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Stanze promiscue ospedale Lucca, Marchetti (FI): “Lesi elementari criteri di rispetto della dignità individuale”

Interrogazione del Capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti: “La Regione intervenga e dirami direttive di divieto di simili modalità organizzative”

30agosto 2018 da Monica Nocciolini, Lucca

«Uomini e donne ricoverati insieme nelle stanze a due letti dell’ospedale San Luca di Lucca? E’ increscioso! Dove va a finire il rispetto per la dignità della persona-paziente? La Regione vieti alle aziende un simile modello organizzativo, lesivo dei ricoverati, anche se necessario diramando indicazioni specifiche»:

è montato su tutte le furie, il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, dopo aver appreso della denuncia mossa dalla rete lucchese dei comitati della sanità secondo cui in reparti come la medicina generale, l’ortopedia e la neurologia dell’ospedale San Luca di Lucca la gran parte delle stanze a due letti accoglierebbe un paziente uomo e un paziente donna insieme.

“In condizioni normali – attacca Marchetti – stigmatizzerei l’imbarazzo a cui si condannano i ricoverati e anche i loro familiari. Qui, oltretutto, si tratta di soggetti in condizione di debolezza e questo rende ancor più grave la condizione in cui l’ospedale di pone. Per questo ho presentato stamani un’interrogazione.        Anche nell’atto il capogruppo regionale di Forza Italia non la manda a dire: Recedere con immediatezza da sistemazioni lesive dei più elementari criteri di rispetto della dignità individuale e della persona, per di più nei confronti di soggetti che malattia e sofferenza pongono in condizione di fragilità», è quanto sottolinea Marchetti esposta la questione.

Perciò chiede alla giunta regionale di intervenire «con la massima tempestività ed urgenza per ripristinare gli elementari criteri di dignità della persona-paziente imponendo alla Asl Toscana Nord-Ovest di intervenire presso la direzione dell’ospedale San Luca per vietare l’impiego di stanze promiscue nei reparti del presidio», nonché «di volersi attivare attraverso diramazione di indicazioni a tutte le Aziende del sistema sanitario della Toscana affinché simili modelli di organizzazione ospedaliera vengano evitati per il futuro su tutto il territorio regionale

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