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IVA sui servizi agli studenti erogati dall’ARDSU. Dalla Regione un impegno per il futuro, ma intanto ridotto il Bando Borse 2017: Continua la mobilitazione degli studenti

Martedì 27 giugno, in occasione del Consiglio regionale della Regione Toscana, si è tenuto a Firenze un presidio di studenti e studentesse delle Università di Firenze, Pisa e Siena. In contemporanea si sono mobilitati gli studenti anche nella città di Pisa, in supporto alla mobilitazione regionale tenutasi nel capoluogo.

1luglio 2017da Sinistra Per… – Pisa – Studenti di Sinistra,Firenze – Link,Siena

 

Da mesi ormai gli studenti chiedono che la regione vada a sopperire con risorse proprie al deficit di entrate (pari a circa 2.8 mln) derivante dal cambio del regime fiscale IVA sui servizi agli studenti erogati dall’ARDSU Toscana. La regione però non ha mai operato secondo questo indirizzo e ha invece presentato alla Conferenza Regionale del 26 giugno delle linee guida per il prossimo Bando Borse che prevedono delle riduzioni ai servizi per andare a compensare l’impatto del cambio. Non è accettabile che siano gli studenti a pagare per una disputa tra enti pubblici e per la mancanza di un lavoro della Regione Toscana per recuperare le risorse all’interno del proprio bilancio.

Infatti, se da una parte riconosciamo il lavoro svolto dalla Regione Toscana nel panorama nazionale, che ha il fine di andare a risolvere alla radice il problema venutosi a creare attraverso la richiesta di un fondo nazionale o di un potenziamento del Fondo Integrativo Statale che vada a coprire le perdite che abbiamo visto quest’anno, dall’altra va constatato che durante gli ormai 6 mesi di sviluppo della vicenda non c’è stato nemmeno un tentativo di mettere mano ai propri conti per tutelare gli studenti.

Durante il Consiglio Regionale era in discussione una mozione presentata dalla lista Sì Toscana a Sinistra che, fattasi carico delle richieste degli studenti, chiedeva alla Regione di impegnarsi immediatamente in un finanziamento aggiuntivo del Diritto allo Studio. In risposta al presidio, una delegazione del Consiglio Regionale composta dal consigliere Tommaso Fattori (del gruppo consiliare Sì-Toscana a Sinistra), dal consigliere Francesco Gazzetti (capogruppo del PD), dalla consigliera Irene Galletti del M5S e dall’Assessore all’Università Monica Barni è scesa in strada ad ascoltare le nostre ragioni. Nonostante la Regione continui a non investire in tempo per il prossimo Bando Borse l’ammontare sufficiente ad evitare riduzioni dei servizi, cosa che riteniamo assolutamente inaccettabile, il Consiglio Regionale si è visto costretto ad impegnarsi a sopperire a quelle che saranno le necessità economiche del DSU nel momento in cui saranno chiari tutti i prossimi finanziamenti statali, facendo così in modo che, se tutte le pressioni a livello nazionale dovessero fallire, non vi saranno altre ripercussioni sugli studenti. L’impegno si è concretizzato in una mozione, sostitutiva di quella presentata inizialmente dal consigliere Tommaso Fattori, votata all’unanimità dal Consiglio Regionale mercoledì 29 giugno.

L’attiva partecipazione studentesca è stata fondamentale nel portare l’attenzione di tutti sulla faccenda, portando la Regione a fare un passo avanti rispetto alle sue posizioni riguardo all’impegno futuro. Rimane il dato di fatto che per il prossimo bando gli studenti dovranno scontare la mancanza di tempestività nell’impegno dell’ente, che solo sotto le spinte pressanti degli studenti traduce in impegno economico quello politico verso il Diritto allo Studio Universitario. Come studenti continueremo a vigilare sull’operato della Regione e ad impegnarci perché a livello nazionale si trovi una soluzione definitiva a quello che è stato un problema piovuto dall’alto, che si è presentato come una fredda riscossione di fondi che non ha guardato in faccia nessuno e verso cui ci deve essere una soluzione nazionale con l’istituzione di un fondo apposito o con il potenziamento del FIS.

Oltre alle promesse e ad un impegno politico serve un impegno economico: soldi, e non parole!

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