08212018Headline:

Livorno striscione a Effetto Venezia: Interrogazione parlamentare, i comunicati

4 agosto 2018 Livorno i comunicati e la solidarietà

  • Da Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia CGIL: “Auspichiamo una maggior sinergia tra le istituzioni che hanno le diverse responsabilità della gestione della città.  A partire da Sindaco, Prefetto, Questore”

Esprimiamo la nostra incondizionata, umana solidarietà e vicinanza a tutte le persone che hanno subito lesioni la notte del 2 agosto, colleghi, frequentatori del Teatrofficina Refugio, passanti. Siamo un sindacato di categoria, nostro compito è tutelare i diritti dei lavoratori che rappresentiamo, dentro la cornice delle libertà individuali che la costituzione garantisce ad ogni cittadina/o, compresa quella della libertà di espressione del proprio pensiero. Siamo preoccupati per il crescente clima manicheo, da “politica da stadio”, che il nostro Paese sta attraversando, a partire dal linguaggio usato anche da Ministri della Repubblica, mirato sempre più ad identificare negli avversari e nei “diversi” dei veri e propri nemici da odiare. Ogni persona e soggetto collettivo è responsabile dei metodi che sceglie liberamente per esprimere le proprie idee.  Lavorando e vivendo in questa nostra città conosciamo i fatti ed i diversi punti di vista; lasciamo stabilire all’Autorità Giudiziaria se l’esposizione di quello striscione ha costituito un reato.  Secondo noi e diversi nostri colleghi, no. Le conseguenze sono state sicuramente sproporzionate rispetto alla gravità e al pericolo.  A nostro parere i meccanismi entrati in gioco quella notte (come nella maggior parte dei casi simili), hanno a che fare più con capacità di trattativa, equilibrio, coerenza, contraddizione, (s)fiducia, emotività, orgoglio delle parti, che non con la politica, che sarebbe stato meglio fosse più presente in ogni fase.  Non siamo una milizia agli ordini di un gerarca, anche se a qualcuno piacerebbe, per simpatie politiche o, in una logica uguale e contraria, per avere in noi un comodo nemico. Queste sono scorciatoie del pensiero, e nessun meccanismo di consenso, interno o esterno, piegherà la nostra posizione. Ci sono principi che vengono prima di tessere e rapporti politici, sui posti di lavoro e in città. Il nostro lavoro consiste nel difendere la legalità, tuttavia non ci facciamo “tirar la giacca” da nessuno; i gravi problemi economici, occupazionali, abitativi, sociali non possono essere trasformati sistematicamente in problemi di ordine pubblico. L’incapacità e/o assenza della “politica” non può essere sostituita da prevedibili degenerazioni, che ricadono sia su chi rivendica la sicurezza dei diritti, tra i quali quelli di manifestare il proprio pensiero, sia sui lavoratori della sicurezza, strumenti destinatari ed esecutori di cattive politiche sociali. Deve finire l’essere sempre più impiegati sotto pressioni delle quali non siamo responsabili, determinate fino ad oggi da un sistema economico e sociale che non funziona; a questo oggi si aggiunge una logica manichea semplificatrice, comoda, banalizzante, veloce che rigettiamo, secondo la quale il mondo si dividerebbe in “zecche” e “sbirri”, italiani e stranieri, rossi e neri, “noi” e “loro”.  Concordiamo col Sindaco nell’esprimere posizioni di equilibrio e buon senso, tese a non fomentare fin troppo semplici estremismi. Ne stigmatizziamo invece il tentativo preelettorale di confondere il grave episodio dello striscione col lavoro che i lavoratori della sicurezza svolgono nei quartieri, con mezzi obsoleti, insufficienti, inadeguati, a partire da mancato turn over, età media, organici.  Auspichiamo una maggior sinergia tra le istituzioni che hanno le diverse responsabilità della gestione della città.  A partire da Sindaco, Prefetto, Questore. 

  • Da Sindacato Cobas Livorno: “Effetto Pd e Lega-5 Stelle, 11 aggressioni in 50 giorni: il vostro razzismo è emergenza.”

