06182018Headline:

Rifiuti, Lonzi Metalli. Altra storia senza soluzione concreta

Marco BruciatiQuella della Lonzi Metalli è una storia fatta di promesse non mantenute, di protocolli di delocalizzazione mai portati a termine, di frequenti incendi in cui a bruciare è molto spesso la diossina, di polveri tossiche sedimentate nei terreni limitrofi, di cittadini il cui diritto alla salute è stato costantemente violato

2ottobre 2016 da Marco Bruciati Capogruppo BuongiornoLivorno

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Una situazione creata da un utilizzo scellerato degli strumenti urbanistici che hanno permesso nel corso degli anni di affiancare a un già esistente insediamento residenziale attività ad alto tasso nocivo. Una situazione che, nonostante decenni di discussioni e strategie, la politica non è riuscita ancora a risolvere passandosi di volta in volta e di amministrazione in amministrazione la patata bollente.

lonzi-metalli-comitatiNel 2015, scaduto il protocollo d’intesa che fu firmato nel 2010 e che prevedeva un tempo tecnico di cinque anni per portare a termine il trasferimento dell’azienda in un’altra area, era stata firmata una nuova proroga di un anno con l’individuazione dell’area Biscottino (ex BTT nel Comune di Collesalvetti) come sede possibile di insediamento (di proprietà mista tra Comune di Livorno, tramite A.AM.P.S. , Comune di Collesalvetti e Ditta Lonzi). Decisione ulteriormente prorogata nell’estate 2016 ma che, questa volta, ha escluso l’area precedentemente individuata a causa della contrarietà del Sindaco Bacci di Collesalvetti.

Ci troviamo quindi a constatare con amarezza l’ennesimo buco nell’acqua della politica istituzionale che, stretta nel gioco delle parti, non è riuscita a portare in fondo un’operazione così importante.

Imbarazzante in tal senso è stata l’assenza del gruppo consiliare PD all’ultima commissione consiliare dedicata al tema. Il silenzio in questi casi, dice più di mille parole e viene da chiedersi se il rifiuto del sindaco di Collesalvetti sarebbe stato lo stesso in caso di vittoria di Ruggeri. Imbarazzante è la mancanza di alternative che questa amministrazione non è riuscita a trovare (complice anche un ritardo complessivo di tutta la partita delle bonifiche degli ex siti industriali e il ginepraio del concordato A.AM.P.S. che ancora resta una spada di Damocle sulla città).

A distanza di sei anni quindi, tra rimpalli di responsabilità e strumentalizzazioni politiche, a rimetterci sono ancora una volta i cittadini che, nonostante il prezioso contributo dei comitati, ancora non riescono ad avere risposte chiare o certezze in merito alla questione.

BuongiornoLivorno esprime profonda preoccupazione (già manifestata con interpellanze sia in consiglio comunale che provinciale) con l’auspicio che chi ha in mano gli strumenti amministrativi (sia M5S o Partito Democratico) vada oltre i tecnicismi burocratici e il posizionamento di parte e si faccia una volta per tutte carico del problema per una risoluzione concreta e definitiva di una storia che ormai da troppo tempo non riesce a trovare un epilogo.

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