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“Medio Oriente oggi” un pomeriggio a San Giuliano Terme (Pisa) per approfondire effetti e cause sulla destabilizzazione in atto

Image and video hosting by TinyPic2giugno 2016 di Serena Campani

Dopo l’incontro seminariale “Destabilizzazione del Medio Oriente e spese militari” tenuto a Livorno il 19 gennaio u.s., il #Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati e l’#Associazione Pisorno, organizzano l’incontro “Medio Oriente oggi” per approfondire e dibattere la drammatica situazione attuale della macroregione a noi limitrofa.

Presso il ristorante Salustri a San Giuliano Terme (Pisa) viale Boboli, Venerdì 3 giugno – a partire dalle ore 17,30

Il prof  Marco Tremori, docente di geografia all’Itc Cattaneo di S. Miniato, affronterà la questione della Guerra in Siria e del dissesto dell’Iraq approfondendo, oltre alle varie contrapposizioni etnico-religiose, gli aspetti della presenza, orami consolidata da due anni, del Califfato in questi due paesi.

siriaL’irrisolta e sempre più intrigata questione del popolo curdo, caratterizzato da situazione differenziate all’interno degli stati in cui è frammentato, verrà esposta sia in chiave storica che attuale, dal Prof Andrea Vento, docente di geografia all’Itc Pacinotti di Pisa.

Le complesse ed interagenti dinamiche in atto nello scacchiere mediorientale, alla luce delle contrapposizioni regionali fra asse sciita e polo sunnita e internazionali fra Usa e Ue da un lato e Russia dall’altro, saranno invece oggetto dell’analisi del Dr Franco Dinelli, Coordinatore del Centro Italia di Pax Christi con delega per il Medio Oriente.

Image and video hosting by TinyPicDurante l’iniziativa verrà lanciata la campagna di raccolta firme per la revoca delle sanzioni economiche decretate nel 2011 dall’Unione europea contro alla Siria che stanno provocando disumane sofferenze ad un popolo ormai provato da 5 anni di guerra civile internazionalizzata e che costituisce anch’esso concausa delle inarrestabili ondate di profughi in uscita dal paese.

Image and video hosting by TinyPicL’iniziativa rappresenta una interessante opportunità per comprendere  le dinamiche in atto e tentare di prefigurare scenari futuri di un territorio al centro di forti interessi geoeconomici e teatro di scontri geopolitici giocati entrambi, ormai dall’inizio del XX secolo, sulla pelle di interi popoli fra guerre, regimi oppressivi e negazione di diritti umani fondamentali, come quello all’autodeterminazione ancora oggi non riconosciuto, sull’altare della realpolitik, sia ai Curdi che ai Palestinesi.

Il programma degli interventi:

  • Marco Tremori – Il Califfato in Siria e Iraq
  • Andrea Vento – La questione del Kurdistan
  • Franco Dinelli – Geopolitica del Medio Oriente
Alle ore 20,15 è prevista una cena conviviale completa a 15 € preparata dallo Chef Diego Ghidetti che, peraltro metterà a disposizione dell’iniziativa i locali del suo ristorante. Sono gradite le prenotazioni da effettuare al Coordinamento del Giga al numero 333- 2652747 o tramite all’indirizzo mailgigamail2014@ gmail.com.

Il 27 maggio 2017, il Consiglio dell’Unione europea ha votato il rinnovo delle sanzioni alla Siria. La campagna contro le sanzioni alla Siria continua e per sottoscrivere l’appello bastasanzioniallasiria.wordpress.com/:

  • Questo il Comunicato Stampa del Comitato italiano contro le sanzioni alla Siria e questa la lettera inviata ai firmatari della nostra petizione.
  • Questo che segue è l’appello lanciato da esponenti cattolici della comunità siriana ribadiamo il nostro impegno affinché queste sanzioni vengano revocate.  In data 20 maggio l’appello è stato inviato a: Alto rappresentante dell’Unione Europea  per gli affari esteri e la politica di sicurezza – Federica Mogherini Referente Consiglio dell’Unione europea  – Virginie Battue Presidente del Consiglio Matteo Renzi Ministro degli Affari Esteri – Paolo Gentiloni Sottosegretario di Stato Ministero degli Affari Esteri – Benedetto della Vedova

Basta sanzioni alla Siria e ai siriani

Image and video hosting by TinyPicNel 2011 l’Unione Europea, varò le sanzioni contro la Siria, presentandole come “sanzioni a personaggi del regime”, che  imponevano al Paese l’embargo del petrolio, il blocco di ogni transazione finanziaria e il divieto di commerciare moltissimi beni e prodotti. Una misura che dura ancora oggi, anche se, con decisione alquanto inspiegabile, nel 2012 veniva rimosso l’embargo del petrolio dalle aree controllate dall’opposizione armata e jihadista, allo scopo di fornire risorse economiche alle cosiddette “forze rivoluzionarie e dell’opposizione”.

