06282017Headline:

Lavoratori in contratto di solidarietà e Kme, stabilimento a Fornaci di Barga, chiede flessibilità di sabato

Quanto sta accadendo all’interno di Kme è insostenibile e paradossale

Architettura ed edilizia: semilavorati in rame per coperture e facciate

2marzo 2017 da Mauro Rossi, Fiom Cgil, Lucca

Tutto ciò non è frutto del caso ma di scelte tanto precise quanto deleterie per il destino dello stabilimento di Fornaci di Barga.E’ inaccettabile che Kme chieda la flessibilità di sabato, mentre i lavoratori sono in contratto di solidarietà e la materia prima non arriva a Fornaci di Barga. Pur nelle difficoltà di un mercato sempre più ristretto gli ordini ci sarebbero e l’azienda avrebbe la possibilità di lavorare ma continua con il ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali. Il motivo di questo paradosso risiede nel fatto che non arriva la materia prima per la produzione. Già nel mese di ottobre la società ammetteva questa situazione seppur minimizzandola come “contingenti difficoltà di approvvigionamento“.

A distanza di ormai cinque mesi la situazione non è assolutamente migliorata, anzi.

Si è scelto (come scrisse la direzione aziendale, sempre a ottobre, in un proprio comunicato) di dirottare risorse e materie prime “dove generano valore aggiunto“. Si è scelto cioè la Germania a discapito dell’Italia e di Fornaci di Barga in particolare. In questa situazione da una parte continuano le giornate in cui i lavoratori sono costretti a starsene a casa con un salario ridotto e dall’altra si mette a repentaglio la struttura produttiva complessiva dello stabilimento. In questo quadro preoccupante la Direzione aziendale vorrebbe il consenso dei lavoratori ad effettuare prestazioni in regime di flessibilità nelle giornate di sabato. A nostro avviso si tratta di una richiesta irricevibile. I lavoratori non possono continuare a farsi carico delle deficienze organizzative dell’azienda o, peggio, delle sue scelte sbagliate.

Con decine e decine di lavoratori in contratto di solidarietà (e non dimentichiamoci dei cento dipendenti inviati sulla montagna pistoiese*) il ricorso al lavoro straordinario sarebbe di per sé vergognoso ma è anche poco convincente che si possa lavorare al sabato per sopperire alla mancata capacità organizzativa dell’azienda. I lavoratori di Kme hanno sempre dimostrato di saper farsi carico delle necessità aziendali quando sono state chiare le motivazioni e le finalità. Non ci sembra che oggi sia questo il caso.

* Si ricorda che il riferimento è all’accordo firmato nell’ottobre del 2016 che prevede un percorso formativo per i lavoratori Kme destinati al progetto della “Social Valley” a San Marcello Pistoiese

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