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Inaugurata a Pisa, Palazzo blu, la mostra “Dalì il sogno del classico”

Salvador Dalí

“Inizia a disegnare e a dipingere come gli antichi maestri. Dopo potrai fare quello che vorrai: tutti ti rispetteranno.” Salvador Dalí

1ottobre 2016 di Donatella Nesti

Ogni anno La Fondazione Pisa ed il Comune di Pisa inaugurano a Palazzo Blu una mostra di grande richiamo che ha il potere di portare nella città della torre visitatori di tutto il mondo con una importante ricaduta culturale ed economica.  Dopo Picasso, Modigliani, Mirò, Toulouse Lautrec è arrivato il momento di Salvador Dalì con una taglio particolare, il profondo legame del grande spagnolo con l’arte classica e rinascimentale italiana.

“Dalì il sogno del classico” è il titolo della mostra in Palazzo Blu di Pisa che dal primo ottobre al 5 febbraio espone più di 150 lavori del grande maestro spagnolo provenienti dal museo Fundación Gala-Salvador Dalí di Figueres e dal Dalí Museum di St. Petersburg in Florida, le due più importanti istituzioni mondiali che custodiscono le opere dell’artista.

presentazione-daliLa mostra organizzata da MondoMostre e curata da Montse Aguer, direttrice dei musei Dalí, presenta al pubblico una selezione mirata di opere che mostrano la grande influenza che l’eredità classica ha esercitato sulla produzione artistica di Dalì, a cominciare dai grandi maestri del Rinascimento italiano come Raffaello e Michelangelo.

“Quello che presentiamo, spiega il presidente della Fondazione Palazzo Blu Cosimo Bracci Torsi, è un Dalì meno noto, ma non meno eccitante e coinvolgente perché seppur legato al classico non rinunciò a stupire”.

Una mostra che mette a confronto diretto il genio del pittore spagnolo con la tradizione antica e con i maestri del passato italiano, ma che presenta anche il Dalì disegnatore, illustratore e intellettuale appassionato di letteratura, mostrando l’intera serie di xilografie della Divina Commedia che gli fu commissionata nel 1950 dal ministero della Pubblica Istruzione italiano e le 42 illustrazioni per l’autobiografia di Benvenuto Cellini, rese ancora più preziose dalle iscrizioni e citazioni dal testo celliniano.

3-salvador-daliLa mostra insiste sull’importanza dell’Italia, del Rinascimento e in particolare di Michelangelo, nell’opera di Salvador Dalí.

All’interno del percorso espositivo troviamo una selezione di oli straordinari e poco conosciuti, quattro dei quali inediti, Mosè dalla tomba di Giulio II di Michelangelo, Cristo dalla Pietà di Palestrina di Michelangelo, Giuliano de’ Medici dalla tomba di Giuliano de’ Medici di Michelangelo e Dal Ragazzo accovacciato di Michelangelo – che figurano tra le sue ultime creazioni degli anni ottanta. Presentate per la prima volta come un corpus stilistico e tematico, queste opere permettono di analizzare la tecnica e il pensiero del Dalí di quel periodo e di evidenziare come le sue inquietudini continuassero a tradursi in espressione artistica.

Il legame con l’Italia è una costante in Dalí che  trascorre vari  periodi in questo Paese. Nel 1936 Dalí e la moglie e musa Gala viaggiano a Firenze e sono ospiti della contessa  Anna Laetitia Pecci-Blunt presso la sua residenza di Lucca, la Villa Reale di Marlia, mentre  nel 1937, non potendo tornare a Portlligat a causa della Guerra civile spagnola, partono per un nuovo soggiorno a Villa Cimbrone.

7-salvador-daliNel marzo del 1938, invece, Dalí e Gala si trasferiscono a Roma accompagnati da Edward James. Ospitati per due mesi dall’amico Lord Berners, nella sua casa con vista sul Foro romano, Dalí racconta che si aggirava per Roma tenendo in mano un volume di Stendhal, immerso completamente nel suo personale Grand Tour. Dopo aver trascorso otto anni negli Stati Uniti con la sua amata Gala, a causa della guerra civile spagnola, nel luglio del 1948 Dalí e Gala tornano a Portlligat e poi di nuovo in Italia. Nel 1948, Gala e Dalí trascorsero  alcune settimane tra settembre e ottobre a Montegalda, nei pressi di Vicenza. A partire da allora e fino al 1961, i viaggi del pittore in Italia, propiziati dai suoi impegni artistici, furono abbastanza frequenti.  Le maggiori passioni di Dalí – la scienza, la religione e i maestri della pittura – si fondono in un determinato periodo della sua carriera nella “nuova era della pittura mistica”.  A testimoniare tale fase creativa, in mostra importanti dipinti quali Paesaggio di Portlligat (1950), L’Angelo di Portlligat (1952), Sant’Elena a Portlligat (1956) e La Trinità, studio per il Concilio ecumenico del 1960. In essi il tema mistico si fonde con citazioni dei maestri rinascimentali.

“Dalì il sogno del classico”è aperta dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 20.00 Per informazioni e prenotazioni chiamare BLU | Palazzo d’Arte e Cultura al numero +39 050 220.46.50 o scrivere a info@palazzoblu.it
BLU | Palazzo d’Arte e Cultura – Lungarno Gambacorti, 9 – 56125 Pisa
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