Osservatorio Trasformazioni Urbane, Livorno: “No alla Bellana. Si al Porto Turistico nel Mediceo”

porto-livorno28ottobre 2016 da Leonardo Bertelli e Daria Faggi, Osservatorio Trasformazioni Urbane – Livorno

Partiamo da alcune informazioni elementari: i porti turistici detti anche Marina sono porti creati per il diporto turistico, dunque in grado di accogliere yacht di varia grandezza e barche per diporto, di fornire servizi di assistenza oltre che punti di rifornimento carburante, ampio parcheggio vicino ai siti per calare in mare o tirare in secca le imbarcazioni, alberghi, residence, negozi attrezzati per la nautica, ristoranti e quanto altro.

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Insomma quello che si pensava di fare nelle aree ex cantiere, chiuso in fretta e furia inseguendo il sogno della valorizzazione delle aree (prima della variante illegittima che ha consentito di costruire case di abitazione) e di un bellissimo Marina nell’antico Porto Mediceo.

Oggi la porta a mare più che al servizio del Mediceo, sembra un quartierino sul mare, con il porto storico ridotto a informe parcheggio di natanti, in buona parte a servizio del cantiere AZIMUT. Poi c’è la Bellana: un oggetto davvero misterioso. Un porto di riparo, per tenere al sicuro le barche di club e circoli dalle intemperie, diventa incomprensibile se collocata a pochi metri di distanza del porto turistico in grado di offrire ormeggio: non si poteva creare un porticciolo privato per yacht club e circoli dentro il Mediceo?

Utilizzando tutto il porto e spostando gli ingombranti traghetti, insieme alla darsena nuova, si potevano ben trovare 600 posti per l’Yacht Club e soci?

Il dibattito sulla Bellana comunque fin qui è legittimo, non lo è più nella misura in cui si racconta di incredibili necessità di spostare tutte le barche dal Mediceo per fare i lavori (come se ogni volta che si progetta un porto turistico fosse necessario farne un altro per immagazzinare le barche fino a lavori compiuti) così come è assai poco convincente la necessità di togliere le barchette dai fossi per poterci navigare (con cosa? Con i giganti da crociera per un inchino ai livornesi? Con i battelli normali pare si facciano già giretti turistici sui fossi). In realtà si tratta di un’altra storia. Ci pare il caso di raccontare la sequenza dei fatti, per una discussione sensata.

Dagli anni 70 un progetto di porto turistico Marina alla Bellana, a firma dell’arch Martigli, incaricato dalla compagnia portuali, si aggira come un fantasma nelle sedi politiche livornesi.

Noi dell’OTU che di memoria storica ne abbiamo molta, e ci sforziamo di studiare e ragionare sui problemi senza pregiudiziali ideologiche, il ritorno del fantasma della Bellana, aggiunto frettolosamente all’ultimo minuto al piano del porto (che nei lunghi anni di gestazione e latitanza non conteneva nessuna previsione alla Bellana di approdo o porticciolo) ci ha da subito inquietati, anche se i gravi danni della variante speculativa del fronte del porto, ci sono sembrati più rilevanti e su quelli ci siamo concentrati.

E in effetti con l’incomprensibile assenso del movimento 5stelle in commisione consiliare si è a reintrodurre dalla finestra ciò che era stato buttato fuori dalla porta, ovvero un progetto che sta pian piano riassumendo i connotati originali di porto turistico (anche se si cerca di minimizzare col termine porticciolo) passando da 600, come nel PRP approvato, a 1200 imbarcazioni da diporto, come quello respinto negli anni 80.

Attualmente due progetti di porto turistico si fronteggiano, sorretti da cordate private, uno è il Marina alla Bellana e uno è il Marina nel Mediceo e darsena nuova: non sono complementari ma alternativi. Specie oggi che la crisi ha decimato i ricchi e i redditi medi, lasciando solo famiglie impoverite e pochi ricchissimi.

Visto che i due porti sono alternativi ci sono due probabilità entrambe negative, che il Mediceo resti come ora un feudo privato di AZIMUT Benetti, per i suoi Yacht e i suoi facoltosissimi clienti, o che nascano entrambe i porti, e il Bellana fallisca come tanti altri ” porticcioli “vicini e lontani, lasciando strascichi di debiti. Un porto turistico nel Mediceo potrebbe avere invece effetti positivi sui borghi e sulla Venezia, non tanto per i posti di lavoro creati, ma per la ricaduta sul terziario nel territorio livornese.

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Queste le nostre perplessità:

  • Considerando che nell’ambito di 45 km. di costa (circa 25 miglia nautiche, 10 a nord e 15 a sud di Livorno) si trovano già 3 approdi turistici: Porto di Pisa a nord 345 posti barca (p.b.), senza considerare tutti quelli in bocca d’Arno e a sud Cala de’ Medici (Rosignano) 650 p.b. Porto di Cecina 800 p.b. quanti posti barca sono utili a Livorno?
  • Nei vicini porti esistenti quanti posti sono ancora vuoti?
  • Qual è la richiesta di posti barca non livornesi?
  • Quali sono i costi di costruzione e di vendita nei tre porti?
  • Chi ne ha finanziato le realizzazioni?
  • Per spostare 200 barche dal Mediceo e 200 (le più ingombranti) dai fossi serve un approdo da 1200 p.b.?
  • L’approvazione dei “Circoli nautici” alla Bellana, è stata preceduta da una richiesta esplicita ai soci sulla loro disponibilità a spendere 30/50.00 euro (ipotesi ottimistica) per spostarsi?
  • Quali risorse economiche si intende utilizzare nelle due soluzioni?
  • Partendo dal presupposto di non utilizzare risorse pubbliche da destinare a scopi migliori, le eventuali risorse private da dove arrivano, e una volta realizzato il porto, dove vanno le risorse drenate da tasche livornesi, chi (eventualmente) arricchiranno?
  • Quali saranno gli impatti a terra e sulla costa del porto Mediceo e del porto Bellana? Quali gli impatti a mare?
  • Chi ha stabilito che le barche nei fossi livornesi non possono stazionare? Chi ha stabilito che le barche nei fossi sono una “bruttura”? A quale canone estetico i decisori di cui sopra fanno riferimento?
  • Per quale ragione non può essere destinato all’approdo turistico l’intero porto mediceo e la darsena nuova opportunamente restaurata?
  • Se le barche nei fossi sono una “bruttura” per quale procedimento divengono una “bellezza” trasferite alla Bellana? Potenza del nome?
  • Quanti posti auto sono ritenuti necessari a servizio dell’approdo e dove vengono situati?
  • Come mai il Comune di Livorno ha così rapidamente sposato l’iniziativa con una variante (sostanziale) per un progetto valutato negativamente e abbandonato fin dagli anni ’70?
  • La Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Artistici, Storici ed Etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno che (stranamente, dopo trenta anni di opposizione) pare aver approvato l’iniziativa, quali limiti e condizioni ha posto?
  • L’inglobamento nell’area di approdo dello Scoglio della Regina ne implica l’utilizzo ai fini delle attività “approdistiche” e la limitazione (o abbandono) delle attività universitarie attualmente insediate?
  • Non si ritiene opportuno che insieme all’annunciato (dal Sindaco) stop all’ulteriore consumo di territorio sia posto fine al consumo di aree marine, non necessarie all’attività portuale, e della relativa linea costiera?

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