06212018Headline:

Medicina democratica, visita la discarica di Vallin dell’Aquila

Discarica chiusa, ma da bonificare

1°ottobre 2016 da Medicina Democratica, Livorno e Val di Cecina

Image and video hosting by TinyPicChi dette questo nome, tanti anni fa, probabilmente non voleva far capire dov’era, cioè a due passi dal Cisternino nel luogo prediletto dai livornesi per scampagnate e pic-nic e, soprattutto zona ricca d’acqua buona. Aquile non ci sono più da decenni e, al loro posto, gabbiani a migliaia. Anche il “vallino” non c’è più, sostituito da una montagna di rifiuti, un altopiano artificiale che svetta sul piano di campagna per almeno 30 metri.

Image and video hosting by TinyPicVista magnifica sulla città, il porto, le navi da crociera. Chissà se i fugaci croceristi hanno notato una collina anomala, a tronco di cono, diboscata, in mezzo ad altre colline che conservano ancora, miracolosamente i loro boschi.
Medicina democratica aveva chiesto fin dal dicembre 2015 una visita alla discarica, per controllarne lo stato e l’eventuale bonifica, cosa che ci è stata concessa ben dopo 10 mesi e dopo numerosi solleciti.

Image and video hosting by TinyPicAlle ore 12, del 28 settembre, giorno dell’appuntamento per la visita, nessuna traccia dell’ing. Matteo G. di AAMPS, che ci aveva dato l’appuntamento, né di altri funzionari. Solo alcuni lavoratori della Ditta… incaricata di una messa in sicurezza provvisoria, che è iniziata con un appalto assegnato nel luglio 2016.

Chi – leggendo queste righe – pensasse che la messa in sicurezza sia stata sollecitata dalla nostra visita, così a lungo rinviata, ha avuto la nostra stessa impressione, anche alla luce del fatto che la Giunta Nogarin, con deliberazione del Consiglio N. 341 del 30.11.15 aveva annullato la spesa per la bonifica, nel silenzio generale. Testualmente: “Opere da eliminare dall’elenco annuale 2015: Intervento n 24 Bonifica integrale della Discarica di Vallin d’Aquila (rif. Normativo D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.oo.) Lotti 1-2-3 €. 1.423.000,00 Fonte di finanziamento €.1.033.000,00 mutuo €. 390.000,00 oneri di urbanizzazione”.

Image and video hosting by TinyPicDi fatto, quanto potuto verificare, nessun andirivieni di camion di rifiuti, ma l’ultima “collina” creata (la vasca Cossu) arginata e ricoperta da un sottile strato di terra steso3 giorni prima. Pochi gabbiani spaesati, sottili teli di polietilene (1millimetro) stesi sui bordi, tubi di captazione del biogas apparentemente collegati con il bruciatore, posto a valle sul lato est, accanto ai pozzi di raccolta del percolato, composti ad anelli di cemento sovrapposti, quindi non a tenuta stagna.

Da quanto abbiamo capito, se la discarica viene coperta dalle piogge, non è stata impermeabilizzata sotto, e quindi continuerà a percolare nelle falde idriche per decenni avvenire. Intanto la bonifica definitiva può attendere:

Image and video hosting by TinyPicquesta comporterebbe la copertura con un telo di polietilene molto più resistente, spesso 3 millimetri, un metro e mezzo di argilla, ed infine uno strato di terreno vegetale per la ripiantumazione di piante del luogo. Inoltre il muro di cemento armato interrato che era previsto lato sud, per fermare la frana della vasca Cossu, verso il torrente (frana accertata nel 2012) non è stato realizzato.

Insomma una mini-bonifica, un imbellettamento della vecchia discarica, volto a rinviare a “tempi migliori” la vera bonifica:

Image and video hosting by TinyPicIntanto i rifiuti di Livorno, le 113tonnellate al giorno, prendono la via di Scapigliato (Rosignano) e di Legoli (Peccioli). E dell’inceneritore del Picchianti, che per marciare a pieno regime è già programmato che riceva rifiuti secchi da Massa e dalla REA di Rosignano. (Dichiarazione ambientale 2015 di AAMPS).

Concludendo,

Image and video hosting by TinyPicl’insensibilità ambientale delle ultime giunte comunali, compresa quella attuale, si riassumono a Vallin dell’Aquila: una discarica nata male, in luogo sbagliato, alimentata con rifiuti anche pericolosi, finalmente chiusa ma non bonificata. Quindi, i livornesi possono aspettarsi costi più alti di smaltimento, acqua sempre più cara, (poiché quella locale è resa inservibile), fumate tossiche sempre più costanti dall’inceneritore.

Una politica virtuosa dei rifiuti zero sembra molto lontana.

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