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La Mostra del cinema di Venezia verso la conclusione

Con le due proiezioni di venerdi 8 si conclude il programma del concorso principale Venezia 74, che sabato 9 assegnerà i Leoni d’oro, le coppe Volpi agli interpreti ed altri prestigiosi premi.

8settembre 2017 da Donatella Nesti, Venezia

E’ già in atto il toto-Leone cioè le previsioni dei vincitori e salvo sorprese i film in odore di premi sono ormai quattro o cinque. Resiste ai primi posti “The shape of water” il fantasy divertente e innovativo piaciuto a pubblico e critici ma fortemente insidiato da “I Tre manifesti a Ebbing, Missouri”, una dark comedy diretta dal premio Oscar Martin McDonagh (In Bruges – La coscienza dell’assassino).

Sono passati diversi mesi dall´omicidio di sua figlia e Mildred Hayes (attrice premio Oscar Frances McDormand), poiché ancora non è stato trovato il colpevole, decide di rompere il silenzio, comprando tre cartelloni stradali che generalmente indicano la direzione verso la propria cittadina, per scrivere un messaggio polemico nei confronti di William Willoughby (attore nominato all’Academy Award Woody Harrelson), lo stimato capo della polizia locale. La situazione si complica quando l’agente Dixon (Sam Rockwell), un ragazzo immaturo e viziato, si intromette fra Mildred e le forze dell’ordine di Ebbing. Scritto e diretto da Martin McDonagh, é interpretato da una straordinaria Frances McDormand che si candida per la Coppa Volpi per conquistare la quale dovrà battere Helen Mirren intensa protagonista del film dell’applaudito e convincente “The leisure seeker” di Paolo Virzì anche questo meritevole di un premio.

Da non sottovalutare “Il terzo omicidio”, film amato dai cinefili, che si candida per un premio.

Il prestigioso avvocato Shigemori assume la difesa di un uomo sospettato di rapina e omicidio, Misumi, il quale ha scontato una pena in carcere per un altro omicidio commesso trent’anni prima. Le chances che Shigemori vinca la causa sembrano scarse: il suo cliente ha spontaneamente ammesso la propria colpa, nonostante rischi la pena di morte nel caso in cui venga condannato. A mano a mano che approfondisce il caso e sente le testimonianze della famiglia della vittima e di Misumi stesso, Shigemori, un tempo sicuro, comincia a dubitare che il suo cliente sia effettivamente l’assassino. Dice il regista Koreeda:  “Volevo rappresentare in modo appropriato il lavoro dell’avvocato. Quando ho parlato con i consulenti legali per Soshite chichi ni naru, mi dissero: “Il tribunale non è il luogo in cui si stabilisce la verità”. Dissero che nessuno poteva sapere la verità.  Pensai: “Interessante”. Se le cose stanno così, voglio fare un film su una vicenda legale in cui la verità non viene rivelata. Di solito, in un film alla fine si arriva alla verità, ma qui solo la sentenza del processo si chiude, mentre i personaggi non vedono la verità. Ciò significa che la nostra società condona un sistema imperfetto che non può reggersi a meno che le persone non giudichino altre persone senza sapere la verità. Credo che il protagonista sarebbe terrorizzato se lo capisse.”

C’è poi la sezione Orizzonti che ha offerto moltissime pellicole degne di nota tra le quali: “Marvin” di Anne Fontaine, l’israeliano The Cousin, l’italiano Nico, il film di animazione “la Gatta Cenerentola”, l’iraniano “Disappearance” che ha suscitato un intenso dibattito in sala. 

Tra le tematiche presenti in molti film della Mostra 2017 la diversità, la vita degli anziani, la famiglia, la violenza, la corruzione che sembra non conoscere confini e status sociale.

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