03202019Headline:

Intimidazioni poliziesche al cantiere No TAP ma, non fermano l’opposizione

30dicembre 2018 da Movimento NO TAP documento e filmato dei fatti

Come al solito, alcune famiglie, madri e padri insieme ai loro bambini, sono andati a fare la loro pacifica passeggiata di protesta per manifestare contro quel mostro di imposizioni dal nome TAP. Mentre una donna era seduta per terra per dimostrare il suo attaccamento alla terra, le forze dell’ordine, bardate di tutto punto come se dovessero andare ad intercettare il peggior criminale della storia, hanno iniziato a strattonarla e a trascinarla per terra.

Un attivista, intervenuto in sua difesa, inizia ad essere provocato da un uomo in borghese, il quale intima l’attivista di spingerlo e di mostrargli i documenti. Ma quando l’attivista dice “io non spingo nessuno e mi mostri lei i documenti” (ricordiamo che l’uomo era in borghese), questo viene preso con la forza e condotto in questura! 
Quando un altro attivista si avvicina a chiedere spiegazioni, viene violentemente strattonato e buttato a terra da un altro ragazzino, non più che ventenne, sempre in borghese (che poi si capirà essere l’autista della digos).
Il tutto è documentato dal video allegato, opera del giornalista freelance S.M. che ringraziamo per avercelo girato. 

  • Quando le forze dell’ ordine perdono il loro ruolo di Difensori dello Stato e si mettono indiscriminatamente al servizio di una multinazionale, si è giunti a ridosso della perdita della democrazia.
  • Quando uno Stato consente certe manifestazioni di violenza, vuol dire che sta conducendo la popolazione ad un silenzio imposto. 

Benvenuti nell’anno della repressione.

+++NON È PIÙ UN PAESE CIVILE+++

+++NON È PIÙ UN PAESE CIVILE+++Questa mattina è successo ciò che nessuno potrebbe immaginare in uno stato democratico, un atto di violenza gratuita nei confronti degli attivisti.Come al solito, alcune famiglie, madri e padri insieme ai loro bambini, sono andati a fare la loro pacifica passeggiata di protesta per manifestare contro quel mostro di imposizioni dal nome TAP. Mentre una donna era seduta per terra per dimostrare il suo attaccamento alla terra, le forze dell' ordine, bardate di tutto punto come se dovessero andare ad intercettare il peggior criminale della storia, hanno iniziato a strattonarla e a trascinarla per terra. Un attivista, intervenuto in sua difesa, inizia ad essere provocato da un uomo in borghese, il quale intima l'attivista di spingerlo e di mostrargli i documenti. Ma quando l'attivista dice "io non spingo nessuno e mi mostri lei i documenti" (ricordiamo che l'uomo era in borghese), questo viene preso con la forza e condotto in questura! Quando un altro attivista si avvicina a chiedere spiegazioni, viene violentemente strattonato e buttato a terra da un altro ragazzino, non più che ventenne, sempre in borghese (che poi si capirà essere l'autista della digos).Il tutto è documentato dal video allegato, opera del giornalista freelance S.M. che ringraziamo per avercelo girato. Quando le forze dell' ordine perdono il loro ruolo di DIFENSORI DELLO STATO e si mettono indiscriminatamente al servizio di una multinazionale, si è giunti a ridosso della perdita della democrazia. Quando uno Stato consente certe manifestazioni di violenza, vuol dire che sta conducendo la popolazione ad un silenzio imposto. Signori, benvenuti nell'anno della repressione.

