11202017Headline:

Privatizzazione ‘Mense Scolastiche’ e ‘Centri Cottura’ comune di Collesalvetti, Rifondazione Comunista: “dove si è privatizzato, i servizi sono peggiorati”

Sarebbe facile esordire dicendo, “Noi l’avevamo detto il primo giugno scorso”

Così come per l’amministrazione comunale sarebbe semplice dire che” non ci sono problemi e che tutto procede”. Sul tenore inopportunamente ottimistico di un comunicato stampa di qualche giorno fa.

22ottobre 2017 da Alberto Benedetti, Rifondazione Comunista, Collesalvetti 

No, non sosterremo ne la prima frase e non accetteremo la seconda, anche perché molto responsabilmente siamo consapevoli che ancora oggi, in ballo, ci sono i destini di venti lavoratrici, che per ora, grazie alle trattative tra le parti, sembra abbiano arginato la questione, ma l’insidia della riduzione dell’orario di lavoro e il licenziamento, purtroppo sono ancora dietro l’angolo. In questa storia nostro malgrado dobbiamo dire che le responsabilità sono molteplici e da attribuire ai vari soggetti interessati:

  • ai sindacati, che nonostante abbiano avuto il merito di portare in fondo una trattativa non facile, con la firma di un accordo che tuttavia non garantisce il mantenimento delle stesse ore di lavoro alle lavoratrici, c’è da imputare un enorme ritardo sull’intervento che avrebbero potuto fare in tempi di pre-bando o durante la pubblicazione dello stesso;
  • all’azienda, che ovviamente sta tentando di abbattere i costi del lavoro, forte del fatto che lo sciagurato bando pubblicato dall’amministrazione comunale glielo consente
  • ed infine all’Amministrazione comunale che sicuramente dal punto di vista politico è il principale responsabile di questa situazione visto che ha scelto drammaticamente la via della privatizzazione in un settore particolarmente delicato, come quello delle mense scolastiche.

A parte questa scelta, secondo noi sbagliata in partenza, l’amministrazione non è stata in grado, o non ha voluto inserire nel bando clausole sociali efficaci a tutela delle lavoratrici.

Clausole che avrebbero potuto incentivare le aziende concorrenti ad una maggior tutela delle dipendenti, rendendo consapevole chi partecipava che sarebbe stato necessario e fondamentale mantenere i livelli occupazionali tenuti fino all’anno precedente. Ovviamente tutto questo non è stato fatto, manifestando un totale disinteresse politico su questa materia e sul futuro di chi aveva lavorato nell’ambito del servizio fino a giugno scorso. L’unico obiettivo politico da parte di chi amministra il comune è stato quello di sollevarsi da ogni onere e responsabilità riguardante la gestione delle mense, fino ad arrivare ad affidare in tutto e per tutto la gestione del servizio. Non essendo ancora certo ad oggi l’esito dell’accordo esprimiamo preoccupazione per il futuro di queste lavoratrici e sia chiaro che, in caso di risoluzione del contratto di lavoro per alcune di loro, le responsabilità graveranno sulla coscienza politica di questa Amministrazione Comunale.

Oltre al grave problema occupazionale ci chiediamo anche se privatizzando si riuscirà a mantenere gli standard qualitativi del servizio, servizio che fino a ieri era il fiore all’occhiello di questa amministrazione.

Attendiamo di verificare se il centro di cottua aziendale sito sul territorio di Collesalvetti, più precisamente nella frazione di Guasticce, sarà in grado di gestire i circa mille pasti dei nostri bambini e ragazzi o se dovranno ricorrere a centri cottura più lontani, magari addirittura fuori dalla provincia di Livorno. Sulla base di queste decisioni dipenderà molto la qualità dei pasti che verrànno distribuiti nelle scuole. Certamente il Comune rinunciando alla gestione diretta delle mense perderà anche ogni capacità di controllo sulla qualità dei cibi e delle materie prime. Per questi motivi riteniamo che la scelta della privatizzazione sia decisamente sbagliata, penalizzante nei confronti delle lavoratrici, dei cittadini ed in particolare dei piccoli studenti.

Come in altri settori della Pubblica Amministrazione, là dove si è deciso di privatizzare, i servizi sono peggiorati, la qualità di questi è drammaticamente scesa e, non ci sono stati benefici economici così come ideologicamente sbandierato. Pertanto restiamo risolutamente convinti che, in una fase come quella che stiamo attraversando, solo il rafforzamento del settore pubblico può garantire a tutti/e servizi a livelli ottimali.

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