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Rossi a Livorno: “Continuare l’opera mitigazione del rischio. Livornesi straordinari

Poteri straordinari per superare contenziosi e ritardi. Impianto Eni, situazione ben monitorata da Arpat. Lamma insuperabile, pronto come riferimento nazionale.

12settembre 2017 da Tiziano Carradori, Livorno

Al termine di una intensa giornata di sopralluoghi nelle varie zone del livornese colpite dalla furia dell’acqua, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, traccia un primo bilancio su ciò che ha potuto vedere con i suoi occhi. Il presidente Rossi ha parlato poi di un evento “pesantissimo” ma che ormai deve purtroppo essere considerato usuale.

“Dobbiamo continuare – questa la sua riflessione – l’opera di mitigazione dei rischi. Perché la lezione che dobbiamo trarre da ciò che è accaduto qui nell’area livornese è che nessun intervento è purtroppo in grado di metterci completamente al riparo dai danni. E noi dobbiamo riflettere molto di più sugli interventi da fare, ad esempio, per evitare le morti. Dobbiamo investire su questo, e noi lo stiamo facendo, ma purtroppo non è mai abbastanza. In Toscana – ha poi aggiunto – abbiamo buone leggi urbanistiche, leggi di tutela, vincoli di inedificabilità, eppure ciò che ho visto stamani sul Rio Ardenza mi ha fatto capire come noi uomini possiamo essere davvero piccoli, quando la forza della natura si scatena in modo inconcepibile. E ciò che è accaduto qui merita una riflessione a 360 gradi come quella che ci invita a fare il Presidente della Repubblica. Rossi ha voluto infine dedicare un pensiero ai tanti cittadini che ha visto impegnati a ricucire le ferite di un territorio davvero provato. “I livornesi sono straordinari, così come straordinario è il loro spirito di reazione, a partire dalla gioventù, che rappresenta l’ossatura portante di questo impegno, che mi appare commovente”.

Su impianto Eni Livorno: “Situazione ben monitorata da Arpat”

E’ una delle questioni che il presidente ha sollevato nel corso della riunione che si è svolta questa mattina presso la Protezione civile di Livorno.

“Mi risulta che la situazione dell’impianto Eni di Stagno sia ben monitorata da Arpat, alla quale ho chiesto di garantire un livello di controlli intenso e costante, insieme al massimo di informazione verso la cittadinanza. Tre sono i punti da tenere sotto controllo: serve che Eni presenti un piano di gestione del rischio corredato da precisi tempi di attuazione. Occorre avere i risultati del monitoraggio atmosferico che è in corso così da informare i cittadini che sono giustamente preoccupati. Serve infine intervenire in tempi rapidi con i pompaggi, per evitare lo sversamento in mare degli idrocarburi che le acque hanno fatto emergere, posto che le barriere posizionate, hanno fin qui evitato sversamenti più consistenti”.

Lamma insuperabile, pronto come riferimento nazionale

Ha risposto così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ai giornalisti che gli chiedevano cosa pensasse della proposta del ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, di realizzare un centro meteo nazionale.

“Al ministro dell’ambiente offriamo volentieri il nostro Lamma, che è insuperabile. Tutti coloro che vanno per mare – ha poi spiegato Rossi – per le previsioni meteorologiche si affidano al Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile, al Lamma appunto, il Consorzio che la Regione Toscana ha costituito insieme al Cnr. E noi siamo in grado, se il ministro lo vorrà, di proporci con il Lamma come riferimento nazionale dal punto di vista meteorologico. Tutti coloro che vanno per mare per le previsioni meteorologiche si affidano al Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile, al Lamma appunto, il Consorzio che la Regione Toscana ha costituito insieme al Cnr. E noi siamo in grado, se il ministro lo vorrà, di proporci con il Lamma come riferimento nazionale dal punto di vista meteorologico”.

Poteri straordinari per superare contenziosi e ritardi

da Chiara Bini 

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi chiede poteri straordinari per superare complessità burocratiche e contenziosi che sono all’origine dei ritardi. Come quelli che hanno bloccato i cantieri per la cassa di espansione del torrente Ugione e il consolidamento degli argini, opere finanziate con 4 milioni di euro (fondi statali) che la Provincia, ente competente, non ha mai potuto avviare. 

Opere completate

Tutte le altre opere programmate per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico a Livorno e nel livornese sono terminate. Si tratta di interventi realizzati da vari enti attuatori, fra cui la Regione Toscana, la provincia di Livorno, i Consorzi di Bonifica. Questo il quadro degli interventi:

  • Completamento delle arginature del nuovo Tora Vecchia nel tratto compreso tra podere Paduletta e la botte a sifone sottopassante il fiume Tora nel comune di Collesalvetti (250mila euro di fondi dal bilancio regionale) realizzato dalla Provincia di Pisa.
  • Ripristino della ventola del fiume Tora nel comune di Collesalvetti, il ripristino della cateratta Camilli sull’Arno nel comune di Cascina, il ripristino della Chiavica del Rio Filetto nel comune di Pontedera (3 milioni e 200mila euro su bilancio regionale) realizzato dalla Regione Toscana.
  • L’opera sul Fosso Ugione, finanziata con 2,1 milioni di euro grazie all'”Accordo di Programma per l’individuazione dei soggetti attuatori degli interventi di cui alla L.183/89 (annualità 2001-2002) e al D.L. 180/98 convertito con L.267/98 (fondi residui annualità 1998-2000 e fondi art.16 L.179/2002 e fondi residui annualità 2003)” che ha consentito di portare a termine il consolidamento e il rifacimento degli argini del torrente, dal ponte della linea ferroviaria Pisa-Roma al ponte sulla vecchia ferrovia ex Saiet, in particolar modo attraverso la posa in opera di muri prefabbricati di sottoscarpa nella parte esterna degli argini nel tratto tra la linea ferroviaria Pisa-Roma e il ponte di via Enriques e il ripristino ed adeguamento delle sezioni arginali. Ente attuatore Consorzio Toscana Costa.
  • Intervento su Rio Ardenza. Un progetto di oltre 400mila euro finanziato dall’Accordo di Programma tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Toscana (3 novembre 2010), conclusosi a fine 2015, che ha previsto il consolidamento di un versante in frana in destra idraulica del Rio Ardenza a protezione dell’abitato di Via Remota nel comune di Livorno. Il tratto interessato è stato quello in località Molino Nuovo, dove si è realizzata una gabbionata in destra idraulica per un tratto di circa 130 m, una scogliera in sinistra idraulica per un tratto di circa 30m e la sistemazione del versante in destra idraulica mediante la realizzazione di opere di drenaggio. Un intervento decisivo che ha consentito la tenuta della collina dove si registrava una pericolosa frana indicata sulle carte. Realizzato dal Consorzio Toscana Costa.
  • Sempre su Rio Ardenza il Consorzio di Bonifica Toscana Costa aveva portato a termine anche altri lavori ed in particolare in loc. Lo Stillo 2 diversi interventi: la realizzazione di una scogliera e i lavori di realizzazione di difesa in gabbioni al piede di sponda in frana e regimazione delle acque a monte della stessa, per un importo pari a circa 150.000 € e una difesa spondale eseguita tramite scogliera al piede e posa in opera di grata viva, per un importo pari a circa 200.000 €.
  • Interventi di manutenzione straordinaria sui torrenti Tora e Morra nei comuni di Collesalvetti e Fauglia ( 200mila euro) realizzati dal Consorzio Basso Valdarno.
  • Lavori urgenti sul torrente Tora (125mila euro) realizzati dal Consorzio Basso Valdarno.
  • Miglioramento della funzionalità del fosso Cateratto (300mila euro) realizzati dal Consorzio Basso Valdarno

Tempo di ritorno duecentennale

Il Genio Civile ha omologato le casse di espansione del Rio Maggiore nel rispetto di norme nazionali. Il Piano di Assetto idrogeologico del Bacino di interesse regionale Toscana Costa, così come gli altri PAI di competenza ministeriale/statale (vedasi Autorità di Bacino del Fiume Arno, Fiume Po, ecc), nell’ambito dell’attuazione delle disposizioni nazionali (dettate dalla Legge 183/89) hanno assunto come obiettivo per la sicurezza idraulica del territorio il tempo di ritorno della piena duecentennale. Cosa peraltro prevista anche dalle norme tecniche per le costruzioni (ponti, attraversamenti).
Si aggiunge anche che nell’area a valle delle casse di espansione, il Comune di Livorno con la realizzazione delle casse ha chiesto di poter avere i presupposti per costruire (deperimentrazione). Sebbene la richiesta sia di molto tempo fa, il Genio civile ancora non l’ha evasa. 

Manutenzioni dei fossi e fiumi a Livorno ad opera del Consorzio di bonifica Toscana Costa

Queste le manutenzioni ordinarie eseguite e completate dal Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa per un totale di circa 500.000 euro (comprendendo la gestione degli impianti idrovori, esclusi invece i costi indiretti come sopralluoghi, sorveglianza, spese gestione, spese mezzi):

  • manutenzione ordinaria del Bacino Ardenza (svolta in amministrazione diretta)
  • sfalcio dei canali Paduletta (svolta in amministrazione diretta)
  • manutenzione del bacino del Fosso Ugione (svolta in amministrazione diretta)
  • manutenzione del Rio Maggiore e relative casse (svolta in amministrazione diretta)
  • manutenzione del Rio Cigna e del rio Cignolo (svolta in amministrazione diretta)
  • manutenzione della cassa di espansione presente a porta a terra (svolta in amministrazione diretta)
  • manutenzione dei corsi d’acqua presenti nelle aree urbane del comune di Livorno
  • taglio delle piante su Botro Querciaio loc. Scopaia (svolta in amministrazione diretta)

“Il senso della richiesta di poteri straordinari alla Regione per la fase della ricostruzione è proprio questo, spiega il presidente Rossi: ci sono opere strategiche per la sicurezza dei cittadini e dei territori che, senza che magari venga violata alcuna norma di legge, si possono arenare e incagliare per la complessità burocratiche e contenziosi”.

 

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