Publiée par Movimento NO TAP sur Samedi 29 décembre 2018

+++UNITI IN UN'UNICA LOTTA+++Un popolo unito fa paura. E questo gasdotto se la dovrà vedere con un popolo immenso!!!Il testo del comunicato letto dal palco di Sulmona:"Siamo uniti in questa battaglia contro l'intero Corridoio Sud del Gas, contro un sistema di oppressione dei popoli e di scelte calate dall'alto. Non siamo qui a combattere contro Tap, o contro Snam, ma contro un'intera opera che vorrebbe mettere a tacere una protesta unica, unita e solidale! Ed è proprio per questo che hanno paura: speravano di dividere un progetto per dividere le proteste e controllare il dissenso, ma oggi stiamo dimostrando che così non è! Quando il Movimento nacque, più di un anno fa, nessuno avrebbe potuto mai immaginare che saremmo arrivati a mettere in difficoltà un sistema capitalista e di poteri occulti che si celano dietro ad una grande opera qual'è il corridoio Sud del gas, un' opera che ci viene presentata come strategica per il territorio Italiano, ma che è strategica solo per le tasche di chi specula sulle nostre vite! La loro strategia industriale è sotto gli occhi di tutti: elargire grosse somme di denaro alle popolazioni coinvolte dal tracciato Scp-Tanap-Tap-Snam, solo per placare ogni forma di protesta del popolo.Ma non hanno capito che siamo tutti consapevoli di essere NOI gli artefici del nostro destino, che le nostre armi vincenti sono la SOLIDARIETÀ e l'INFORMAZIONE! Attraverso lo studio dei rischi e la conoscenza capillare del progetto (Si, del progetto, non dei progetti!), attraverso le assemblee e gli incontri pubblici, attraverso l'autodeterminazione e la rete creata tra le varie realtà in lotta, rigettiamo al mittente, in maniera decisa e consapevole, l'intero progetto. Siamo stanchi di essere ricattati! Siamo stufi di dover dire "signor sì"! Siamo saturi di politicanti che alimentano soprusi!Le scellerate scelte politiche, fatte in passato, si sono basate sui sicuri posti di lavoro che alcune aziende e la politica davano, e danno, per scontato. Gli esempi concreti li vediamo ogni giorno: Ilva, Cerano, Colacem ed altri plessi industriali nascono a ridosso di città martoriate da problemi di salute e inquinamento del territorio. Troppe sono le famiglie decimate da queste scelte.Ma è arrivata l'ora di dire BASTA a questa colonizzazione di terzo millennio! Ci chiedono di scegliere tra la nostra vita e un posto di lavoro. È ora che i cittadini, il popolo intero, si incontri e inizi a mettere un po' di sabbia in questi ingranaggi, ben oliati col sangue delle comunità: pensiamo ai Mapuche in Argentina, o agli indiani del Dakota, o alle famiglie in Nigeria, o a tutte quelle popolazioni del Medioriente, dove sono in atto delle guerre devastanti figlie di questo sistema, dove gli uomini muoiono sotto la scure di potenze capitalistiche. Anche qui, ci vogliono far credere che il problema è politico o religioso, ma in realtà il motore è sempre quello dello sfruttamento delle risorse, della ricerca di combustibili fossili, di progetti di gasdotti, oleodotti o pozzi petroliferi. Il nostro pensiero va anche a quei giornalisti di inchiesta fatti assassinare perché hanno messo il naso nelle politiche oscure tra gli stati, perché sono risultati scomodi nel momento in cui stavano facendo venire a galla la sporca verità. Pensiamo a Ilaria Alpi, Renata Fonte e tanti altri. E, recentemente, abbiamo potuto vedere ciò che è successo a Daphne Caruana Galizia, assassinata perché aveva scoperto uno strano passaggio di soldi tra gli eredi della dittatura Azera e il sistema politico europeo. Di questo sistema, sono emblematiche le parole del figlio di Daphne: "Se non fosse stata assassinata, avrebbe trovato il bandolo della matassa di una storia che inizia in Azerbaijan e termina con un gasdotto da 40 miliardi di dollari in Europa". È questo che vorrebbero imporci, e noi dobbiamo ribellarci!Il nostro pensiero va anche a tutte quelle persone che subiscono la costante repressione di uno Stato che mostra il pugno duro contro il suo popolo quando in ballo c'è la difesa di interessi economici. Il nostro pensiero va a quei compagni che non possono tornare, attraverso il Daspo, nelle campagne di San Basilio. Il nostro pensiero va a Saverio, che purtroppo sta pagando con la perdita della libertà individuale e oggi è in carcere per aver difeso la sua terra, la sua gente, il suo orgoglio. Una forte azione repressiva da parte delle forze dell'ordine, messa in atto da un questore che ha scambiato il Salento per una fucina anarcoide, lo ha privato della libertà di dissentire. Anche questo è il sistema, per cui un pensiero va anche a chi, come Saverio, in ogni parte d'Italia e del mondo sta subendo repressione solo perché ha detto BASTA!Eccoci qua. Siamo madri e padri in una terra martoriata, siamo quelli che han passeggiato sotto la luna nelle campagne di San Basilio, siamo quelli che oggi stanno passeggiando tra le montagne dell' Abruzzo in un corteo che UNISCE questa lotta! Siamo quelli che esultano per una piccola vittoria e che non si abbattono per una sconfitta, siamo quelli che ci mettono l'amore in tutto ciò che fanno e che desiderano un altro mondo, siamo quelli che hanno radici ben salde e sguardo verso il cielo. Siamo quelli che non rimangono soli, perché sappiamo di essere tutti uniti contro un mostro di imposizione e devastazione.Siamo uniti, verso una lotta epocale. Siamo UN popolo, tutti insieme. Un popolo informato e unito, che fa paura a chi, questa terra, la vuole solo dominare e devastare."#notap

Publiée par Movimento NO TAP sur Samedi 21 avril 2018

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