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Terremoto centro Italia, tra accoglienza e speculazioni

In questi giorni i social e le cronache (locali e nazionali) sono attraversate da dichiarazioni e concetti pericolosi, del tipo:

“Non spendete i soldi per i migranti ma per i terremotati”, “Nelle tende metteteci i migranti, sistemate i terremotati negli alberghi a cinque stelle”, e altre amenità del genere.

01settembre 2016 da BuongiornoLivorno

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Image and video hosting by TinyPicSulle politiche dell’accoglienza, ad esempio sulla scelta governativa di privilegiare i CAS (Centri di assistenza straordinaria) anziché il circuito SPRAR (Sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati) ci sarebbe molto da dire: il primo modello, gestito in base ad accordi privati fra Prefetture e associazioni o cooperative, è molto più “snello” nella gestione e non richiede una rendicontazione puntuale delle cifre gestite, a differenza del secondo che invece la richiede ed inoltre implica il coinvolgimento delle Amministrazioni e delle Comunità Locali nell’elaborazione di progetti di accoglienza “diffusa” caratterizzata dalla presenza di piccoli gruppi di migranti.

La scelta dei CAS, predominante nell’80% dei casi, ha naturalmente facilitato i fenomeni di corruzione e malavita del tipo di Mafia Capitale (“[…] guadagno di più con gli immigrati che con la cocaina […]”) e favorisce la permanenza di gruppi numerosi nelle stesse strutture.
BuongiornoLivorno è intervenuta anche recentemente su questi temi, come ad esempio sulla buona pratica dell’accoglienza in famiglia, già operativa e sperimentata in altre città d’Italia: da parte della Prefettura invece si insiste nel perseguire la pratica della chiamata all’ultimo minuto per calare dall’alto gli arrivi e le sistemazioni, tagliando fuori le Istituzioni cittadine.
Questo dà spazio e fiato a chi mischia strumentalmente gli argomenti con il solo scopo di sciacallare e accrescere audience e consenso politico un tanto al chilo, in particolare in questi giorni dolorosi dove migliaia di persone hanno visto distrutta la loro vita affettiva e anche economica a causa del terremoto.

Anche a Livorno sono state raccolte quasi mille firme in centro contro l’ipotizzato utilizzo di un albergo dismesso per il circuito dei richiedenti asilo.

Si tratta di un fenomeno preoccupante, da capire e da contrastare andando oltre la retorica dei buoni sentimenti, in parte dovuto anche all’attività della Lega che sta lavorando in città intercettando ed enfatizzando le situazioni di disagio, costruendo la propria attività politica sul business della paura e dell’odio interetnico, prendendo al volo i benefici della grave crisi economica che sta attraversando la città. Sembrano alimentarsi all’interno di queste dinamiche anche le recenti dichiarazioni dove si auspica che le strutture ricettive per i profughi siano destinate ai terremotati del centro Italia.

Esiste un’associazione all’Aquila che ha prodotto un “Decalogo del terremotato consapevole” (reperibile in Rete), i cui primi due punti sono:
1. Non disperdetevi come comunità e non fatevi mettere gli uni contro gli altri;
2. Restate in sicurezza, ma non lasciatevi allontanare dalle vostre case e dalle vostre proprietà.

Appaiono quindi in tutta la loro miseria morale e strumentalità politica le attività e le dichiarazioni di cui abbiamo fatto menzione. Chi propone la deportazione dei terremotati a centinaia di chilometri, usando “gli alberghi a cinque stelle degli immigrati” lo fa per un vergognoso calcolo politico, non certo per altri nobili scopi.
Stiamo in guardia contro le speculazioni, politiche ed economiche, sulla pelle delle persone. E cerchiamo davvero di crescere tutti insieme, come collettività e come persone, partendo dal cambiamento di questo modello di società costruito sulle diseguaglianze e sulle contraddizioni, come testimonia anche la dichiarazione, agghiacciante e sintomatica, del ministro Delrio sul terremoto che fa PIL.

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