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Nel decennale strage Thyssenkrupp. Auditorium pieno al Centro Giovani di Piombino su “Diritto e lavoro nelle crisi industriali”

L’iniziativa è stata promossa dalle associazioni: Attuare la Costituzione; Coordinamento Art.1-Camping CIG; Lavoro salute dignità; Legambiente, Restiamo umani, con l’adesione  della associazione “Ruggero Toffolutti” contro le morti sul lavoro e del Laboratorio delle idee per la Val di Cornia.

8dicembre 2017 da Paolo Gianardi, Piombino

In apertura, nel decennale della strage alla Thyssenkrupp di Torino, in un silenzio commosso, si fa memoria dei sette operai letteralmente arsi vivi in nome del profitto, mentre i dirigenti, già riconosciuti colpevoli dell’eccidio, sono ancora in libertà in Germania. In un successivo intervento a nome dell’associazione “Ruggero Toffolutti”, Valeria Parrini ricorderà come in verità stragi simili a quella della Thyssenkrupp si consumino quasi quotidianamente, in assenza di prevenzione seria nei luoghi di lavoro.

A nome degli organizzatori, Lino Parra annuncia che il professor Paolo Maddalena è assente per malattia. In un video, che ha inviato, il vicepresidente emerito della Corte Costituzionale nel quale si sofferma su quello che è il cuore dell’incontro: “… La proprietà privata è riconosciuta dalla legge (art. 42 della Costituzione), che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti, allo scopo di assicurarne la funzione sociale…” Cioè, se viene meno la sua funzione sociale, la proprietà privata è illegittima. Tali contenuti vengono approfonditi da Claudio Mazzoccoli dell’associazione Attuare la Costituzione. Difficile non pensare alla vicenda delle acciaierie piombinesi, all’arroganza della proprietà Cevital e alla subalternità delle istituzioni e degli stessi sindacati maggioritari. L’intervento di Francesco Pappalardo a nome del Camping CIG entra nel merito del dibattito insistendo sull’obbligo costituzionale del Governo ad assumere atteggiamenti responsabili sulle strategie per la siderurgia e per Piombino, bonifiche comprese.

  • Lidia Menapace, già staffetta partigiana, già eletta all’assemblea Costituente, giornalista e scrittrice , integra il tema dell’assemblea, parlando di diritto e lavoro nella crisi dell’industrialismo, visto che il modello produttivo dominante genera congiuntamente disoccupazione, inquinamento e malattie; su questo punto, convergono Adriano Bruschi e Di Legambiente e Velio Arezzini dei Comitati popolari dell’amiata. Menapace insiste appassionatamente sul diritto-dovere, riconquistato dalla Resistenza, di andare a votare e di partecipare alla vita politica, nell’epoca funesta delle caste – e dell’ignoranza che dilaga nella società -, utilizzando forme di aggregazione dal basso, seguendo l’esempio teorico e pratico del movimento delle donne.
  • L’intervento di Cristina Ciompi segnala con sofferenza la drammatica situazione delle lavoratrici dell’indotto Aferpi, assediate dall’attacco sistematico portato al diritto costituzionale al lavoro, che loro e mille altre realtà stanno subendo nel Paese. Le fa eco Rinaldo Valenti, operaio della Rational di Massa Carrara, il quale richiama le istituzioni locali e nazionale, in base all’art. 42 citato, alle loro responsabilità nei confronti della proprietà aziendale inadempiente. Tra gli altri, interventi di Giannullo (Anpi); Callaioli (Prc); Pasquinelli (M5S). Presente il segretario provinciale Fiom-Cgil, David Romagnani; il Sindaco Giuliani ha inviato un messaggio per scusarsi dell’assenza.
  • Il dibattito ha spaziato su tutti i contenuti disattesi della parte dei principi della Carta Costituzionale, dalla riduzione dei diritti all’eguaglianza, ai comportamenti criminali nei confronti degli immigrati, al ripresentarsi di pratiche di violenza e di prevaricazione da parte di forze dichiaratamente fasciste, alle distruzioni ambientali.
  • Paolo Francini, a nome del Coordinamento Art. 1 – Camping CIG ha concluso con la proposta, accolta da tutta l’assemblea, che gli organizzatori dell’incontro preparino un documento, da sottoporre alle istituzioni della Val di Cornia, che le impegni fattivamente ad agire come attuatori della costituzione, così come già molte amministrazioni locali in varie parti d’Italia hanno già fatto.
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