In questi cinque anni le sanzioni alla Siria hanno contribuito a distruggere la società siriana condannandola alla fame, alle epidemie, alla miseria, favorendo l’attivismo delle milizie combattenti integraliste e terroriste che oggi colpiscono anche in Europa. E si aggiungono a una guerra, che ha già comportato 250.000 morti, sei milioni di sfollati e quattro milioni di profughi. La situazione in Siria è disperata. Carenza di generi alimentari, disoccupazione generalizzata, impossibilità di cure mediche, razionamento di acqua potabile, di elettricità. Non solo, l’embargo rende anche impossibile per i siriani stabilitisi all’estero già prima della guerra di spedire denaro ai loro parenti o familiari rimasti in patria. Anche le organizzazioni non governative impegnate in programmi di assistenza sono impossibilitate a spedire denaro ai loro operatori in Siria. Aziende, centrali elettriche, acquedotti, reparti ospedalieri sono costretti a chiudere per l’impossibilità di procurarsi un qualche pezzo di ricambio o benzina.

Oggi i siriani vedono la possibilità di un futuro vivibile per le loro famiglie solo scappando dalla loro terra. Ma, come si vede, anche questa soluzione incontra non poche difficoltà e causa accese controversie all’interno dell’Unione europea. Né può essere la fuga l’unica soluzione che la comunità internazionale sa proporre a questa povera gente. Così sosteniamo tutte le iniziative umanitarie e di pace che la comunità internazionale sta attuando, in particolare attraverso i difficili negoziati di Ginevra, ma in attesa e nella speranza che tali attese trovino concreta risposta, dopo tante amare delusioni, chiediamo che le sanzioni  che toccano la vita quotidiana di ogni siriano siano immediatamente sospese. L’attesa della sospirata pace non può essere disgiunta da una concreta sollecitudine per quanti oggi soffrono a causa di un embargo il cui peso ricade su un intero popolo.

Non solo: la retorica sui profughi che scappano dalla guerra siriana appare ipocrita se nello stesso tempo si continua ad affamare, impedire le cure, negare l’acqua potabile, il lavoro, la sicurezza, la dignità a chi rimane in Siria. Così ci rivolgiamo ai parlamentari e ai sindaci di ogni Paese affinché l’iniquità delle sanzioni alla Siria sia resa nota ai cittadini dell’Unione Europea (oggi assolutamente ignari) e diventi, finalmente,  oggetto di un serio dibattito e di conseguenti deliberazioni.

Padre Georges Abou Khazen (Vicario apostolico dei Latini ad Aleppo) – Padre Pierbattista Pizzaballa  (Emerito Custode di Terrasanta) – Padre Joseph Tobji  (Arcivescovo maronita di Aleppo) – Padre Boutros Marayati (Vescovo armeno di Aleppo) – Suore della Congregazione di San Giuseppe dell’Apparizione dell’Ospedale “Saint Louis” di Aleppo – Comunità Monache Trappiste in Siria – Dottor Nabil Antaki (Medico, ad Aleppo, dei Fratelli Maristi) – Suore della  Congregazione del Perpetuo Soccorso (Centro per minori e orfani sfollati di Marmarita) – Padre Firas Loufti (Francescano) – Monsignor Jean-Clément Jeanbart (Arcivescovo greco-cattolico di Aleppo) – Monsignor Jacques Behnan Hindo (Vescovo siro-cattolico di Hassakè-Nisibi) – Padre Mtanios Haddad (Archimandrita della chiesa Cattolica Melchita e Procuratore patriarcale) – Mons. Hilarion Capucci (Arcivescovo emerito della Chiesa greco-cattolico melchita) – S.B. Ignace Youssef III Younan Patriarca di Antiochia dei Siri – Mgr.Georges Masri (Procuratore presso la Santa Sede della Chiesa Siro-cattolica) – S.B. Gregorio III Laham (Patriarca dei Melchiti)

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