Il vero cambiamento: casa, lavoro, reddito per tutti. Lega fuorilegge”: questo lo striscione che ieri, prima sera di Effetto Venezia, ha scatenato le cariche della Polizia sugli Scali del Refugio a Livorno. Lo striscione esprime innanzitutto una critica alle politiche sociali ed economiche di cui si sono resi protagonisti gli ultimi governi, incluso l’attuale. Quanto all’aggettivo « fuorilegge », ricordiamo che è usato nei confronti di un partito condannato in Cassazione per la questione dei rimborsi elettorali. In ogni modo, non è assolutamente accettabile che si risponda a uno striscione con un’azione così violenta, nei confronti di persone inermi. D’altronde il debutto del nuovo questore di Livorno sembra perfettamente in linea con l’aggressività quotidiana della compagine Lega-5 Stelle, che non perde occasione per acuire il dissidio sociale. Come Cobas di Livorno denunciamo non solo l’azione della Polizia ma anche e soprattutto un governo che sta creando tutti i presupposti politici e culturali affinché questo tipo di attacchi diventi sempre più normale e frequente; chiediamo inoltre che l’Amministrazione Comunale si esprima su quanto accaduto e assuma una volta per tutte una posizione chiara.

  • Interrogazione parlamentari Liberi e Uguali a governo: “Episodio che poteva essere evitato”

“Il Viminale intervenga presso la questura di Livorno per raccogliere tutti gli elementi utili a chiarire se l’intervento e l’uso della forza da parte delle forze dell’ordine nei confronti dei manifestanti, nell’episodio avvenuto la scorsa sera nella città Toscana durante “Effetto Venezia” con tafferugli ed alcuni agenti feriti,  non sia da considerarsi un atto sproporzionato.” E’ una delle richieste che Liberi e Uguali ha posto al governo in un’interrogazione parlamentare presentata alla Camera dei Deputati, primo firmatario Nicola Fratoianni dopo quanto avvenuto due sere fa a Livorno. “Ciò che è successo – conclude Fratoianni –  poteva benissimo essere evitato rispetto all’ oggetto della protesta e al contenuto dello striscione esposto, contenente certo un messaggio di durissima critica nei confronti di alcune forze politiche, sia della maggioranza di governo che di opposizione, ma che non doveva certo sfociare in quello che si è visto nei molti video pubblicati  e che molti livornesi hanno purtroppo visto con i loro occhi.”

  • Da Francesco Renda, Rifondazione Comunista: “La loro colpa? Aver esercitato il diritto costituzionale all’espressione del proprio pensiero”

Vogliamo esprimere la nostra massima solidarietà alle compagne ed ai compagni rimasti coinvolti nell’ingiustificato e deliberato attacco della polizia, avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì sugli Scali del Refugio in occasione della giornata inaugurale di Effetto Venezia. Condanniamo con forza questa carica perché, a quanto ci risulta, nessun atteggiamento violento è mai stato manifestato dagli interessati. La loro colpa? Aver esercitato il diritto costituzionale all’espressione del proprio pensiero attraverso uno striscione, il cui contenuto condividiamo pienamente. E’ questo il benvenuto di “immagine ed operatività della polizia” come espresso dal nuovo Questore Lorenzo Suraci? La mano repressiva del governo del “cambiamento” giallo-verde si è abbattuta su Livorno, per di più di fronte a diverse decine di livornesi e non ancora in giro per le strade di Effetto Venezia. Non vogliamo commentare l’opportunità o meno della stesa dello striscione, perché rischia di fuorviare la questione centrale dell’accaduto, perché chi usa la violenza per reprimere una manifestazione pacifica ha sempre torto, senza se e senza ma, senza eccezioni o condizioni circostanziali. Cosa ha intezione di fare il nuovo Questore di fronte alla crescente ondata razzista che sale in città e nel paese? vuole forse solo maganellare chi esprime un dissenso condiviso da una larga fetta della città e delle sinistra tutta? Con rammarico dobbiamo constatare che l’esordio del dott. Lorenzo Suraci ci delude profondamente.

