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Livorno Film Commission. Il cinema come leva economica del territorio

Cinema ed economia, un binomio troppo spesso sottovalutato da chi deve fare scelte politiche

3aprile 2017 da Marco Bruciati, Gruppo consiliare BuongiornoLivorno

Nel migliore dei casi, infatti, i due termini sono associati solo all’ambito produttivo dell’industria cinematografica, dimenticando, invece, tutta la parte che riguarda il beneficio che i territori possono e potrebbero ottenere da un utilizzo più virtuoso di certi strumenti.

Parliamo, infatti, di un indotto potenziale di milioni di euro che in molte aree geografiche rappresenta una vera e propria leva di crescita economica e sociale. Livorno, purtroppo, nonostante le enormi potenzialità che questo territorio offre a livello logistico e ambientale, non ha mai deciso di investire e puntare su questi strumenti prediligendo sviluppi occupazionali e produttivi incentrati su modelli economici fallimentari che hanno prodotto, ad oggi, tassi di disoccupazione sempre più alti e macerie sociali sempre più consistenti.

L’interpellanza presentata nei giorni scorsi all’interno della settima commissione consiliare, avente per oggetto la Livorno Film Commission, aveva lo scopo di riportare all’attenzione dell’opinione pubblica e della giunta comunale, un tema troppo spesso dimenticato e con il quale si ha l’abitudine di riempirci la bocca solo nei momenti in cui c’è da celebrare qualcosa o qualcuno.

Lo strumento della Film Commission, infatti, ad esempio, se valorizzato ed utilizzato a dovere, potrebbe permetterebbe di far arrivare in città un numero sempre maggiore di produzioni con un conseguente aumento dell’indotto economico per moltissime attività ricettive. Come fare? Innanzitutto potenziando la stessa Film Commission con un investimento economico in risorse umane specializzate e in strategie comunicative che permettano agli uffici e al personale amministrativo di essere anche indipendenti rispetto al sistema regionale (genericamente orientato a favorire l’asse Firenze-Prato-Pisa-Lucca). Inoltre Incentivi sulla fiscalità locale per le produzioni che scelgono di girare su nostro territorio e messa a disposizione di spazi pubblici polivalenti per il ricovero di strumentazione e attrezzatura sul modello dei già
esistenti cineporti che stanno facendo la fortuna di molti enti locali (soprattutto in Puglia). A tutto ciò si aggiunge la formazione professionale di maestranze locali che, aggiungendosi a quelle già esistenti, possano garantire in loco un numero sempre maggiore di figure specializzate senza costi di trasferta. Elementi che si legano anche al tipo di opportunità lavorative che vogliamo offrire alle generazioni più giovani. Il tempo dei manubri e della fabbrica è purtroppo (o per fortuna a seconda dei punti di vista) finito ed è arrivato il momento di decidere che tipo di città dovrà essere Livorno nei prossimi anni. L’economia del cinema non potrà essere ovviamente la panacea di tutti i mali ma sicuramente, visti i tanti esempi sparsi per il mondo e considerata la vocazione storica e la palese fotogenia di questa città, può diventare una delle leve principali su cui costruire la Livorno del domani.

Una città in cui lo spettacolo e la cultura non sono solo scomodi orpelli da tutelare e mantenere, o specchietti delle allodole per le campagne elettorali, ma strumenti concreti per creare nuovi paradigmi economici e nuove possibilità di crescita. Le condizioni ci sono tutte. Basta volerlo.

 

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