08242017Headline:

Inceneritore di Livorno. Picnic Rifiuti-zero all’impianto, martedì prossimo il piano tecnico finanziario Aamps

26marzo 2017 da Coordinamento Rifiuti-zero, Livorno

Questa mattina (26marzo) un gruppo di attivisti e rappresentanti di associazioni ambientaliste e di quartiere, aderenti al Coordinamento Rifiuti-zero, si è ritrovato di fronte all’inceneritore di Livorno, improvvisando un picnic sull’unico “pratino” per ora esistente di fronte all’impianto.

L’iniziativa è stata organizzata per chiedere pubblicamente al sindaco ed al Consiglio comunale di rispettare la promessa di rendere ufficiale ed effettiva, nel piano tecnico finanziario di Aamps che sarà votato martedì, la volontà di chiudere il forno al termine di un progetto di progressiva dismissione, come annunciato due mesi fa

Lettera al Sindaco di Livorno: “l’inceneritore va chiuso davvero” del 17 febbraio 2017:

Dopo le dichiarazioni del presidente di Aamps della scorsa settimana, a favore dell’inceneritore e della sua presunta capacità di sostenere finanziariamente l’azienda (quando è dimostrato il contrario), abbiamo molto gradito che lei abbia invece voluto ribadire di voler spegnere l’impianto nel più breve tempo possibile, visto che oltre ad affossare i conti è molto pericoloso per la salute dei cittadini.

Le modalità con cui l’amministrazione vorrebbe programmare lo spegnimento ci lasciano però molto perplessi, innanzitutto perché viene sostenuta la necessità di dover accantonare prima cospicui fondi per una presunta bonifica: ci risulta che ovunque sia stato deciso di chiudere un inceneritore lo si è semplicemente chiuso, valutando successivamente un progetto per la messa in sicurezza. Questo è previsto anche nelle prescrizioni fissate per l’inceneritore di Livorno (pag. 34 AIA). Va dimostrato prima di tutto se e quanto il terreno sia stato contaminato (caratterizzazione), poi servirebbero una stima ufficiale dei costi di intervento e la dimostrazione dell’effettiva utilità di farci un “pratino” (che farebbe impennare gli eventuali costi di ripristino del sito), invece di riconvertire più proficuamente l’impianto, per esempio, in un centro per la valorizzazione della raccolta differenziata. Inoltre, il Comune continua a sostenere che il mantenimento in funzione dell’inceneritore alla massima capacità fino almeno al 2021 sia necessario ai fini del risanamento, mentre la stessa Aamps ha invece certificato nel piano di concordato che l’inceneritore è uno dei principali fattori di crisi finanziaria. Le aziende che hanno dismesso il loro impianto, o che hanno scelto di non costruirlo, dedicandosi al riciclo si sono infatti velocemente rimesse in sesto oppure non sono mai entrate in crisi.

Infine, dobbiamo ricordare che nel piano presentato in tribunale non c’è traccia dell’operazione “pratino”, ne’ di qualsiasi altro progetto di progressiva dismissione dell’impianto, per questo le chiediamo di rendere ufficiale e immediatamente operativo un progetto concreto di spegnimento, anche graduale ma che cominci molto prima della fine del suo mandato amministrativo.

Nel frattempo, ringraziamo lei e la sua amministrazione perché la raccolta porta-a-porta si sta progressivamente estendendo a tutta l’area urbana, fatto che lascia sperare in un rapido aumento della raccolta differenziata, che si traduce ovunque in una diminuzione dei costi di smaltimento e nell’aumento dei ricavi erogati dai consorzi del riciclo. I gruppi di quartiere aderenti al Coordinamento rifiuti-zero sono pronti a collaborare gratuitamente con il Comune per coinvolgere e sensibilizzare i cittadini a favore di una piena riuscita dell’operazione, anche attraverso l’attivazione del tavolo tecnico con Aamps (promesso ad ottobre ma purtroppo mai convocato), sperando che serva a chiudere presto la pagina dell’incenerimento a Livorno e ad inaugurare finalmente una gestione virtuosa.

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