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Rossi: “A Piombino abbiamo un’opportunità da non sprecare, ma è necessario abbreviare i tempi”

6giugno 2018  da Tiziano Carradori, Piombino

“Entro giugno deve essere completata la compravendita. Abbiamo davanti un piano più che convincente, ma serve un’accelerazione per riconquistare credibilità”.

6giugno 2018  da Tiziano Carradori

E’ uno dei passaggi con i quali il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha illustrato nell’aula del Consiglio regionale la situazione del polo industriale di Piombino che sta per essere rilevato dagli indiani di JSW, che per farlo costituiranno la JSW Steel Italy srl, una società con sede in Italia e quindi soggetta alle regole nazionali.

“Gli investimenti per 250 milioni fatti dalla Regione Toscana sul porto – ha puntualizzato Rossi – rappresentano il motore che ha consentito a Piombino di essere nuovamente appetibile per una delle più grandi aziende siderurgiche del mondo. Jindal oggi dichiara di voler fare di Piombino il centro di conquista dei mercati europei. Non era così nel 2014 quando prometteva di riassumere soltanto 6-700 lavoratori, mentre adesso ha in programma di investire qui una cifra compresa tra gli 875 e i 1050 milioni di euro”.

Per ciò che riguarda gli investimenti di parte pubblica ha parlato di 60 milioni di euro dai Fondi europei per lo sviluppo regionale, di altri 15 garantiti da Mise e Regione più di ulteriori 12 destinati ad interventi di risanamento ambientale, tutte risorse che verranno concesse

“se l’acquirente farà gli investimenti promessi”. Ha poi sottolineato come l’intervento del pubblico sia nell’ordine del 10% dell’investimento totale, ovvero in linea con ciò che viene normalmente fatto per impedire che le grandi imprese “se ne vadano ad investire altrove”.

Il presidente ha quindi osservato che “i suoi propositi sono senz’altro ottimi e noi abbiamo favorito questo passaggio investendo più di tutti, prendendo molti impegni e seguendo da vicino l’intera trattativa” tanto che adesso la Regione ha 6 o 7 proposte per lo sviluppo del porto “che valuteremo bene. Adesso – ha aggiunto il presidente, spiegando di fare dichiarazioni non entusiastiche, ma sobrie – stiamo riscrivendo l’Accordo di programma del 2015, ne abbiamo parlato con i sindacati e domani cominceranno le trattative presso il Ministero del lavoro. Intanto chiediamo che si anticipino i tempi. Per arrivare a produrre a Piombino 2-3 milioni di tonnellate di acciaio è necessario che i lavori per la realizzazione del forno elettrico partano prima, per arrivare prima a colare acciaio. Vogliamo salvare la potenza produttiva di Piombino, la sua capacità di fare acciaio di alta qualità, competitivo in tutto il mondo, salvaguardando migliaia e migliaia di posti di lavoro”.

Secondo il presidente Rossi siamo in presenza di un grande imprenditore e

“questo mette senz’altro il suo progetto su una pista più sicura rispetto al passato e in ogni caso l’accordo che firmeremo al Ministero del lavoro deve prevedere che non ci siano lavoratori in esubero”.

Ha invece espresso preoccupazione per il pronunciamento dell’Unione europea che impone ad Arcelor Mittal di vendere una parte dei suoi stabilimenti, il che mette a rischio potenziale in quest’area circa 400 lavoratori.

Al termine del suo intervento in aula, rispondendo ad una domanda dei giornalisti ha detto che le garanzie sulla realizzazione dell’intero progetto nessuno è in grado di darle e ha ricordato di aver personalmente proposto che ci fosse un inizio di intervento dello Stato per controllare meglio l’intera operazione, “con un ingresso nel capitale”. Una proposta che non è però andata in porto.

“Al nuovo Governo – ha concluso – chiedo che ci aiuti a chiudere questa partita. Che si faccia l’Accordo di programma entro una settimana e non oltre, che si individuino le coperture per le misure di protezione sociale per i lavoratori. Chiediamo infine di sbloccare i 50 milioni di finanziamenti per la realizzazione della strada di collegamento tra il porto e la rete autostradale. Per questo scriverò una lettera al nuovo ministro dello sviluppo economico e se non potrà ricevermi presto, chiederò di essere ricevuto dal suo capo di gabinetto per fargli il quadro della situazione e chiedere che ci venga data mano a fare tutto ciò che dobbiamo fare”.

Enrico Rossi ha infine ringraziato il ministro Calenda

“con il quale c’è stato un bel gioco di squadra che ha portato a questo risultato”.

Quindi ha voluto ricordare

“il valore dell’impegno e della lotta della classe operaia di Piombino senza la quale noi non saremmo arrivati a questo punto. Ancora una volta i lavoratori hanno dimostrato senso di responsabilità, maturità, combattività. Senza la loro presenza vigile e puntuale e senza il loro protagonismo Piombino, sarebbe a contemplare un ammasso di acciaio arrugginito. Quell’acciaio arrugginito è stato invece vivificato dalla lotta dei lavoratori”.

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