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Scontri con la polizia e disordini in Brasile dopo l’approvazione di tagli draconiani alla spesa sociale

L’Onu aveva avvertito: “Austerità impietosa”

14dicembre 2016 da controlacrisi.org

“Impietoso”, è l’aggettivo che aveva utilizzato Philip Alston, inviato speciale dell’Onu per i diritti umani e il contrasto alla povertà estrema, per descrivere le misure di austerità approvate in Brasile che colpiscono al cuore la spesa sociale. E ieri, puntualmente ci sono stati migliaia di manifestanti in strada, con cariche e scontri con gli agenti di polizia in tenuta anti-sommossa nelle principali città. Subito dopo l’approvazione da parte del Senato di una riforma costituzionale che blocca ogni aumento di spesa sociale per 20anni.

In evidenza anche un sondaggio dell’istituto demoscopico Datafolha, secondo il quale circa il 60 per cento dei brasiliani sono contrari al provvedimento.
Cortei e disordini, riferiscono fonti di stampa locali, si sono verificati anzitutto a San Paolo e a Brasilia. Nella capitale federale i dimostranti hanno cercato di raggiungere la redazione di ‘Globo Tv’, emittente accusata di sostenere i provvedimenti del governo del presidente Michel Temer.
Con 53 voti favorevoli e appena 16 contrari, i parlamentari avevano dato il via libera a un emendamento che vieta aumenti della spesa sociale superiori ai tassi di inflazione. Segno di una svolta liberale dopo la stagione del ‘Partido dos Trabalhadores’, chiusa ad agosto con la destituzione parlamentare di Dilma Rousseff.

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