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Istituito a Livorno l’Osservatorio Antimafia, la gestione sarà della Fondazione Antonino Caponnetto

Avrà il compito di scattare una fotografia dell’attuale livello di penetrazione della criminalità organizzata all’interno del tessuto sociale e produttivo della provincia

Image and video hosting by TinyPicLivorno, 8 luglio 2016 da Comune di Livorno

Nasce il primo Osservatorio antimafia della storia della città di Livorno.

Un Istituto fortemente che verrà realizzato e gestito dalla Fondazione Antonino Caponnetto, con l’obiettivo di scattare una fotografia dell’attuale livello di penetrazione della criminalità organizzata all’interno del tessuto sociale e produttivo della provincia, ma anche quello di svolgere un ruolo di prevenzione per impedire che i clan mettano le mani sulle grandi opere che vedranno presto la luce in città.

nogarin“Negli ultimi 20 anni, come testimoniano le indagini condotte dalla Direzione investigativa antimafia di Firenze, la criminalità organizzata ha scelto la Toscana come terra privilegiata per fare affari – sottolinea il sindaco Nogarin – In particolare attraverso il traffico di stupefacenti, la movimentazione dei rifiuti speciali e la penetrazione all’interno di alcune attività commerciali. Io voglio che sia fatto il punto preciso dell’attività criminale anche a Livorno perché solo conoscendo lo stato dell’arte potremo cercare le soluzioni adeguate”.

Alla conferenza stampa di presentazione dell’Osservatorio, che si è tenuta nella sala giunta del Comune, hanno partecipato anche Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, il senatore e competente della Commissione parlamentare antimafia, Mario Michele Giarrusso, e il Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Enrico Cantone.

L’Osservatorio sarà sia statico che dinamico. Da un lato i componenti, tutti ex agenti della Direzione investigativa antimafia in pensione, raccoglieranno le informazioni e le notizie di reato prodotte dalla procura, dalla questura e dal comando dei carabinieri. Dall’altro  andranno ad analizzare alcune situazioni contingenti, rispondendo alle segnalazioni e agli spunti che arriveranno loro direttamente dai cittadini.

Image and video hosting by TinyPic“Non abbiamo alcuna intenzione di sostituirci alle forze dell’ordine – precisa il presidente della Fondazione Calleri – Il nostro sarà un lavoro di prevenzione in modo da impedire, dove è possibile, l’ingresso della criminalità organizzata nel testo produttivo livornese. Dopo la fase di monitoraggio partirà la fase propositiva sulle cose da fare: il prossimo novembre organizzeremo a Livorno la seconda tappa della 22esima edizione del vertice nazionale antimafia. In quell’occasione presenteremo i risultati dell’Osservatorio”.

Image and video hosting by TinyPic“Il fatto che il sindaco Nogarin abbia deciso di accendere i riflettori su questo tema -aggiunge il senatore Giarrusso- è la dimostrazione che quando parliamo di legalità e lotta alla criminalità organizzata non lo facciamo solo a parole. Questo è un presidio di legalità il cui valore è ancora più grande se si pensa che presto a Livorno arriverà un fiume di denaro mai visto. I 650 milioni di euro previsti per la Darsena Europa faranno gola alle mafie e noi dobbiamo tenere gli occhi aperti”.

“Il Comune, con l’approvazione del Prp, è entrato di fatto nella partita del porto del futuro. Per questo -annuncia Nogarn- chiederemo di avere anche noi un posto al tavolo che dovrà monitorare appalti e subappalti di questa grande opera”.

Enrico Cantone, consigliere regionale livornese del Movimento 5 Stelle“La costituzione di un Osservatorio antimafia a Livorno dimostra l’attenzione di questa amministrazione e più in generale del Movimento 5 stelle su questo tema in tutta la Regione. – sottolinea invece Cantone – La legalità per noi è la priorità e la legalità passa attraverso un’attenzione particolare nella creazione dei bandi, una gestione trasparente del ciclo dei rifiuti, una lotta senza quartiere al fenomeno del caporalato in nome della sicurezza dei lavoratori. Ma bisogna anche capire che, come dimostrano le recenti indagini su Expo, i grandi appalti e le opere faraoniche scatenano, più di ogni altro intervento, gli appetiti delle mafie. E in Toscana, tra porti e aeroporti, di grandi cantieri ne stanno per aprire parecchi”.

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