Nicola Ceravolo nominato presidente del Consiglio di sorveglianza di Asa spa

“Una nomina che mi riempie d’orgoglio da un lato e di enormi responsabilità dall’altro”

29maggio 2016 dal profilo facebook Nicola Ceravolo

Nicola Ceravolo

L’azienda che gestisce il servizio idrico nell’area livornese e la distribuzione di gas – il cui 60% del capitale è in mano pubblica mentre il restante 40% è di un partner privato, Ireti del gruppo Iren – è a un bivio: nelle prossime settimane i soci saranno chiamati a compiere scelte fondamentali che determineranno il futuro sviluppo dell’azienda.

Il compito del presidente del consiglio di sorveglianza è quello di presidiare l’assemblea, approvare il bilancio e vigilare sulla destinazione degli utili. Lo farò, ovviamente, nel rispetto del codice civile, dello statuto dell’azienda e dei patti parasociali.

Il mio è dunque un ruolo di garanzia e allora è bene fare subito chiarezza su due questioni chiave del dibattito che si è sviluppato attorno ad Asa in questi giorni. Il punto di arrivo per me è quello della ripubblicizzazione dell’azienda ma purtroppo la legge Madia va verso la direzione opposta. Credo che ci si debba sforzare, pur rimanendo ancorati alla realtà, a capire come non tradire la volontà degli elettori e fare un passo verso l’acqua pubblica. E’ fondamentale cogliere l’opportunità rappresentata dalla gara per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas, così come è vitale promuovere nuovi investimenti in modo da portare avanti opere infrastrutturali strategiche, come lo spostamento del Rivellino. Occorre però dire le cose come stanno: tutti gli investimenti non saranno a fondo perduto ma verranno ammortizzati attraverso le bollette dei cittadini.

La partita dunque è complessa. Si deve valutare la qualità del servizio, i costi delle utenze, l’efficienza delle infrastrutture, il piano industriale nei suoi dettagli, gli investimenti effettuati fino ad oggi e le prospettive dell’aumento di capitale. Io sono stato nominato presidente con il sostegno di alcuni sindaci, ma intendo essere “il garante” di tutti. Non si tratta di una frase fatta: credo davvero che, davanti a sfide così complesse e determinanti, solo un sano lavoro di mediazione possa consentire di uscire dall’impasse attuale.
Cercherò di coinvolgere quanti più soggetti possibili nel percorso che, nel giro di breve tempo, ci porterà a prendere le decisioni chiave. Cittadini, lavoratori, sindacati, associazioni e partiti. Intendo riunire tutti questi soggetti all’interno di un percorso partecipato. Solo con una condivisione di intenti possiamo negoziare efficacemente con il partner industriale. Un Social forum dell’Acqua livornese è attivo ed ha come obiettivo primario la tutela di questo bene pubblico. Se ci saranno dei cambiamenti, attenzione, questi porteranno ad un rafforzamento del socio pubblico.

L’approccio che intendo portare in relazione al socio di minoranza IRETI, è quello di assoluta correttezza nella diversità di vedute: compito di entrambi è trovare una sintesi tra le due posizioni.

L’ultimissimo punto della mia riflessione non è il meno importante. Intendo autoridurmi lo stipendio e rinunciare ai benefit perché sono il primo a voler dare il buon esempio. Invito tutti a non strumentalizzare e personalizzare una questione così complessa. Scendiamo nel merito delle questioni, perché solo così possiamo tutelare l’interesse dei cittadini.

acqua bene comune

 

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