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La gestione del verde urbano a Livorno, nel documento nazionale della Lipu

Fino a 2,8 grammi di polveri sottili -letali per i nostri polmoni- assorbite ogni anno per ciascun metro quadrato di fogliame, diminuzione dello stress nelle persone del 16%, riduzione dei decessi durante le ondate di calore fino al 28%, aumento del 10% del valore immobiliare degli appartamenti: sono i benefici degli alberi in città, che migliorano la nostra vita e quella dell’ambiente, erogando i cosiddetti “servizi ecosistemici” 

13aprile 2017 da Lipu, Livorno

 

Ma spesso ce ne dimentichiamo, perché non abbiamo rispetto per il verde urbano:

  • Piazza Sforzini, Viale Italia, Villa Fabbricotti,
  • Via Gramsci, Viale del Risorgimento,
  • Viale Carducci, Piazza XX Settembre,
  • Via Calzabigi,
  • Via Montebello,

sono alcuni degli interventi di potatura tramite “capitozzatura” che negli ultimi mesi hanno massacrato alberi e siepi di viali e giardini. Tutto ciò nonostante esista un Regolamento comunale del verde urbano pubblico e privato, che all’articolo 6 vieta espressamente le capitozzature, il taglio di branche superiori a 10 cm di diametro, così come la manomissione della vegetazione da marzo a luglio, per non interferire con la nidificazione degli uccelli (si ricorda peraltro che la distruzione di un nido è un reato penale, ai sensi della Legge nazionale 157/92). 

Coloro che gestiscono il verde urbano dovrebbero prima conoscere e poi amare il bene che hanno in custodia. Quando abbiamo chiesto spiegazioni sul perché di queste orribili potature, uno dei motivi più ricorrenti è

“perché così si mettono in sicurezza le piante, rispetto alla possibile caduta”.

Ma le statistiche ci dicono che in Italia ci sono circa 10 morti al giorno per incidenti stradali, e meno di 10 morti all’anno per caduta di alberi. Appare quindi del tutto irrazionale “avere paura degli alberi”.

E se a nessuno verrebbe in mente di eliminare dalla nostra vita tutte le auto, per evitare le stragi di vite umane sulle strade (mentre invece si cerca di potenziare le prestazioni di sicurezza dei veicoli, educare gli automobilisti ad una guida più prudente, e migliorare la progettazione delle infrastrutture), non si capisce perché qualcuno pensa di aumentare la sicurezza rispetto agli alberi eliminandoli o potandoli drasticamente.

C’è poi da dire che le potature, al contrario della distorta credenza popolare -che le ritiene necessarie per le piante- non fanno altro che farle ammalare. Anche un bambino sa che una ferita sulla nostra pelle può portare un’infezione; allo stesso modo, il taglio di un ramo o una escoriazione sulla corteccia di un albero permette l’ingresso di funghi e altri patogeni, che fanno seccare i rami e attaccano le radici, indebolendo la pianta e quindi peggiorandone la stabilità.

In questi giorni la Lipu ha presentato a livello nazionale il Documento per la conservazione della natura n. 2 dal titolo “Il verde urbano e gli alberi in città. Indirizzi e linee guida per la progettazione e la gestione ecologica”, che riporta anche una serie di dati e informazioni relative a Livorno.

Tra questi, vengono citati gli studi sui pittòspori effettuati dal Dipartimento di Agraria dell’Università di Pisa, piante che sono in grado di rimuovere il particolato (PM) dall’aria, ma anche il calcolo dei servizi ecosistemici compromessi a causa della potatura drastica della vegetazione del Lungomare avvenuta qualche anno fa, stimata in un danno per l’ambiente e la salute pubblica compreso tra 160.000 e 590.000 euro/anno, e le cui prime conseguenze negative sono visibili a tutti, perché alla Rotonda di Ardenza i lecci ed i pini rivolti al mare stanno seccando, non essendo più protetti dalle siepi frangivento.

Inoltre, tra i casi-studio dell’appendice del documento -che tratta di oasi urbane- è riportata la proposta per l’Oasi urbana degli orti di Via Goito, per la quale la Lipu è impegnata insieme ad altre organizzazioni affinché l’area si salvi dalla cementificazione, diventando un parco pubblico per cittadini, turisti e scolaresche, e conservando allo stesso tempo la ricca biodiversità di questo boschetto di macchia mediterranea sopravvissuto in mezzo alla città, dove sono presenti più di 30 specie di uccelli e centinaia di specie di piante.