  •  Da BuongiornoLivorno: “la sicurezza del manganello”

Il tema della sicurezza, legato esclusivamente alla paura indotta per il fenomeno dei migranti, è ormai un perno del dibattito mediatico e politico nazionale.
Sparisce dal dibattito tutto il resto: la sicurezza sociale, quella economica, quella ambientale, quella sui luoghi di lavoro. Si preferisce continuare ad inneggiare alla sola falsa promessa di una sicurezza personale, utilizzando misure meramente repressive verso tutto ciò che ci dicono essere nostro nemico.
Di questo parlava lo striscione affisso sugli Scali del Refugio.
Ma c’era anche, scritto in un angolo, “Lega fuorilegge”. Un evidente richiamo alla truffa ai danni dello stato per più di 48 milioni di euro che quel partito ha commesso quando era ancora “Nord”.
La frase è sicuramente suonata provocatoria, in particolare per chi funzionalmente dipende dal Ministro Salvini, e la risposta a questa provocazione è stata, come spesso in questi casi, sproporzionata. Il diritto di critica e di espressione, manifestato con un innocuo striscione, così come successe l’anno scorso è stato calpestato.
Chi dovrebbe garantirci quella sicurezza di cui tanto parlano, ha scelto di caricare e manganellare persone che fino a cinque minuti prima si stavano tranquillamente godendo una manifestazione cittadina. Purtroppo un brutto esordio per il nuovo Questore fresco di nomina. 
Il nostro Sindaco, dopo lunga meditazione, se ne è uscito con un comunicato ufficiale campione di equilibrismo, ma con una versione dei fatti piuttosto discutibile.
I ragazzi di Effetto Refugio, a detta del primo cittadino, avrebbero rotto il polso alla Vicario del Questore, non si sa come, e in base a quale ricostruzione dei fatti.
Ci sembra poco responsabile che un Sindaco faccia queste affermazioni senza prove documentate. Ci sembra assurdo, in tal senso, che per non sbilanciarsi nei confronti del Governo arrivi ad accusare gratuitamente cittadini di reati molto gravi.
Un triste epilogo all’interno di una cornice normativa che già l’anno scorso avemmo modo di criticare e che costituisce buona parte del problema. La sproporzione delle forze dell’ordine messe in campo e la militarizzazione dei quartieri è per noi quanto di più distante dalla soluzione dei problemi. 
Attendiamo una rettifica da parte del Sindaco Nogarin e la dura condanna della condotta della polizia che per il secondo anno consecutivo ha scelto di far intervenire la forza pubblica per rimuovere un semplice striscione. Una triste consuetudine che ci auguriamo non diventi tradizione.

  • Da Potere al Popolo Livorno: “La libertà di critica al governo non può essere messa in discussione”

La notte tra l’1 e il 2 Agosto è successa una cosa estremamente grave per la nostra città, e non stiamo parlando dell’omicidio dei fratelli Gigli del 1922 che portò poi alla presa del comune da parte dei fascisti con la forza e le minacce, ma alle cariche ad Effetto Venezia, volute evidentemente dal nuovo questore mandato dal Ministro Salvini proprio quello stesso giorno. La presentazione del nuovo questore non è accettabile. La nostra città viene dalle leggi livornine e ha una lunghissima tradizione ispirata alla libertà. Non è possibile che la celere carichi a freddo delle persone solo per aver esposto uno striscione nel quale si critica l’operato del governo e le condanne del partito di Salvini per aver rubato 49 milioni di euro. La libertà di critica al governo non può essere messa in discussione, a maggior ragione in un paese dove si fanno promesse elettorali e queste non vengono mantenute. E’ successo giusto ieri in parlamento che è stato respinto da tutti i partiti, Lega, M5S, PD un emendamento che chiedeva di reintrodurre l’articolo 18.

Giustamente la gente invece che inseguire la propaganda razzista del duo Salvini – Di Maio, si accorge che non si sta facendo niente per migliorare le condizioni di chi vive in questo paese. Questo voleva denunciare lo striscione, che recitava: “Effetto pd e lega-5 stelle, 11 aggressioni in 50 giorni: Il vostro razzismo è emergenza – Il vero cambiamento: Casa lavoro e reddito per tutti. Lega fuorilegge” Oltre a voler dare la massima solidarietà ai feriti dalle cariche, chiediamo le dimissioni del questore, e vorremmo inoltre sapere il ruolo dell’amministrazione comunale nella gestione dell’ordine pubblico di ieri sera, dato che ci risultano contatti sulla vicenda. Il sindaco era al corrente delle volontà della questura? Le ha condivise? Non è accettabile che il comunicato della Questura rivendichi la carica contro dei manifestanti per aver esposto uno striscione di critica nei confronti dei suddetti partiti, parlando oltretutto di una “tolleranza” a tempo. 

