 16 a Roma è stata forse l’inizio di un’epoca nuova, dove una nuova base politica e sociale ha gridato che gli sfruttati stanno rialzando la testa, sono i primi passi ma l’Italia ci insegna che i tempi della politica possono essere molto rapidi perché la società è pronta.

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