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Succede all’ospedale di Massa. Viareggino, con garza post-operatoria accanto al pacemaker per 10 anni: “ignorate richieste d’attenzione del paziente”

16aprile 2018 da redazione Viareggio

Si tratta di un paziente cardiopatico che per anni ha lamentato un dolore al petto all’altezza del cuore e che nessuno, a quanto pare, ha preso in seria considerazione anche solo effettuando semplici verifiche diagnostiche, poi la scoperta incredibile: una garza post operatoria era rimasta accanto al pacemaker. Una vicenda che risale al 2007, cioè da quando venne operato all’ospedale di Massa per l’intervento, il caso è stato denunciato dal legale dell’uomo 46enne, che ha dato mandato a procedere per la richiesta danni.

Il caso è approdat0 anche in Consiglio regionale della Toscana dal capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti, con la richiesta di avviare un’inchiesta interna alla struttura sanitaria, al fine di chiarire responsabilità e capire come questo sia potuto accadere.

“Sistema sanitario stressato che mette la persona ai margini, anziché al centro”

“A colpirmi – sottolinea il consigliere Marchetti – è certo l’errore compiuto in fase operatoria e che ha messo a grave rischio la salute del paziente, ma più ancora le sue continue richieste d’aiuto per quella protuberanza dolorosa che negli anni gli si era formata sul petto, all’altezza del cuore, e che nessuno a quanto pare ha voluto prendere in seria considerazione effettuando le necessarie verifiche diagnostiche in un paziente cardiopatico. Si è dovuto attendere l’esaurimento del generatore, e la conseguente presa in carico del paziente da parte della Fondazione Monasterio di Pisa per la sua sostituzione perché venisse rinvenuto l’oggetto causa di tanto malessere. Trovo tutto questo un’aberrazione, spia di un sistema sanitario stressato che colloca la persona ai margini, anziché al centro come dovrebbe essere”.

“Che adesso il paziente intenda chiedere ristoro per il danno subito è naturale e legittimo. Noi invece – conclude Marchetti – chiediamo alla Regione che si attivi un’inchiesta interna per capire chi, come e in quali circostanze non abbia posto la debita attenzione rispetto al disagio lamentato dal paziente, onde verificare se e quando si sarebbe potuto individuare il corpo estraneo, risparmiando rischi e malesseri al paziente già provato”.

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