  • Da Federazione Anarchica Livornese e Collettivo Anarchico Libertario: “Effetto Governo, la violenza dai media alla piazza”

Il sangue ha bagnato la giornata inaugurale di “Effetto Venezia”, la kermesse estiva organizzata dal Comune di Livorno con il contributo dell’Autorità di Sistema Portuale. Violente e ripetute cariche sono state compiute a freddo e senza alcun preavviso dalla Polizia di Stato intorno alle 1,30 di notte lungo gli Scali del Refugio. Per circa mezz’ora sono stati usati i manganelli sui presenti che protestavano contro la rimozione di uno striscione che portava scritto: “Effetto Pd e Lega-5Stelle: 11 aggressioni in 50 giorni. Il vostro razzismo è emergenza. Il vero cambiamento: casa, lavoro e reddito per tutt*. Lega fuorilegge”. Ogni anno, nel contesto del contro-evento Effetto Refugio viene affisso uno striscione sul muro dell’ex Carcere dei Domenicani, quest’anno la Questura ha deciso di usare anche la violenza per far rimuovere lo striscione. Riteniamo gravissima questa vera e propria negazione della libertà di espressione, che dimostra come gli atteggiamenti violenti e sanguinari degli esponenti di governo non siano solo una posa da campagna elettorale. La censura attraverso la violenza è il primo atto del nuovo Governo Lega-5 stelle a Livorno, è il primo atto pubblico di Questore e Prefetto appena nominati. Già lo scorso anno, sempre nel contesto di Effetto Refugio venne schierata l’antisommossa per rimuovere lo striscione, in quel caso giudicato troppo critico nei confronti di Marco Domenico Minniti, Ministro dell’Interno del governo guidato dal Partito Democratico e dal Nuovo Centro Destra. Lo scorso anno lo striscione venne rimosso con la forza, ma non vi furono cariche, perché l’intervento della Questura, nel pieno della festa, provocò grande indignazione e molti accorsero a portare solidarietà. Questa volta invece la polizia è arrivata di notte, all’1:30 circa, mentre tutti stavano andando via, perché non ci fosse troppa gente a guardare mentre imponevano la censura coi manganelli, ma molte persone che rientravano a casa dopo la festa sono accorse dalle strade vicine, lungo i fossi della Venezia, per solidarizzare con chi aveva subito la brutale aggressione della polizia. Sappiamo fin troppo bene che chi governa adopera spesso la violenza per impedire la libertà di espressione e la libertà di manifestare. Dopotutto anche le emergenze “immigrazione”, “sicurezza” e “decoro”, sono state create per promulgare leggi sempre più repressive, che impongono maggiore controllo e una restrizione della libertà per tutti coloro che manifestano il proprio dissenso, che si organizzano, lottano per estendere la solidarietà e ottenere migliori condizioni di vita, per coloro che fanno puntualmente controinformazione. Quanto avvenuto non ha precedenti a Livorno. La scelta della Questura di rimuovere uno striscione, utilizzando anche le cariche di polizia, è un atto gravissimo, che colpisce non solo coloro che hanno esposto lo striscione, ma l’intera città. Sei anni fa, nel dicembre del 2012, la Questura negò in piazza Cavour la libertà di manifestare sciogliendo un presidio con delle cariche indiscriminate e violente che coinvolsero anche i passanti, stavolta ciò che viene impedito con la violenza è la libertà di esprimersi attraverso uno striscione. Un precedente pericoloso per tutte e tutti noi, per la maggior parte delle persone, che vivono le condizioni di sfruttamento ed oppressione imposte dalla classe dirigente e di governo. La violenza è l’unico mezzo che conoscono le classi dominanti di fronte al precipitare della crisi economica. Il governo è incapace di fronteggiare la crisi economica e di sopperire ai molteplici bisogni sociali; per questo i suoi servi cercano di mettere a tacere ogni voce di protesta. D’altra parte gli organizzatori di “Effetto Venezia” non vogliono dispiacere al governo, da cui aspettano un appoggio per le ennesime speculazioni che stravolgeranno Livorno. Nel contenitore-vetrina della kermesse livornese, l’alternativa di Effetto Refugio, organizzato dalle varie realtà di movimento cittadine, ha sempre rappresentato uno spazio di espressione critica a cui spesso si è tentato di mettere il bavaglio. La Federazione Anarchica Livornese e il Collettivo Anarchico Libertario denunciano la gravità di questo atto repressivo, e sono al fianco di tutte e tutti coloro che hanno subito le cariche della polizia. Invitano le forze politiche, sindacali e sociali a far sentire la propria voce contro la violenza.

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