Contatti: Marco Dinetti, Responsabile Ecologia urbana Lipu 347.7035640 email: marco.dinetti@lipu.it – www.lipu.it

Le 10 regole della Lipu per salvare il verde urbano

Un parco urbano 

Salvare la biodiversità urbana, favorire la relazione tra le persone che vivono nei centri urbani e il verde e dire stop alle potature selvagge degli alberi, inutili e dannose. Sono i principi ispiratori del nuovo documento redatto dalla Lipu-BirdLife Italia dal titolo Il verde urbano e gli alberi in città, seconda uscita, dopo quella sulla gestione del piccione di città e facenti parte della collana “Documenti per la conservazione della natura”. Una necessità, quella del verde urbano, sempre più sentita dai cittadini, che cercano rifugio dall’inquinamento e dal cemento e luoghi per giocare, leggere, svagarsi: prati, stagni e piccole zone umide, zone alberate, aree verdi dove migliorare il proprio stato psicofisico e ritrovare armonia con la natura. Un’esigenza a cui però gli enti preposti (Comuni in primis) non sempre rispondono con politiche adeguate di gestione, tutela e promozione del verde pubblico o stimolando i cittadini a utilizzare al meglio i propri giardini, magari creando un birdgarden.

Secondo i recenti dati Istat pubblicati nel maggio 2016, ogni abitante del nostro Paese ha a disposizione in media 31 metri quadrati di verde urbano, con punte più elevate nel Nord-est (50 metri quadrati) e doppie rispetto al Centro, al Nord-ovest e alle isole, mentre la media del Sud (42 metri quadrati) è influenzata dal dato della Basilicata, che vanta città più ricche di verde della media. E’ però un dato insufficiente, che non mette freno ai guai causati dall’inquinamento ed è aggravato dalla frequente disattenzione delle amministrazioni pubbliche per le oasi urbane, aree naturali, inserite nel tessuto della città, che funzionano quali piccole riserve di biodiversità faunistica e floristica e hanno anche essenziali finalità educative.

Sono tuttavia gli alberi le principali vittime della cattiva gestione. Sebbene siano riconosciuti da numerosi studi come in grado di abbattere l’insidioso particolato sospeso in atmosfera (uno degli inquinanti più presenti in città e pericolosi per la salute) e di garantire benessere e persino felicità alla persone, spesso sono oggetto di cattiva gestione, con potature errate (e spesso in piena nidificazione degli uccelli) o addirittura con la pratica della “capitozzatura”, che sopprime l’asse primario dell’albero senza lasciare un ramo di sostituzione.

“La potatura degli alberi, spiega Marco Dinetti, responsabile Ecologia urbana della Lipu e curatore del nuovo Documento sul verde urbano e gli alberi in città, deve essere un intervento straordinario, da effettuare solo per motivi precisi e dimostrati, come ad esempio la presenza di problemi fitosanitari e di sicurezza pubblica. Inoltre deve essere effettuata su singoli rami e mai generalizzata su interi filari o gruppi di alberi, cosa che spesso succede per ignoranza o per interesse a sfruttare il legname, in genere destinato al crescente mercato delle biomasse. Un adeguato monitoraggio degli alberi eviterebbe inoltre problemi di sicurezza senza dover ricorrere, appunto, ad interventi drastici sulle piante”.

Secondo studi effettuati per determinare il valore dei servizi eco sistemici del verde urbano, si è calcolato, in una città italiana costiera del Centro Italia, che le potature drastiche effettuate sul lungomare (dove sono presenti migliaia di alberi) abbiano asportato la metà del volume di vegetazione presente con un perdita di servizi ecosistemici stimato tra i 160mila e i 590mila euro l’anno. Da un altro studio si deduce che, in California, il valore dei servizi erogati dai 900mila alberi presenti lungo le strade valga un miliardo di dollari .

Diviso in nove capitoli, il Documento della Lipu fornisce un ampio quadro del verde urbano in Italia, degli importanti “servizi ecosistemici” forniti da alberi e aree verdi (come la difesa dall’inquinamento, la fornitura di acqua e aria più pulite, un maggiore benessere fisico e psichico, la difesa dal rumore, la protezione idrogeologica), mettendo a punto precisi criteri e linee guida per una progettazione ecologica di parchi pubblici, giardini privati, boschi urbani e periurbani e zone umide (fiumi e torrenti, ma anche sponde di laghi o coste marine) che salvaguardi gli elementi già esistenti e privilegi anche le connessioni ecosistemiche (reti ecologiche), utili per la biodiversità.

“C’è bisogno di una maggiore consapevolezza delle amministrazioni e di un salto di qualità in termini di formazione e aggiornamento degli operatori del verde urbano, conclude Marco Dinetti, per evitare che interventi utili all’ambiente si trasformino in qualcosa di dannoso, per la natura e gli stessi cittadini umani. Il futuro delle nostre città dipende anche da come tratteremo la natura che custodiscono e possono ospitare”.

Scarica il documento della Lipu:  “Il verde urbano e gli alberi in città” 

 

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